Bally

Bally, marchio di accessori uomo e donna di lusso fondato in Svizzera durante la metà dell’Ottocento Negli ’90, Bally entra nel mercato dell’abbigliamento

Bally. Diventata un colosso del settore, con 6 fabbriche nella madre patria, 2 in Francia, una in Inghilterra e una capillare rete di distribuzione in Europa. Si fa vanto di avere coniugato la produzione in serie e l’alto artigianato. Fu Carl Franz Bally a fondarla nel 1851 a Schönenwerd. Cinquant’anni dopo, l’azienda approda in Francia e, negli anni ’30, ha 56 negozi fra Parigi e provincia. Verso il 1965, sono 240 i negozi Bally in 50 paesi stranieri. Nel ’78, il Gruppo è assorbito dalla holding svizzera Oherlikon Burhle.

All’inizio degli anni ’90, Bally entra anche nel mercato dell’abbigliamento, ma il core business resta quello delle calzature: circa 9 milioni di paia di scarpe prodotte ogni anno. Questo marchio non si preoccupa di messinscene particolari, di scioccare con scoop da passerella, di accaparrarsi “top” a suon di bigliettoni. No, bada al sodo, e quindi ha come punto di riferimento la vendita: la collezione è realizzata soprattutto in pelle, tanto bella e morbida da sembrare tessuto. Si apprezza da vicino perché ci sono tagli, intrecci, pieghe, particolari di sapienza sartoriale: moda da indossare, eleganza “pulita” che comincia dal basso perché, non dimentichiamolo, è soprattutto un colosso delle calzature.

Bally. campagna pubblicitaria SS18

Gli anni 2000

Nel biennio 1999-2000, la compagnia Americana Texas Pacific Group (TPG) acquisisce Bally da Oerlikon-Bührle Holding Ltd. Il brand lancia quindi una nuova strategia volta al riposizionamento della compagnia come marchio di lusso. Nel 2002 Bally International AG annuncia che Marco Franchini è stato nominato CEO. Vengono nominati anche i nuovi Design e Product Director.

Nel corso degli anni Bally continua ad inaugurare nuovi negozi e a rinnovare quelli già esistenti. Con la ristrutturazione delle boutique di Londra, Hong Kong, Ginevra, Beverly Hills, Mosca, Kiev e con le inaugurazioni dei nuovi negozi a Sydney, Las Vegas, Johannesburg, Kuwait, Taipei, Changsha e Shenzhen (Cina) il nuovo “store concept” viene ulteriormente implementato.

Essendo il marchio internazionale del lusso che vanta oltre 155 anni di storia e avendo un giro d’affari che migliora e si rafforza di anno in anno, Bally nel 2007 si affida a un direttore creativo: Brian Atwood, che in soli dieci anni è diventato uno dei designer di calzature più influenti nel settore. Brian coordina tutti gli aspetti del design ed è a capo del design team composto da Johnny Coca, Andrea Pompilio e Sara Johnson.

Nell’autunno-inverno 2007 Bally continua a espandere la propria rete di punti vendita con le nuove aperture di Berlino, Odessa, Mosca, Donetsk, Krasnoyarsk, Damasco e Bucarest. Il 22 aprile 2008 LABELUX Group, una nuova holding operante nel settore del lusso con sedi a Vienna e Milano di proprietà della holding viennese a conduzione familiare Joh. A. Benckiser SE, annuncia di aver raggiunto un accordo con TPG Capital per l’acquisizione di Bally International AG.

Nel 2018 Bally potrebbe parlare l’idioma cinese. Shandong Ruyi investment holding diventa il nuovo azionista di maggioranza di Bally international A.G. che controlla anche Aquascutum. Il condizionale è d’obbligo. Nonostante le premesse, infatti, nel 2020 la transazione firmata con la lussemburghese Jab holding per acquisire la maggioranza della maison non si è ancora conclusa. La Shandong Ruyi investment holding non sarebbe riuscita a raccogliere 600 milioni di dollari per finanziare l’acquisto.

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