Comense (Ticosa)

Comense. Azienda produttrice di filati e stoffe di seta fondata a Como nel 1872 da un gruppo di imprenditori, mercanti tessili, professionisti e possidenti.

Comense. Azienda produttrice di filati e stoffe di seta fondata a Como nel 1872 da un gruppo di imprenditori, mercanti tessili, professionisti e possidenti. Nel 1899 la tessitura arrivò a contare 600 dipendenti. Ticosa, il cui nome è l’acronimo di Tintoria Comense Sa, viene rilevata nel 1907 dalla ditta lionese Gillet & Fils, una tra le capofila fra le industrie di tintoria d’Europa. Charles Marnas è il direttore.

Nel 1911 la Comense risulta suddivisa in quattro reparti: tintura-filati, tintura-stoffe, apparecchiatura e stampa. Poi nella seconda metà degli anni ’30, emerge la figura di Augusto Brunner, responsabile del laboratorio di ricerche nel ’31 e direttore tecnico nel ’37. Inoltre, all’inizio degli anni ’40, quando l’Italia dichiara guerra alla Francia e all’Inghilterra, l’azienda viene sottoposta a controllo governativo in quanto proprietà francese.

Augusto Brunner diventa amministratore delegato negli anni ’50 e prende molteplici iniziative per rinnovare la lavorazione delle fibre e della seta. Proprio nel 1950 l’azienda toccò la sua massima grandezza, con 1 250 operai. Poi sul finire di quel decennio, viene messo a punto un nuovo tipo di filato elasticizzato. Poi nel ’72, comincia la produzione e la commercializzazione di tessuti per abbigliamento femminile sotto il marchio Bernasconi e di tessuti per la casa della divisione Cindy. Il 1976 vede il varo della Tuscany nel settore dei tessuti per camicie, unico settore a non essere destinato in qualche maniera al mercato di massa.

Negli anni sessanta e settanta l’azienda attraversò una grave crisi. Inoltre, per far fronte a questa crisi, nella seconda metà degli anni ’70, si apre un periodo di ristrutturazioni che portano a un progressivo disimpegno dal tessile e dall’industria chimica. Purtroppo, nel 1982 la Ticosa, passata dalla famiglia Gillet alla famiglia Sclumberger, viene chiusa. Poi il comune di Como rilevò gli edifici ormai in disuso.