Theyskens, Olivier

Lo stilista belga Olivier Theyskens conquista la moda per il suo appeal gotico. Dopo Rochas e Nina Ricci, approda in Azzaro.

Un frame della collezione Haute Couture Azzaro firmata Olivier Theyskens

Olivier (1977). Stilista belga, considerato uno fra i talenti emergenti degli ultimi anni. È nato a Bruxelles. Il suo stile romantico ed avanguardista è fatto di crinoline costruite, di bustini, di lembi di velo sovrapposti in virtù di un attento studio sul corpo. Non nasconde di ispirarsi alla moda di Christian Dior e di Cristobal Balenciaga. Ha studiato, dal 1995 al ’97, all’Ecole Nationale Supérieure des Arts Visuels di Le Cambre. Senza nemmeno ottenere il diploma, Theyskens presentava già alla fine del ’97 le sue prime collezioni ad Amsterdam e a Ostenda (agosto 1997).

Ha esordito a Parigi nel marzo del ’98 con la sua linea di prêt-à-porter, con una collezione autunno-inverno spiritual-gotica: corsetti in pelle nera, magliette color porpora e lunghe gonne a strascico. Aveva 21 anni. Mise il veto alla vendita. Disse: “Credo che questi vestiti siano di difficile riproduzione, se non perdendo in qualità. Preferisco cominciare davvero con la prossima stagione”.

Olivier Theyskens per Nina Ricci

Madonna ha indossato i suoi abiti durante il Festival di Sanremo del ’98 e per girare due video Ray of Light e Frozen. Le sue creazioni sono regolarmente fotografate su The Face, Harper’s Bazaar e Vogue Italia. Dal gennaio del 2003, è diventato direttore creativo di Rochas. La sua collezione di esordio per questa maison è stata presentata a Parigi, durante la settimana del prêt-à-porter autunno-inverno ottenendo un ottimo successo di critica. Theyskens ha mandato in passerella una collezione elegante e molto costruita di chiara ispirazione anni ’50. Ha reso omaggio, con rispetto e savoir-faire, alla moda di Marcel Rochas re-interpretandola con moderne guepière, crinoline, cappe e fourreau di taffetà a grandi balze. Nel 2007 abbandona Rochas per sostituire Lars Nilsson alla guida creativa della maison francese Nina Ricci.

È il successo: il designer belga riesce a svecchiare il marchio della classicità francese aggiungendo il suo tocco vagamente gotico e iperfemminile. Nonostante il successo, Theyskens lascia la casa di moda nel marzo 2009, per tornare a seguire i suoi progetti personali. Al suo posto giunge Peter Copping.

Nel 2020 assume il ruolo di direttore creativo in Azzaro, occupandosi delle collezioni Haute Couture, prêt-à-porter e degli accessori donna e uomo. Presentata con un video ufficiale a causa delle restrizioni pandemiche da Covid-19, la collezione Haute Couture appare come un’evanescenza del passato con gli iconici tre anelli della griffe che si ripetono sugli abiti. I veri protagonisti della linea sono i tessuti pregiati che si rivestono di cristalli preziosi.

Leggi anche

Il nuovo stile di Nina Ricci 

Azzaro, Loris

Azzaro. I suoi abiti rutilanti di lustrini, con corpini drappeggiati, trasparenze e plissé, sono stati strumenti di seduzione di molte star

Azzaro. I suoi abiti rutilanti di lustrini, con corpini drappeggiati, trasparenze e plissé, sono stati strumenti di seduzione di molte star  (Raquel Welch, Marisa Berenson, Claudia Cardinale, Joan Collins, Isabelle Adjani) tra gli anni ’70 e i primi anni ’80. Nato in Tunisia da genitori italiani, fa il suo debutto a Parigi nel ’62, creando, per una cerchia di amiche, accessori scintillanti di lurex e paillette. Ma è solo nel ’68 che il suo nome diventa famoso, grazie a un vestito traforato che viene pubblicato su tutte le riviste di moda. Da quel momento, diventa il simbolo di una certa eleganza “overdressed”, giocata su creazioni vistose e colorate, certamente influenzate dalla cultura del paese d’origine. Nel ’74, lo stilista lancia il suo profumo, primo di una serie fortunata e vendutissima (il 10 per cento del mercato mondiale per quel che riguarda l’uomo) di fragranze.

Azzaro Couture viene commercializzato nel 1978 e diventa la fragranza più famosa. Dopo l’uscita di quest’ultima il nome dello stilista viene maggiormente associato ai profumi piuttosto che agli abiti.

Lungo abito collezione Haute Couture fall/winter 2019

Gli stilisti di Azzaro

Nel 2003 la maison ingaggia il giovane stilista Jérome Dreyfuss, per dare dinamismo all’immagine couture. La compagnia finanziaria Frey, specializzata nel settore immobiliare e vinicolo, acquista una quota di maggioranza di Azzaro. In linea con la riservatezza tipica della casa, i termini dell’accordo rimangono segreti. Il designer muore nel 2003 all’età di 70 anni, a Parigi.

Dal 2004, dopo la morte dello stilista, la designer principale della maison diventa la francese Vanessa Seward. La stilista lascia la griffe nel 2011.

Il giro di poltrone è costante. Dal 2011 al 2012 è Mathilde Castello Branco ad occuparsi della collezioni della maison. L’azienda, infatti, trova difficoltà ad instaurare un feeling tra stilisti e compratori finali.

Nel 2013, infatti,  succedono a Castello Branco, il duo Arnaud Maillard e Alvaro Castejón come direttori creativi. Lasceranno la maison nel 2016.

Il costante vai e vieni di stilisti destabilizza i clienti.

Nel 2017 i vertici di Azzaro nominano il designer francese Maxime Simoëns direttore creativo della griffe. Un sodalizio destinato a durare solo due stagioni. Nel 2019, Maxime lascia vacante la poltrona di direttore creativo del marchio di proprietà del Reig Capital Group

Dopo mesi di senza stilista, la maison francese nel febbraio 2020 annuncia il nuovo direttore creativo, il designer franco-belga Olivier Theyskens, che si occupa delle tre linee della casa: Haute Couture, e ready-to-wear uomo e donna.

Leggi anche 

Ona Selfa

Theyskens