Marelli, Giuseppe

Marelli Giuseppe, detto Pinotto (1931). Manager dell’industria italiana dell’abbigliamento e fra i protagonisti del suo successo internazionale.

Marelli Giuseppe, detto Pinotto (1931). Manager dell’industria italiana dell’abbigliamento e fra i protagonisti del suo successo internazionale. Ancora studente, fa pratica nella Rovelli-Marelli, fabbrica di tessuti di uno zio.

Nel 1953, entra in De Angeli-Frua che, all’epoca, era un colosso nel campo dei tessuti stampati-donna, per lavorare alla Tessinoni che produceva stoffe stampate a mano di grande successo.

Fra i suoi clienti, aveva Emilio Pucci. Nel ’64, è direttore commerciale della Hitman, azienda di abbigliamento del Gruppo Cerruti che, allora, era in fase di costituzione. Per otto anni, collabora con Giorgio Armani che era, con Nino Cerruti, il responsabile dello stile e che uscì dalla Hitman nel ’72 per mettersi in proprio.

Nel ’68, diventa direttore generale della società e, nel ’70, amministratore delegato. Tre anni dopo, è vicepresidente della “Holding Cerruti 1881, continuando a guidare la Hitman. In pratica, gestisce tutti i prodotti finiti della griffe Cerruti 1881, portando l’azienda (650 dipendenti) a un notevole sviluppo di fatturato e a un export del 65 per cento sul totale della produzione. Nel ’96 finisce il suo incarico. Dopo poco, entra alla Veneto Abbigliamento e da allora si occupa della rinascita di Basile.

marelli

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Mariotto, Guillermo

Mariotto Guillermo. Designer venezuelano, direttore artistico della Maison Gattinoni. Dopo essersi trasferito a Parigi e poi a Londra, arriva a Milano

Mariotto Guillermo (1963). Designer venezuelano, è direttore artistico della Maison Gattinoni. Nato a Caracas, ha iniziato la formazione professionale conseguendo la laurea al California College of Arts and Craft di San Francisco.

Dopo essersi trasferito prima a Parigi e poi a Londra, arriva a Milano a 21 anni. È la collaborazione con uno studio di interni a dischiudergli le porte della moda e, per due anni, si dedica al prêt-à-porter donna di Basile.

È del 1988 la prima linea haute couture per Gattinoni. Dopo la scomparsa di Raniero Gattinoni arriva l’investitura a direttore artistico. Nel 1994, fa scandalo mandando in passerella una modella nuda, ispirata alla mise adamitica dell’Eva biblica.

mariotto
Guillermo Mariotto con Gattinoni

L’anno dopo porta sulle scene Monna Lisa, fasciata d’organza bianca e con il viso celato dal merletto.

L’estate del 2001 è quella di Fragile: la modella israeliana Moran Athias sfila abbracciata a un modello palestinese.

Nel 2002, Nina Moric corona un’estate di presenze su tutte le copertine d’Italia, sfilando con il pancione premaman.

Nel luglio 2003, Guillermo rende omaggio ai 700 anni dell’Università La Sapienza di Roma e al primo anno di corso di Scienze della Moda, con una lezione aperta ai ragazzi, nella quale ripercorre i passaggi salienti delle tendenze del XX secolo, e con una sfilata dei 32 capi della nuova collezione invernale, al museo dell’università.

Mariotto

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Soprani

Soprani, Luciano (1946-1999). Stilista italiano. Era considerato l’inventore dello stile androgino. Nato a Reggiolo, ultimo di sei fratelli, a 18 anni è un perito agrario diplomato allo Zanelli di Reggio Emilia. “Ma”, ha raccontato, “avevo sempre continuato a disegnare abiti, gonne, bolerini, a rischio di sonorissime sberle e di malcelati scandali in famiglia.” La sua passione, la moda. A 19 anni lo assume, come figurinista, una delle aziende leader del made in Italy, la Max Mara. “È stata per me una formidabile scuola. Achille Maramotti, il padrone, volle che capissi il cucito e mi rendessi conto che cosa significa costruire un modello, passare dal ghirigoro su un foglio, dall’estro alla realtà dell’abito.” Dopo due anni, è già il responsabile di sette collezioni. Nel ’74, la fuga dalla provincia e l’approdo a Milano che, proprio in quegli anni, stava decollando come capitale dell’alta moda pronta. Disegna per Basile e per il Gft. Nell’82, il debutto sulle passerelle di Milano Collezioni con una linea che porta tuttora il suo nome: capi costruiti con grande abilità tecnico sartoriale, all’insegna del comfort e della funzionalità. Fin da allora, definirà il suo stile su costanti riconoscibili, come i colori non colori, la qualità dei materiali e l’abbinamento di tessuti maschili a linee molto femminili, anche se sempre rigorose.

