Beth Levine

Beth Levine. Nel 1958 nella vetrina di Tiffany accanto a una pochette Schlumberger’s trionfava una décolleté in piume di pavone studiata da Beth Levine.

Beth Levine. Nel 1958 nella vetrina di Tiffany a New York accanto a una preziosa pochette gioiello di Jean Schlumberger’s trionfava una décolleté in piume di pavone studiata da Beth Levine per l’occasione. In effetti negli anni ’60 i modelli di calzature più eccentrici e inusuali vengono dagli stilisti americani e in particolare da Beth ed Herbert Levine.

Nel 1967 disegnano un modello proverbiale: lo stivale stretch con il quale vincono un Coty Award. Non molto tempo dopo, il pantaloncino-stivale, un pezzo unico e inscindibile, visto che le calzature si fanno capo d’abbigliamento e viceversa. E nei primi anni ’70, tempo di riferimenti folk, di fiori onnipresenti, di zoccoli, di sandali indiani, della scoperta e adozione di altri modi di vestire che vengono anche da lontano.

Beth Levine

Herbert Levine ridisegna e lancia sul mercato americano lo Hu-Gee calzare tradizionale della donna cinese. Un modello in lacca rossa dalle linee decisamente stilizzate. È la stagione in cui Nixon (1971) apre il dialogo con Mao Tze-tung.

Nel maggio del 2000 al Bata Shoe Museum di Toronto, rassegna dal titolo Herbert and Beth Levine: an American Pai. Un gioco di parole per introdurre una retrospettiva di 30 anni di creazioni, dal 1948 al 1975, che comprende scarpe in plastica leggera e carta.

Esemplari rappresentativi della Herbert Levine Inc., che ha chiuso i battenti nel 1975, sono conservati in parecchi musei degli Stati Uniti e presso la Texas Fashion Collection della Scuola di Arti Visive dell’università del Texas del Nord.