Oreste Boggio Casero

Oreste Boggio Casero. Industria di tessuti fini e finissimi in pura lana, “cachemire”, seta e lino. È stata fondata nel 1972 a Cerreto Castello (Biella).

Oreste Boggio Casero. Industria di tessuti fini e finissimi in pura lana, “cachemire“, seta e lino. La fondano nel 1972 a Cerreto Castello (Biella) da chi le ha dato il proprio nome e vi ha immesso una lunga esperienza di lavoro come dirigente di progettazione in primarie aziende laniere. Il 70 per cento della produzione la esportano negli Stati Uniti, Estremo Oriente, Europa. L’azienda biellese appronta il Mythos Super 180’s, un tessuto di pura lana da 14,5 micron la cui finezza la paragonano al cachemire.

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Luciano Barbera

Luciano Barebera. Marchio di moda pronta maschile e femminile, vestiti e accessori classicheggianti e di taglio sartoriale, distribuiti dalla Grilux S.p.A.

Luciano Barbera. Marchio di moda pronta maschile e femminile. Lo firma chi nel 1971 lo ha creato a Pianezze Biellese, come diretta emanazione e fisiologica conseguenza dei tessuti di alta qualità prodotti dalla Carlo Barbera & C. di Callabiano (Biella). Propone vestiti e accessori classicheggianti e di taglio sartoriale che sono distribuiti dalla Grilux S.p.A. Nel ’75, gli è stata affiancata la Linea Club: cinture, scarpe, sacche da golf. Due gli show room: a Milano, in via Montenapoleone, e a New York al 730 di Fifth Avenue. Nel ’98, ha fatturato 21,5 miliardi con un export dell’85 per cento.

Gli anni 2000 di Luciano Barebera

2000. Il fatturato consolidato è di 15 milioni di euro. In un anno di crisi per il settore, l’azienda biellese aumenta il giro d’affari a 19 milioni di euro. 2002. Il fatturato raggiunto è di 17 milioni di euro, il 65 per cento realizzato in America. Nella società, controllata da Grilux, lavorano i cinque figli di Luciano Barbera. La produzione degli abiti è delocalizzata ad artigiani terzisti. La società punta a rafforzare la sua rete distributiva e a espandere la posizione competitiva in Russia, dove ha debuttato un negozio monomarca.

2003, aprile. Con la crisi che ha attanagliato il settore tessile-abbigliamento degli ultimi due anni, molte aziende tessili, per diminuire i costi hanno delocalizzato la produzione in paesi il cui costo del lavoro è più basso. Diversa la strategia adottata dal Lanificio Barbera: “La strategia di sviluppo è il dislocamento inverso. Tradizione, specializzazione e finezza delle lane sono le armi con le quali la nostra azienda intende combattere la concorrenza di paesi stranieri quali la Cina e l’Est europeo che, sebbene offrano un prezzo molto competitivo, sia della manodopera sia del costo concorrenziale degli impianti, non saranno mai in grado di eguagliare l’estrema qualità del prodotto italiano”.

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