Rosasco

Rosasco. Azienda tessile. Nasce dalla Camozzi & Rosasco fondata nel 1899. Specializzata nella produzione di foderame e stoffe per la confezione femminile.

Azienda tessile del comasco. Nasce dalla Camozzi & Rosasco fondata nel 1899 e specializzata nella produzione di foderame e stoffe per la confezione femminile. Si sviluppa come ditta individuale di Enrico Rosasco (1909). È del 1919 l’entrata dei figli Eugenio e Mario; in vesti di soci ed amministratori, del 1920 l’acquisizione della tessitura di Appiano Gentile che affianca quella di Como, del 1925 l’apertura della torcitura di Domaso. La Rosasco ha ampliato il proprio raggio di azione verso la cravatteria, i tessuti di alta moda, gli operati e finalmente i tessuti per impermeabili.

Con il passare degli anni, alla materia prima tradizionale, la seta, si sono aggiunti il cotone, la lana, il rayon e altre fibre. Si trasforma in società per azioni nel 1960. Al momento della morte di Eugenio Rosasco (1961), figlio del fondatore e a lungo alla guida dell’azienda, inizia un periodo di impasse, testimoniata dai bilanci annuali, che culmina con la chiusura del settore dedicato alle cravatte e con la concentrazione della produzione ad Appiano Gentile. Dal 1970 la crisi diviene irreversibile e la irreparabile situazione aziendale viene affrontata nell’unica maniera possibile, con la vendita dello stabilimento di Appiano Gentile e del magazzino. Il 1978 sancisce la fine della Rosasco.

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Radaelli

Radaelli. Azienda tessile con stabilimenti nel lecchese. Fondatore è Alfredo Radaelli, formatosi presso la Scuola di setificio comasca

Azienda tessile con stabilimenti nel lecchese. Fondatore è Alfredo Radaelli, reduce da una formazione maturata presso la Scuola di setificio comasca e in giro per l’Europa, in Germania e Francia. Nel 1893, nello stabilimento di Rancio, sopra Lecco, la Radaelli Finzi Perrier produce stoffe di velluto. Nel 1911, dopo l’apertura della tintoria di Lecco, si apre un nuovo opificio a Mandello del Lario dotato di telai e impianti per il finissaggio delle stoffe. In questi anni, alla produzione di velluti per capi di abbigliamento femminile si è aggiunta quella per l’arredamento, grazie alle commesse per le Ferrovie dello Stato.

Se il 1919 è anno di “risultanze eccezionali”, il 1927 risulta la prima stagione chiusa in passivo. Ciò avviene a causa della generale crisi dell’industria ma anche per l’agguerrita concorrenza interna. La fase interlocutoria si prolunga negli anni ’30, quando la ditta incontra oggettive difficoltà nel reperimento di materie prime di qualità. Nel 1936 viene aperto un fronte d’esportazione verso gli Stati Uniti. Negli anni ’50, viene approntato un torcitoio e adottate in via sperimentale le fibre sintetiche. Gli anni ’60 vedono una fase di crisi dovuta a problemi di gestione interna. Nel 1976 il pacchetto azionario della Tepf, il settore a cui fa capo il torcitoio, viene ceduto.

L’azienda si affaccia agli anni ’80 con una cauta ripresa, che si rafforza con l’apertura all’Alta moda parigina e il successo del catalogo dei velluti stampati per abbigliamento femminile. L’ultimo decennio del Novecento si apre con il massimo storico dell’utile in bilancio, dovuto in gran parte ai velluti di qualità medio-alta per abbigliamento femminile e per l’arredo domestico.

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Oltolina

Oltolina. Azienda specializzata in tessuti finissimi per camiceria. Famosa per le camicie in popeline, produce i migliori filati ritorti al mondo.

Oltolina.  Azienda specializzata in tessuti finissimi per camiceria maschile e femminile. È stata fondata nel 1888, ad Asso, nel Comasco. Produce il marchio Assofil che contraddistingue, ancora oggi, la popeline più conosciuta e apprezzata sul mercato. Attualmente è all’avanguardia anche nella tecnologia e nell’impiantistica, pur mantenendo la tradizione. Realizza prodotti con i migliori filati ritorti al mondo.

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Naj-Oleari

Naj-Oleari. Azienda tessile italiana, fondata nel 1916 da Riccardo Naj-Oleari. Fino agli anni ’70 produce principalmente tessuti grezzi per abbigliamento sacro. Successivamente, sotto la guida della terza generazione, i fratelli Angelo, Riccardo e Giancarlo, comincia la produzione di stoffe stampate e tessuti impermeabilizzati per ombrelli. È del ’75, l’apertura del primo negozio a Milano. In quegli anni, parallelamente a Laura “Ashley”, l’azienda cavalca la moda dei tessuti a piccoli disegni fantasia.

Naj-oleari
Naj-oleari

Nel ’96, viene acquisita dal gruppo biellese “Bottega Verde“. Attualmente vengono prodotti tessuti di cotone stampati, abbigliamento bimbo e una linea di oggettistica, borse e cartoleria. Sono quattro i negozi monomarca in Italia. La produzione si è allargata, ai profumi, alle creme di bellezza, agli occhiali da sole, agli ombrelli e persino a una speciale sedia ergonomica. Nel 2006 la produzione si estende alle calzature donna e bambino.

Naj-oleari
Naj-oleari cosmetici

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Marimekko

Marimekko. Azienda tessile finlandese. Fondata dalla stilista Ratia Armi, è in attività dal 1951. Produce tessuti per abiti e per la biancheria di casa

Azienda tessile finlandese. Fondata dalla stilista Ratia Armi, è in attività dal 1951. Produce tessuti per abiti e per la biancheria di casa, con un alto contenuto di creatività e di design. Soprattutto in cotone. Il successo ha aperto alla stilista la strada delle collezioni di abiti, con una predilezione per quelli in cotone e in jersey. Da un ventennio, l’asse portante dell’azienda sono i tessuti d’arredo. Sono 25 i punti vendita sul territorio nazionale con una propaggine in Svezia, più di 700 sono i rivenditori nel mondo. La Borsa di Helsinki inserisce Marimekko nella lista principale dei cambi.

Le vendite al netto per l’anno 2002 toccano i 49,3 milioni di euro, con le esportazioni pari al 27 per cento. Nasce l’accordo di partnership tra Marimekko e la Iittala, ditta di oggetti per la casa che già in passato aveva prodotto per la maison di Helsinki una lanterna a candela. Il Bard Graduate Center for Studies di New York, in collaborazione con il Museo di Arte e Design di Helsinki, ospita la prima grande retrospettiva che gli Stati Uniti dedicano alla produzione Marimekko, dal 1951 ai giorni nostri.

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