1986

Nel 1986, è il primo stilista italiano che si lega (al 49 per cento) con una società di distribuzione giapponese, la Kashiyama. Conquisterà il mercato dell’Estremo Oriente, ma il sodalizio non reggerà più di cinque anni. Sul finire del decennio ’90, Soprani idea e produce quattro collezioni di abbigliamento uomo e donna e disegna, su licenza, una ventina di linee, dai tessuti a ogni tipo di accessori. Inoltre, firma sette profumi per uomo e donna. Quella che sarebbe stata la sua ultima sfilata — il 24 settembre ’99, un mese prima della morte — si è chiusa come sempre con la sua presenza in passerella, assieme alle sue modelle. Il “dopo Soprani” si chiama Dilio Ortigoza, un venezuelano che in un certo senso stravolge i canoni della moda intesa come compostezza. Proprio per ritrovare, meglio restituire, lo stile sobrio di misurato buon gusto tanto caro alle clienti della maison (con l’attenzione anche alle figlie di queste signore), arriva alla direzione creativa Alessandro Turci, un piemontese di 43 anni, che debutta con la collezione donna primavera-estate 2003. Voluto da Satinine, la società che nel 2001 ha acquisito il marchio, realizza anche le collezioni maschili, la home collection, gli accessori, compresi i profumi. Turci vanta un solido background, oltre a una laurea in legge: nel 2002, la rivista californiana di tendenza Flaunt, lo segnala tra i personaggi che animano la scena milanese. Un primo passo per il rilancio della griffe. È stato siglato un accordo quinquennale tra lo Studio Soprani e la società Afc. di Carpi, per la produzione e distribuzione mondiale della prima linea di prêt-à-porter femminile Luciano Soprani che parte con la collezione autunno-inverno 2002-2003. Alleanza Luciano Soprani e Facis, società con 830 punti vendita in Italia e 320 all’estero, per la produzione e distribuzione in Italia e all’estero della linea maschile per 7 anni. L’acquisizione della griffe da parte di Satinine S.p.A., società leader nel campo dei profumi e della cosmesi, si è conclusa con la fusione delle due società e ora Studio Soprani ha ripreso il nome originale del fondatore e dal gennaio 2006 è divenuta Luciano Soprani S.r.l. Viene confermata la direzione creativa della griffe, iniziata con la collezione prêt-à-porter donna Primavera/Estate 2003 di Alessandro Turci, designer che ha collaborato con marchi internazionali, forte di uno spirito innovativo, portavoce del rinnovato percorso della maison, con uno stile di grande creatività e attualità.

Basile

Basile. Vi hanno lavorato alcuni fra i più bei nomi dello stilismo made in Italy: da Albini a Tarlazzi, da Soprani a Versace.

Vi hanno lavorato alcuni fra i più bei nomi dello stilismo made in Italy: da Albini a Tarlazzi, da Soprani a Versace. Nasce nel 1951 come sartoria, fondata da Remo Basile. Negli anni ’70, entra in attività il figlio Gianfranco. La trasforma in un’industria di confezioni per un total look rigoroso e raffinato che non si butta alle spalle la tradizione sartoriale.

È con questa immagine che, a metà di quel decennio, la Basile entra a far parte del Gruppo Ftm. Costituito da Aldo Ferrante, Gianni Tositti e Gigi Monti per produrre e distribuire alcuni promettenti marchi del prêt-à-porter soprattutto italiano.

Il successo di Basile, passato un breve periodo di declino, viene consolidato alla fine degli anni ’80 dall’alleanza con la società Mitsui e Kimbun, che apre all’azienda milanese il mercato giapponese.