Sokolsky, Melvin

Melvin Sokolsky. Fotografo americano. Nel 1959, entra nello staff di Harper’s Bazaar dove si confronta con le immagini lineari e pulite dei grandi autori.

Melvin Sokolsky (1935). Fotografo americano. Nel 1959, appena ventunenne, entra nello staff di Harper’s Bazaar dove si confronta con le immagini lineari e pulite dei grandi autori della rivista. Inventa uno stile molto legato a visioni surrealiste creando complesse coreografie dove eleganti modelle, imbragate da una serie di tiranti o inserite in gigantesche bolle di plastica trasparente, si librano nell’aria come in una favola.

Sokolsky
La serie Bubble, Melvin Sokolsky 1963 – Bubblemania

I suoi riferimenti sono a grandi pittori come Van Eych, Heronymus Bosch, Salvador Dalì, Balthus. In una sua immagine di moda per Harper’s Bazaar compare uno specchio che ritrae il fotografo mentre scatta, proprio come ne Las Maninas di Velazquez.

Sokolsky
Melvin Sokolsky – Dior Wings Paris, 1963

Particolarmente attento alla qualità dell’immagine, diventa famoso per la cura nella scelta delle pellicole — un bianconero finegranulare e la diapositiva Kodachrome 25 dalla grana finissima che permette di ottenere colori molto saturi — che costituiscono il riconoscibile stile anni ’60 a metà strada fra la classicità di Avedon e l’inventiva di Hiro.

Pubblica su McCall’s, Esquire, Newsweek, The New York Times Magazine, Ladies Home Journal e lavora per diverse campagne di moda utilizzando soggetti come Twiggy, Julie Christie, Ali Mc Graw, Mia Farrow. Nel 2000 pubblica la monografia Seeing Fashion. Vive a Los Angeles.

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Nars, François

Nars François. Truccatore e fotografo francese. Affermatosi come grande visagista grazie alle sue collaborazioni con Largerfeld, Valentino, Versace

François. Truccatore e fotografo francese. Affermatosi come grande visagista grazie alle sue collaborazioni con Largerfeld, Valentino, Versace e i fotografi Avedon, Ritts, Newton, Desmarchelier, Nars si avvicina alla fotografia per la prima volta nel 1994 facendosi riconoscere su Vogue, Harper’s Bazaar, Elle per le sue immagini di top models realizzate in luce naturale con una macchina di grande formato 8×10, pubblicate poi nell’importante volume X-Ray. Sempre nel 1994 Nars lancia una sua linea di cosmetici, partendo con una piccola collezione di 12 rossetti in vendita presso Barney’s New York fino a creare un brand di beauty e skincare che porta il suo nome, curando, a partire dal 1996, anche le campagne pubblicitarie e la fotografia.

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Munkacsi, Martin

Munkacsi Martin, pseudonimo di Martin Marmorstein. Fotografo ungherese. Ha lavorato negli Stati Uniti. Ha fotografato sotto angolazioni del tutto originali.

Munkacsi Martin, pseudonimo di Martin Marmorstein (1896-1963). Fotografo ungherese. Ha lavorato soprattutto negli Stati Uniti. Ha fotografato in esterno, nell’acqua, da una vettura in velocità, sotto angolazioni del tutto originali. Queste sono alcune delle motivazioni che lo hanno reso un maestro per molti fotografi della generazione posteriore alla sua, da Avedon a Horvat.

Il suo stile ha preso la denominazione di “realismo in movimento”. Inizia in Ungheria l’attività di giornalista per il periodico sportivo AZ Est per cui realizza anche fotografie così innovative e dinamiche da essere considerato in breve tempo il miglior fotoreporter sportivo ungherese. Un dato, quest’ultimo, che spiega molto bene le prospettive ardite e lo stile dinamico che applicherà poi alle immagini di moda.

Munkacsi

Vive per qualche tempo a Berlino, ma a causa del nazismo, si trasferisce nel 1934 a New York, dove ha già fatto scalpore la sua prima fotografia di moda apparsa nel ’33 su Harper’s Bazaar, rivista con la quale avrà un lungo rapporto. È la foto di una giovane donna americana dall’aspetto sano e sportivo che corre su una spiaggia in costume da bagno. Pubblica immagini anche su Berliner Illustrierte Zeitung (nel soggiorno berlinesese), Ladies’ Home Journal, Life, Town and Country.

Munkacsi è, per la sua originalità, un maestro molto seguito sia da autori che si dedicano alla moda come Richard Avedon sia da reporter come Henri Cartier-Bresson. Nella “sua” New York, prima il Museum of Modern Art nel ’73 poi l’International Center of Photography nel ’78 gli dedicano importanti retrospettive, mentre è del ’96 la mostra Munkacsi Munkacsi al Mayar Fotografiai Museum di Budapest.

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Charlie è una parrucchiera francese, famosissima negli anni ’90.

Charlie è una parrucchiera francese. Di gran moda nell’ultimo scorcio degli anni ’90. A 17 anni, comincia a lavorare da Rosy e Maria Carita nel loro salone parigino. Sono loro che, intuendone il talento, le trasmettono la sapienza del mestiere. Per 20 anni, pettina e acconcia le indossatrici per le “pose” negli studi di Avedon, Gilles Bensimon, Isserman  e Newton. È lei che taglia i capelli di Catherine Deneuve, quando l’attrice decide un nuovo look. Nel ’91, il grande parrucchiere Alexandre le apre un personale spazio di lavoro nel suo atelier. Successivamente, inaugura il suo primo salone in rue Goethe nel sedicesimo arrondissement di Parigi e lo battezza “Charlie en particulier“. Per essere pettinate da lei, bisogna prenotarsi quattro settimane prima. Sul finire del ‘900 il taglio costava 600 mila lire.

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Cagné, Gil

Cagné Gil (1939-2003). Visagista, truccatore ed esperto d’immagine. È belga. Giovanissimo, diventa vicepresidente creativo della Max Factor

Cagné Gil (1939-2003). Visagista, truccatore ed esperto d’immagine. È belga. Giovanissimo, diventa vicepresidente creativo della Max Factor. Si afferma collaborando con fotografi come Avedon e Newton. L’apice della fama la raggiunge quando cura il look di alcune star internazionali del calibro di Liza Minnelli e David Bowie. Per alcuni anni, insegna cosmetologia presso gli istituti biologici dell’Università Cattolica di Roma. Nel 1992 Gil Cagné, pubblica da Mondadori il libro Belle si diventa, repertorio di suggerimenti sul trucco e la cosmetica, tratto dalla sua esperienza di lavoro. Firma una collezione di make-up professionale.

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