Tom Tailor

Tom Tailor. Azienda di abbigliamento. Dietro il nome inglese, c’è una solida società di Amburgo con oltre trent’anni di attività.

Tom Tailor. Azienda di abbigliamento. Dietro il nome inglese, c’è una solida società di Amburgo con oltre trent’anni di attività nella produzione di sportswear, dalle camicie ai pull, dai cappotti fino ai costumi da bagno, accessori compresi.

Tom Tailor
Tom Tailor – Cappotto uomo

La società ha una struttura commerciale internazionale con una grande vocazione per l’export, soprattutto verso il Far East. Le camicie rappresentano il 33 per cento del fatturato e solo sul mercato tedesco se ne vendono circa un milione e mezzo ogni anno.

Tom Tailor
Camicia uomo Tom Tailor 

La produzione realizza linee per uomo, donna e bambino, oltre a una linea di denim per lui e per lei, accessori e eyewear.

Tom Tailor
Alexa skinny jeans blue donna

Leggi anche:

Levi’s

Paper Denim & Cloth

Spalding & Bros

Spalding & Bros. Azienda di abbigliamento sportivo e accessori. Nel 1876 Albert Goodwill Spalding crea la prima palla da baseball per le Major Leagues

Azienda di abbigliamento sportivo e accessori. Nel 1876 Albert Goodwill Spalding (1850-1915) crea la prima palla da baseball per le Major Leagues americane. Imprenditore-giocatore, Spalding aveva militato nei Red Stockings di Boston stabilendo alcuni record e distinguendosi per la sua integrità, in una fase di crisi etica per la National Professional Association. Ritiratosi dai campi da gioco, apre un negozio a Chicago con il fratello J.Walter: il capitale di partenza ammonta a 800 dollari.

Nel 1885 apre il primo negozio di New York, quello spazio sulla Fifth Avenue che darà il nome all’azienda: A.G. Spalding & Bros. 520 Fifth Avenue New York. Dopo essere stato nominato dal presidente McKinley rappresentante degli Stati Uniti ai Giochi Olimpici di Parigi del 1900, e aver aperto 14 negozi della Spalding & Bros, alcuni anche oltreoceano, Albert lascia la guida della società nei primi anni del ‘900, pur continuando a svolgere un lavoro di supervisione.

Nel settembre del 1915 muore all’età di 65 anni a Point Loma, vicino San Diego: lascia una compagnia avviata verso il successo internazionale sul mercato dell’abbigliamento e degli accessori sportivi. Negli anni ’30, quando Spalding è già leader nelle forniture anche per il football, lancia il casco in pelle con le “alette” per la protezione delle orecchie: il nuovo modello FH5 costa 10 dollari.

Il XX secolo

Per tutto il ‘900, l’azienda continua ad attingere e a prestare i propri vertici al mondo dello sport: tra gli esempi più recenti, Richard Law che diventa vice presidente della lega americana di “soccer”, dopo aver diretto per 8 anni la Spalding spagnola e messicana. Se il golf e la pallacanestro costituiscono i primi due comparti per giro di affari, Spalding ha oggi una diffusione in tutti i settori sportivi, a cui si aggiunge una produzione di cancelleria. Non solo penne, ma anche pelletteria, agende, orologi, occhiali e articoli da regalo sono in catalogo.

Gli anni 2000

Nell’aprile 2003, arriva l’annuncio dell’acquisizione da parte della Russell Corporation di tutta la Spalding Sports Worldwide Inc, con l’esclusione del settore golfistico. La storica compagnia, che oggi ha il suo quartier generale a Chicopee nel Massachusetts, passa di mano per 65 milioni di dollari. È la Gitexpoit a occuparsi della distribuzione sul mercato italiano dei prodotti sport Spalding.

Leggi anche:

Prada e sostenibilità: l’azienda non userà più pelle di canguro

Capasa: la moda italiana, azienda strategica

Promod

Promod. Azienda di distribuzione di abbigliamento femminile in Europa, fondata nel 1975 da Francis Charles Pollet. Fattura circa 260 milioni di euro

Azienda di distribuzione di abbigliamento femminile in Europa, fondata nel 1975 da Francis Charles Pollet. Mediamente fattura circa 260 milioni di euro all’anno. Ha 10 milioni di clienti e 260 negozi di proprietà in 8 paesi europei.

Promod è oggi uno dei maggiori retailer di moda francesi, con 754 punti vendita in 47 paesi. Dal 1999 è attivo sul sito del marchio un servizio di shopping online.

promod

Leggi anche:

Conbipel

Il Covid-19 non ferma lo shopping natalizio: previsto boom delle vendite online

H&M Singular Society: la nuova offerta che ammette le colpe del passato

Nervesa

Neversa. Azienda di abbigliamento uomo, capispalla (giacche, abiti, soprabiti) e pantaloni. La fonda Giuliano Caponi nel 1961 a Nervesa della Battaglia

Azienda di abbigliamento uomo, capispalla (giacche, abiti, soprabiti) e pantaloni. La fonda Giuliano Caponi nel 1961 a Nervesa della Battaglia, paese simbolo della difesa italiana sul Piave nella prima guerra mondiale. La produzione dei capispalla, tutta realizzata all’interno dell’azienda, è di tipo tradizionale: i capi sono esclusivamente intelati, non termofusi. La vocazione sartoriale è sottolineata dal servizio “su misura” che consente di avere un capo personalizzato in tempi molto brevi. Per i risultati raggiunti come immagine e valore commerciale, nel ’97 l’azienda è stata insignita del premio Marco Polo dal Centro Estero dell’Unione Camere di Commercio della Regione Veneto.

