Teso, Giuliana

Giuliana Teso. Stilista italiana di pellicceria e di moda pronta. Nasce a Bergamo. Nel 1978, entra nell’azienda di pellicce fondata dal marito Riccardo.

Giuliana Teso (1948). Stilista italiana di pellicceria e di moda pronta. Nasce a Bergamo. Nel 1978, entra nella neonata azienda di pellicce fondata dal marito Riccardo, la Papillon di Vancimuglio nei pressi di Vicenza. Due anni dopo, per personalizzare la produzione moda, firma la prima collezione.

Nell’83, partecipa alla Pelzmesse di Francoforte, fiera internazionale della pelliccia, e, nell’84, alla selezionata rassegna American Legend con visoni reversibili stampati a coccodrillo e pellicce per la sera impreziosite da perle e strass.

Teso

Nell’87 è invitata a Contemporary, nell’ambito di Milano Collezioni. I grandi magazzini americani Bergdorf Goodman e Neiman Marcus le dedicano vetrine e corner. È continua la sua crescita stilistica che consolida la presenza nei mercati americano, orientale ed europeo.

Philip Hockey — situato a Londra, nel cuore della City — ha scelto i suoi capi per proporre alla sua esigente clientela l’eleganza e la qualità dell’Italian Style. Un corner Teso è nel Fashion and Novelty Department del grande magazzino londinese Harrods.

Apre negozi monomarca a Mosca e San Pietroburgo. Attualmente, presenta pure una collezione vastissima di cappotti con bordi di pelliccia, confezionati con la stessa attenzione e abilità artigianale dedicata alle pellicce, cui si aggiunge una nuova linea di pelle, camoscio e tessuto.

La fusione equilibrata dei ruoli tra Riccardo Teso — anima imprenditoriale — e la moglie Giuliana — spirito creativo — rappresenta l’asse portante e vincente di questa azienda. Successivamente inizia anche la produzione di pelletteria, proponendo una linea di accessori come borse e calzature, anche qui, senza rinunciare agli inserti in pelliccia per molti dei suoi modelli.

Crea poi una seconda linea di pellicce e accessori pensata per le più giovani: ByTe (by Teso).

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Madame Suzy

Madame Suzy. Maison francese di cappelli. Nel 1941, Bergdorf Goodman, il raffinato grande magazzino di New York, le apre un corner, uno spazio.

Madame Suzy. Maison francese di cappelli.

Madame Suzy

Nel 1941, Bergdorf Goodman, il raffinato grande magazzino di New York, le apre un corner, uno spazio. Il successo è immediato ma non induce la proprietaria-stilista a trasferirsi negli Stati Uniti. L’atelier parigino la impone, nel dopoguerra, come una delle figure di maggior spicco tra le modiste.

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Morelli, Paul

Morelli Paul (1949). Gioielliere americano. La natura è il suo tema ricorrente. Fiori, farfalle, noci, per esempio si ritrovano spesso nelle sue creazioni.

Morelli Paul (1949). Gioielliere americano. La natura è il suo tema ricorrente. Fiori, farfalle, noci, per esempio si ritrovano spesso nelle sue creazioni, incastonati in lavorazioni molto sottili e ricercate.

Ha decisamente uno spirito molto creativo anche perché proviene da una famiglia di artisti. I genitori, infatti, disegnavano costumi per il teatro. Gli furono maestri, sviluppando in lui un gusto preciso per la decorazione dei vestiti.

morelli

Adolescente, capisce in poco tempo la sua vera passione: il gioiello e soprattutto le perle. Inizia a disegnare e a vendere nei primi anni ’70 presso famose gallerie d’arte di New York. Solo negli anni ’80 i suoi gioielli vengono considerati commerciabili e trovano spazio nei grandi magazzini, come Bergdorf Goodman di New York.

2002, ottobre. Per celebrare il ventesimo anniversario di presenza dei gioielli del designer sugli scaffali di Bergdorf Goodman, il presidente della catena di department store organizza una retrospettiva sulla produzione di Morelli, accompagnata da un pezzo unico, una collana di diamanti disegnata per l’occasione dalla moglie del festeggiato, Darci Kistler.

morelli

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Malouf, Colette

Malouf Colette (1963). Designer americana di accessori per capelli in cuoio, plastica, resine, cristallo, diamanti, oro…

