Vaccarello, Anthony

Anthony Vaccarello è tra i più influenti fashion desiger degli anni 2000. Dopo Fendi e Versus Versace, nel 2016 diventa direttore creativo di YSL.

Vaccarello Anthony. Fashion Designer belga, classe 1982. È tra gli stilisti più influenti degli anni 2000. La sua creatività è rock, esageratamente femminile e androgina. Motivo per il quale, Saint Laurent l’ha scelto per il rilancio della sua immagine, succedendo a Hedi Slimane nel 2016.

Vaccarello nasce a Bruxelles, il 4 settembre 1982; unico figlio di genitori emigrati italiani. Studia scultura presso la Chambre, laureandosi nel 2006. La sua collezione di laurea viene presentata durante il prestigioso concorso che si tiene annualmente a Hyères e che premia le nuove leve della moda e dell’arte. Ne esce vincitore presentando una collezione ispirata alla pornstar Cicciolina.

La sua estetica forte si fa notare e il primo a credere nelle sue potenzialità è Karl Lagerfeld che lo vuole all’interno del team creativo di Fendi, dove si specializza nella lavorazione delle pellicce. Concluso lo stage, durato dal 2007 al 2009, torna a Parigi e debutta con il suo eponimo marchio.

Successivamente disegna alcune collezioni per la linea giovane Versus Versace, sostituendo Cristopher Kane. Accanto a Donatella continua a nutrire le sue conoscenze accademiche facendo suo parte del DNA del marchio. Analizzando alcune sue creazioni, infatti, è facile intuire che alcuni dettagli siano fortemente ispirati alla casa della medusa. A partire, ad esempio, dai tagli a sbieco uniti tra loro da ganci e spille. Anche il total black e le lunghezze inguinali fanno intuire che parte della sua creatività sia stata forgiata proprio dalla Versace.

Look Saint Laurent fall/winter 2020.

Ad ogni modo, terminato il suo percorso lavorativo con Donatella, nel 2016 viene chiamato a ricoprire il ruolo di direttore creativo in Yves Saint Laurent. Per la casa di moda più androgina del settore disegna una donna coraggiosa, sensuale e spregiudicata, spingendo il marchio con campagne pubblicitarie altrettanto spudorate. Anni Ottanta e Novanta sono al centro di ogni sua collezione e non solo per le spalle larghe, tuxedo e dettagli a ventaglio ma anche per l’uso eccessivo di lustrini, calze a pois e uno styling studiato ad hoc.

Tra le sue icone, Betty Catroux, musa di Yves. L’ex modella posa per Anthony per l’ADV 2018-19. Betty, che nasconde i suoi occhi profondi dietro una lente nera, indossa un tuxedo profilato e con fili lurex, un chiodo e una semplice t-shirt nera.

La sua prima collezione, definita un vero flop, non convince la critica. Dalla campagna pubblicitaria kitsch con una modella a gambe aperte sulla riva della Senna ai mini abiti in pelle nera che si ripetono in passerella.

Anthony mostra una sorta di inadeguatezza: le sue presentazioni sono ben lontane dall’essere definite “la più grande orgia dei sensi della storia della moda” (commento del New York Herald Tribute in merito alla prima sfilata YSL. 30 gennaio 1958). L’ombra di Hedi Slimane (ex direttore creativo della griffe) sembra ancora offuscare la creatività dello stilista italo-belga. Un rimbalzo di fiocchi e mini abiti asimmetrici che ci obbligano ad una riflessione: chi avrà realizzato questo abito? Hedi o Anthony?

Ad ogni modo, come da prassi nella moda, il suo debutto in sordina è solo un vecchio ricordo perché Saint Laurent riconquista lo scettro di griffe più gettonata dalla it-girl.

 

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Catroux, Betty

Betty Catroux, la musa di Yves Sain Laurent, nasce il 1° gennaio 1945 a Rio de Janiero. “Pensavo a lei quando ho immaginato il completo pantalone. Tutti i codici maschili che ho applicato sulla donna” dice di lei lo stilista

Indice

  1. Betty Saint
  2. Il padre
  3. Un’adolescenza difficile
  4. Gli esordi
  5. Yves Saint Laurent
  6. La donna di Yves Saint Laurent
  7. Altre figure nella vita di Betty
  8. Più di una musa
  9. Gli ultimi anni

Betty Saint

Betty Saint, meglio conosciuta come Betty Catroux, nasce il 1° gennaio 1945 a Rio de Janiero dalla relazione tra la socialite francese Carmen Saint ed Elim O’Shaugnessy, diplomatico americano. Betty Catroux trascorse i primi quattro anni della sua vita in Brasile.

Il padre

La madre, archiviato un matrimonio lampo con un uomo del posto, decide di fare le valigie e di trasferirsi definitivamente a Parigi. Fino all’età di dodici anni Betty visse nell’incertezza di chi fosse realmente il padre. Si mise, così, a studiare i tratti somatici delle persone che frequentava la madre fino a scoprire che l’uomo che aveva creduto essere un amico della madre, era sangue del suo sangue.

Un’adolescenza difficile

Un’educazione borghese, con regole e imposizioni, ha tormentato l’adolescenza di Betty Catroux che trovò, nelle droghe, un sovvertivo per evadere da una routine che le stava stretta. Betty odia la moda. Per lei è solo un modo facile per far soldi; per rinnegare qualsiasi beneficio da borghese e vestire i panni della libertina colta. È così, che all’età di diciassette anni, inizia la sua carriera nel mondo della moda.