I dipendenti, compreso l’indotto esterno, sono 306 per un fatturato (’98) di 45 miliardi di lire, realizzato al 50 per cento con le esportazioni. Comunità Europea, Svizzera, Est-Europeo, con tre negozi di proprietà, Estremo Oriente, Canada, Australia, Giappone e Cina sono i principali mercati di riferimento. I clienti italiani sono 750. Traguardo prestigioso è la firma della licenza per l’abbigliamento maschile, che lega Borsalino a Nervesa Moda Uomo. Partecipa a Made in Italy at the Collective, un salone newyorkese riservato ai compratori, insieme a 58 aziende di abbigliamento maschile che espongono a cura di Ente Moda Italia.

The Collective si tiene ogni anno ai moli sul fiume Hudson e ospita 400 espositori circa. A partire dal 2004 il marchio assume un’identità più commerciale, creando una seconda linea uomo più casual, chiamata “Informal”, e una linea per la donna, “Lei”, dove l’attenzione per le tendenze attuali si coniuga alla proverbiale eleganza classica del marchio, mantenendo forme e rigore anche per la donna.

Neversa
Neversa

Leggi anche:

TOD’S SPA

Fendi Uomo 2021, alla ricerca di una nuova normalità

L’Akilem brand emergente dell’universo maschile

Mabro

Mabro. Azienda produttrice di abbigliamento maschile, creata nel 1957 da Manlio Brozzi, erede di una famiglia di lunga tradizione sartoriale.

Azienda produttrice di abbigliamento maschile, creata nel 1957 da Manlio Brozzi, erede di una famiglia di lunga tradizione sartoriale. Nel ’70 vengono inaugurati i nuovi stabilimenti di Grosseto. Infatti, questi consentono di riunire le diverse fasi della lavorazione di abiti e cappotti in lana della Tasmania, cachemire e seta, senza trascurare la sartoria “su misura” che continua ad affiancare la produzione industriale.

Inoltre, negli anni ’90, il Gruppo include sotto la propria egida griffe di prestigio, da Pierre Cardin a Berry of London, a Maxim’s de Paris. Una crisi produttiva a cavallo del 2000, conduce alla cassa integrazione buona parte dei 400 dipendenti dello stabilimento toscano.

Mabro
Mabro

Leggi anche:

House of Cardin: il documentario sullo stilista Pierre Cardin

Spyder a Milano Moda Uomo AI 2020

Elena Mirò

Mirò. Azienda di abbigliamento donna e di accessori. La fondano nel 1983 Emi Vincenzini, che fu modella preferita e collaboratrice di Walter Albini

Azienda di abbigliamento donna e di accessori. La fondano nel 1983 Emi Vincenzini, che fu modella preferita e collaboratrice di Walter Albini, e Alessandra Tilche. La produzione di accessori è di circa 15 mila pezzi all’anno: borse in cuoio morbido, in papiro e in tessuto e soprattutto cappelli che Mirò propone in 60 differenti modelli. Il fatturato ’97 è stato di circa un miliardo, complice la promozione di linee di abbigliamento decostruito.

Elena Mirò
Elena Mirò

Leggi anche:

Serie Made in Italy: il Diavolo veste Prada all’italiana

Milano moda donna, il resoconto della terza giornata

Maglieria Daisy

Maglieria daisy. Azienda, come dice il marchio, di abbigliamento in maglia. Ha sede a Firenze. L’ha fondata nel 1957 la famiglia Piccini

Azienda, come dice il marchio, di abbigliamento in maglia. Ha sede a Firenze. Maglieria Daisy l’ha fondata nel 1957 la famiglia Piccini, a cui, nel ’61 è subentrato Mario Zetti. Produce solo per donna. Distribuisce attraverso grandi magazzini negli Stati Uniti, in Germania e Gran Bretagna. Tra gli altri mercati: Australia, Canada, Giappone e, per una quota di circa il 20 per cento, l’Italia. L’azienda fiorentina produce anche maglieria per uomo, grazie a uno staff interno di circa 40 collaboratori tra gestione, design, attività commerciale e amministrativa. Il mercato estero più ricettivo è quello statunitense, che assorbe il 55 per cento dell’export, seguito dall’Inghilterra con il 35. Al di là dei circa 150 modelli in commercio, Maglieria Daisy esegue su ordinazione capi personalizzati per disegno e trama.

Leggi anche:

Manifatture Associate Cachemire

Sonia Rykiel: la regina della fashion week