Colette Malouf  (1963). Designer americana di accessori per capelli in cuoio, plastica, resine, cristallo, diamanti, oro. È stata definita dalla stampa statunitense “un genio nell’arte di decorare i capelli”. Dopo avere creato gioielli con materiali di recupero e averli venduti ai compagni d’università, Malouf inizia la sua attività nel 1987 disegnando un cerchietto elastico per capelli che in due settimane sparisce dagli scaffali di Bergdorf Goodman. Dalla metà degli anni ’90, distribuisce i suoi prodotti anche in Europa e in Giappone. Nel ’98 ha vinto il premio del “Fashion Group International come migliore designer di accessori dell’anno. Collabora con i suoi accessori alle sfilate di Michael Kors, rubando spesso la scena al maestro di Long Island. Colette è l’unica designer d’acconciature ammessa al Council of Fashion. La collezione di accessori per la primavera è battezzata French Riviera.

Malouf
Malouf accessori per capelli

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Milly

Milly è un brand nato nel 2000 dalla mano di Michelle Smith. La stilista statunitense, che ha lavorato per Hermès, Louis Vuitton e Christian Dior.

Milly è un brand nato nel 2000 dalla mano di Michelle Smith. La stilista statunitense, che ha lavorato per Hermès, Louis Vuitton e Christian Dior Haute Couture, nelle sue creazioni combina le sue esperienze in Connecticut, Parigi e New York. La collezione ha come obiettivo quello di vestire una donna sexy, che possa divertirsi giocando con l’abbigliamento. Colori fluo, abiti corti e fantasie fiorate e giovanili sono le caratteristiche principali del marchio. Milly è ormai riconosciuto in tutto il globo con un devoto seguito. Celebrità come Gwyneth Paltrow, Victoria Beckham, Beyoncé e Thandie Newton sono contati tra i fan di Milly. La collezione è in vendita presso i migliori negozi specializzati e magazzini in tutto il mondo, tra cui Bergdorf Goodman, Neiman Marcus, Saks Fifth Avenue, Harrods, e Takashimaya. Nella primavera del 2011, Milly ha festeggiato il suo 10 ° anniversario con diversi tentativi nuovi ed entusiasmanti: l’apertura del flagship store su Madison Avenue, il debutto della sua borsetta e una collezione di gioielli di moda, e ‘Milly Minis’, abbigliamento per giovani aspiranti tra i 2 e i 7 anni.

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Fiorentina, Silvia

Silvia Fiorentina. Negli anni ’50 decide, data la sua passione per le scarpe, di disegnare una collezione per le donne americane, ma di gusto italiano.

Silvia Fiorentina. Nasce a New York. Intorno agli anni ’50 decide, data la sua passione per le scarpe, decide di disegnare una collezione pensata per le donne americane, ma di gusto italiano. Il successo arriva quasi immediato, esattamente nel 1957, con l’apertura al 789 di Madison Avenue, della sua prima boutique di calzature. Ancora prodotte negli stabilimenti di Vigevano e Bologna, le sue scarpe sono attualmente in vendita nei corner dei grandi magazzini più esclusivi d’America, come Bergdorf Goodman.

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Bergdorf Goodman

Bergdorf Goodman nasce da un negozio di abbigliamento femminile aperto a New York sulla 5^ Avenue all’altezza della 19esima strada, sotto l’insegna Bergdorf and Voight.

La storia di Bergdorf Goodman

Nel 1889, Herman Bergdorf assume il giovane sarto Edwin Goodman, nel 1901 si associano. Più tardi, nel 1914 aprono un negozio, dove oggi si trova il Rockefeller Center.

I due sono i primi a vendere prêt-à-porter, eliminando così le lunghe attese richieste dai sarti. Nel 1928 si spostano all’indirizzo attuale, Quinta Avenue e 58esima strada nella ex Maison Vanderbilt, in un negozio disegnato e decorato come le case parigine della loro ricca clientela.

Nel ’53, Bergdorf Goodman è già il grande magazzino più sofisticato di New York. Vende abiti di moda pronta di lusso e ha al suo interno un beauty salon.

La svolta c’è nel ’72, quando lo compra la società Carter Hawley Hale Stores. Nell’86 il grande magazzino inaugura il dipartimento di mobili e accessori per la casa.

L’anno dopo, la proprietà cambia di nuovo, passando al Neiman Marcus Group sotto l’amministrazione di Ira Neiman. Grazie al suo intervento e alla sua direzione, il prestigio del negozio sulla Fifth Avenue si accresce in modo esponenziale. Infatti, vengono ulteriormente ampliati lo spazio del negozio e l’area dedicata alla moda femminile.

