Battistoni

Battistoni. Negozio di Roma, fondato da Guglielmo Battistoni nel 1946. Studente dell’Accademia di Belle Arti, divenne presto camiciaio.

Battistoni. Negozio di Roma, fondato da Guglielmo Battistoni nel 1946. Studente dell’Accademia di Belle Arti, divenne presto camiciaio per necessità e vocazione. Allungò e allargò leggermente le punte del collo rispetto ai canoni classici, modernizzando le camicie da uomo. La boutique, in un cortile interno di via Condotti, diventò sin dagli anni ’50 un cenacolo di artisti e letterati. Ancora oggi si notano alle pareti quadri di Picasso, Modigliani, Guttuso, Matta e Cocteau.

Tra i clienti più affezionati si ricordano Andy Warhol e Marlon Brando, ma anche il Duca di Windsor, Charlie Chaplin, Marc Chagall e John Cassavetes. Alberto Moravia era un collezionista delle famose cravatte croatté. La maison, inoltre, è conosciuta per le sue camicie oxford e fil à fil, le giacche sportive, i tight e gli smoking già pronti o su misura. La Battistoni, gestita oggi dai figli di Guglielmo, Gianni e Simonetta, si è saputa diversificare con una linea di prêt-à-porter femminile, quattro profumi (le bottiglie di Marta e Marte sono state disegnate da Renato Guttuso), foulard, cinture in coccodrillo e scarpe. A Milano, la boutique è in via della Spiga.

Nel Novembre 1999, presenta il nuovo profumo Creation, in concomitanza con l’inaugurazione della mostra di Giacomo Manzù alla Maison Battistoni di Palazzo Caffarelli, a Roma. Continua il binomio tra arte e moda che caratterizza la casa fin dalla sua fondazione.

A Marzo 2002, Via Condotti celebra Roma, il cinema, la moda, la cronaca degli anni ’50-60 nella mostra Eleganza e Illusione. Gli stilisti della strada si immergono nei loro archivi personali riemergendone con fotografie d’epoca, dépliant, cataloghi: nell’atrio di ingresso e nei cortili di Battistoni, l’eleganza di Dino Pedrali incontra l'”illusione” di cinque scatti inediti dall’ultimo film di Federico Fellini, La Voce della Luna.

Condotti (Via)

Condotti (Via). È una vetrina romana dell’eleganza e dello shopping di lusso, via Condotti continua a essere la strada più ambita dai grandi della moda, per i quali è, insieme alle strade del quadrilatero milanese, il massimo punto d’arrivo in Italia.

Ai negozi tradizionali e consolidati, come Gucci e la gioielleria Bulgari o come Battistoni, dove venivano a farsi fare le camicie il duca di Windsor, Umberto di Savoia, John Steinbeck, Charlie Chaplin, Jean Cocteau, Renato Guttuso, si sono aggiunte via via le griffe più prestigiose del made in Italy e non solo. Abbigliamento, pelletteria, gioielli: Armani, Cartier, Ferragamo, Gabrielli, Hermès, La Perla, Prada, Mila Schön, Trussardi e, non senza accesissime polemiche da parte dell’Associazione Via Condotti, nata a tutela della nobile strada negli anni ’60, anche Foot Locker, luminescente emporio di articoli sportivi.

Negli anni la strada, che è gemellata con la Fifth Avenue, con Faubourg Saint-Honoré, con Bond Street, ha perso la sua antica vocazione di artigianalità. Si è andata in parte commercialmente spersonalizzando: le vecchie botteghe hanno ceduto i loro locali agli shop dei grandi marchi. Sparito per fare posto a una boutique di calze anche il celebre Baretto all’angolo con via Belsiana. Annoverava fra i suoi selezionatissimi habitué Giorgio De Chirico.

Via Condotti è sopravvissuta

Via Condotti ha vinto la sua battaglia contro il degrado e sopravvive al turismo di massa. È riuscita a conservare la sua identità, se non commerciale, storica. Al consumismo di qualità infatti mescola, per chi sa goderne, uno speciale incantesimo, un’atmosfera da Grand Tour o da promenade stendha”liane. Prende il suo nome dai condotti dell’Acqua Vergine, che vi passavano. Con la celebre scalinata di Trinità dei Monti a farle da quinta, costituisce una delle scenografie più movimentate e pittoresche del ‘700.

Tappa d’obbligo è lo storico Caffè Greco, di cui Casanova scrisse nelle sue Memorie nel 1742, ma il cui secolo d’oro fu l’800, quando attorno ai piccoli tavolini ovali si radunavano i pittori, gli scultori, i musicisti e i letterati più insigni d’Europa. Fra i clienti illustri anche papi e re, come Leone XIII e Luigi I di Baviera; pittori come Corot e Ingres; scrittori come Goldoni, Hawthorne, Byron, Chateaubriand, Leopardi, Shelley, Stendhal, Andersen, Gogol, D’Annunzio, Baudelaire, Henry James, Thackeray, Mark Twain.