Gli esordi

La prima ad affidarsi alla sua immagine androgina fu proprio Coco Chanel, antesignana di una moda borghese che strizzava l’occhio al guardaroba maschile. Nel 1967 appare per la prima volta con alcuni scatti sulla rivista di moda Vogue.

Betty Catroux
Betty e François Catroux in uno scatto di Horst

Nel 1968, Betty Saint sposa l’arredatore francese François Catroux, nipote del generale Georges Catroux. Il giorno delle sue nozze, sfoggiò un look insolito composto da una pelliccia bianca e nera, shorts e gli immancabili stivali. La coppia ha due figli: Maxime, editore di libri, e Daphné, sposata con il conte Charles-Antoine Morand, il 15 giugno del 2002.

Betty Catroux
Betty e François nel giorno del loro matrimonio.

Yves Saint Laurent

Ma è al Regine’s che la sua vita cambia di colpo. I bagordi di una vita agiata sono condivisi con l’altra metà della sua anima. Una sera, tra fiumi di alcool e droga, due sguardi s’incrociano e diventano un’unica visione per il resto della vita.

“Yves era biondo platino, in total look in pelle nera. Ci assomigliavamo. Era così timido che dovette mandare qualcuno al mio tavolo. Poi mi chiese se avessi voluto sfilare per lui. Io dissi di no. Avevo fatto delle foto di moda all’epoca ma non era per me. Era solo un guadagno facile per andare a bere e fare casino.

Lui incarnava il perfetto bohemien lei, una borghese scandalosa. Entrambi erano la perfetta congiunzione di un universo che progrediva attraverso la lotta e la rivoluzione. Lei era una swimming girl lui, il genio dannato della moda.

Betty Catroux
Betty Catroux con Yves Saint Laurent e Lou Lou De La Falaise

“La prima volta che vidi Betty era al New Jimmy’s, la discoteca del Régine. Credo fosse il 1967. Indossava una gonna di plastica di Prisunic. Quel che impressionò fu il suo stile, l’androginia, il corpo, il viso, i capelli…Yves Saint Laurent

Tra scorribande alcoliche e “polvere bianca” la bella amazzone diviene la musa di Yves Saint Laurent.

La donna di Yves Saint Laurent

Il suo aspetto disinvolto, il suo corpo snello e le gambe chilometriche fecero di Betty un’icona di stile. Per il suo caro Yves non posò mai ma divenne la sua più stretta collaboratrice. Lei era l’incarnazione perfetta donna Yves Saint Laurent: forte, audace, disinvolta.

“Non mi vesto da donna. Non mi interessa affatto la moda” Betty Catroux 

Fin dagli anni ’50 è stata destinata a incarnare, con il suo corpo magro e nervoso, i capelli lunghi e diritti, le gambe chilometriche e le labbra sottili, la Donna Moderna: sicura di sé, a suo agio in pantaloni, magari rubati al suo lui o a un’altra lei. Per questo motivo Betty Catroux può essere definita l’antesignana della moda gender poiché per anni ha indossato pantaloni a sigaretta, t-shirt e blazer nero, oltre che il celebre abito smoking creato dal suo amico.

Altre figure nella vita di Betty

Nell’orbita del forte legame con Yves ruotarono altre figure fondamentali per la loro carriera. Yves Saint Laurent era un genio sempre in cerca d’ispirazioni. La sua fonte erano le donne. Per questo motivo Loulou de la Falaise e Catherine Deneuve entrarono nella stretta cerchia di contatti lavorativi dello stilista. Come anche Paloma Picasso, la donna del Sud, e Zizi Jeanmaire, la “commedienne” intellettuale.

Betty Catroux
Il trio Lulu de la Falaise, Yves e Betty.

“Saint Laurent disegna per donne che hanno una doppia vita. I vestiti del giorno aiutano la donna a stare in mezzo agli estranei, le permettono di andare dappertutto senza attirare un’attenzione non desiderata: grazie alla loro naturalezza un po’ mascolina, le conferiscono una certa forza, la equipaggiano per incontri che potrebbero dar luogo a conflitti. Però la sera, quando la donna può scegliere con chi stare, Yves la rende seduttrice”, dichiarò la Deneuve

Betty Catroux
Yves, Loulou e Betty erano inseparabili

Più di una musa

“Pensavo a lei quando ho immaginato il completo pantalone. Tutti i codici maschili che ho applicato sulla donna. Se Paloma Picasso e Loulou de la Falaise ispirano la mia fantasia, Betty ispira il mio fisico rigoroso” Yves Saint Laurent

Gli ultimi anni

Tom Ford, per il suo debutto in Yves Saint Laurent, dedicò la sua prima collezione all’amazzone e musa ispiratrice del fondatore della maison. Le stesse orme furono calcate da Stefano Pilati.

La nostalgia dei tempi che furono, accompagnata dalla brama di ricompattare l’immagine forte e allusiva di Yves Saint Laurent, hanno spinto Anthony Vaccarello a digitare il numero di Betty. È stato come rispolverare dei ricordi custoditi gelosamente per far rivivere le emozioni più importanti della propria vita. Ma questa volta, Yves non c’è.

Betty Catroux
Betty Catroux posa per YSL.

A settantatre anni, Betty Catroux posa per la prima volta per Yves Saint Laurent per la campagna pubblicitaria autunno/inverno 2018-19. La bella modella posa davanti all’obbiettivo con un chiodo in pelle e blazer laminato. Indossa gli occhiali da sole, rigorosamente neri, come quelli che hanno nascosto i suoi occhi da più di cinquant’anni.