«Ira ha permesso alle donne americane di scoprire il massimo del lusso e della raffinatezza. È stato un precursore, una luce guida per tutti, perché era in grado di dare un’immagine di moda d’avanguardia, unendo couture e prêt-à-porter in un modo straordinario». Queste le parole di Carla Fendi che descrivono al meglio l’operato e il valore, in quegli anni, dell’amministratore delegato della Bergdorf Goodman.

In tempi più recenti

Nel 1997 l’edificio è stato sottoposto a un’importante opera di ristrutturazione. Il nono piano, antica residenza della famiglia Goodman, è stato convertito in un salone di bellezza. Nel 2003 il negozio annovera la presenza di marchi come Chanel, Giorgio Armani, Gucci, Versace e Yves Saint-Laurent. Per l’uomo, la proposta comprende le collezioni di Loro Piana, Kiton, Brunello Cucinelli, John Lobb, Bontoni, Tom Ford e Charvet.

A oggi i principali brand venduti dal prestigioso negozio sono Alexander McQueen, Givenchy, Comme des Garçons, Balenciaga, Balmain, Alexander Wang, Chloé, Junya Watanabe, Prada, Jil Sander, Bottega Veneta, Maison Martin Margiela e molti altri.

Nel 2004 è stato inaugurato anche un negozio online. Successivamente, nel maggio del 2005 la società Neiman Marcus Group è stata scorporata e acquistata da altre due società minori. Qui, il cambiamento non ha portato con sé alcuna conseguenza negativa per il megastore, che vanta ancora un’autorevole reputazione. Spesso, infatti, il nome Bergdorf Goodman è stato citato in film e serie televisive come sinonimo di qualità e lusso indiscutibile.

Alcuni esempi sono il film del 1962 “Il visone sulla pelle” in cui Cary Grant porta Doris Day a fare shopping nel megastore. Oppure, nel film Arthur del 1981 con Dudley Moore, frequentatore assiduo del negozio. Infine, più recentemente nei film di Sex and the City dove il grande magazzino rappresenta il paradiso dello shopping.

Coppola & Toppo

Nasce dal nome di Lyda Coppola (1915-1986) che varò la griffe a Milano dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti e il laboratorio di Ada Politzer.

Nasce dal nome di Lyda Coppola (1915-1986). Veneziana, varò la griffe a Milano dopo aver frequentato a Venezia l’Accademia di Belle Arti e il laboratorio di Ada Politzer, nota creatrice di bijoux. L’azienda, battezzata Coppola & Toppo in seguito al matrimonio che la unì a Toppo, si impose all’attenzione dei grandi sarti per la produzione di bijoux d’alta qualità. Dapprima le sue creazioni furono apprezzate soprattutto dai grandi couturier francesi. Tra cui Balenciaga, Balmain, Dior, Fath, Lanvin, Schiaparelli, che li utilizzarono come accessori per le loro collezioni.

Nel maggio del ’48 le fu dedicato il Point de Vue di Vogue Francia. Affiancata dal fratello Bruno, cominciò in un secondo tempo a guardare al mercato statunitense dove, grazie anche alla presentazione di Elsa Schiaparelli, i suoi bijoux cominciarono a essere venduti nei grandi magazzini newyorkesi — Lord & Taylor, Saks Fifth Avenue, Bergdorf Goodman — e ad apparire regolarmente sulle più importanti riviste di moda: Vogue, Harper’s Bazaar, Women’s Wear Daily. Assecondavano infatti il gusto americano per gli effetti spettacolari di forme e colori giocati sulla duttilità del cristallo montato su invisibili strutture metalliche.

Gli anni ’60

Tipici i soggetti floreali soprattutto negli anni ’60, quando ormai anche gli stilisti italiani affidavano a Coppola & Toppo la realizzazione dei loro bijoux: da Capucci a Krizia, da Pucci a Lancetti, da Enzo Fontana a Valentino.

Quest’ultimo, divenuto il committente più importante della casa, ne stimolò in modo particolare le ricerche creative. Favorendo l’introduzione, fra i vari materiali usati, di annette di metallo e plastica. L’attività della maison cessa con la morte di Lyda Coppola. Di lei Maria Pezzi ha scritto su Donna: “Aveva un senso completo della moda e una misura estetica eccezionale. Il suo era un lavoro artigianale ormai perduto. Prima di passare in laboratorio, i suoi bijoux, li studiava lei direttamente, calcolando il peso, la lavorazione, l’effetto pizzo, l’effetto cascata. È certo che la moda italiana, fondata all’inizio soprattutto sulla fantasia, l’azzardo, la personalità, ha trovato in Lyda una grande ambasciatrice”.