Tilley, Kaat

Tilley Kaat (1961). Stilista belga. Specializzata in abiti da matrimonio. La sua collezione è comunque all’impronta dell’originalità

Kaat (1961). Stilista belga. Specializzata in abiti da matrimonio. La collezione di Tilley Kaat è comunque all’impronta dell’originalità: nulla è mai banale o scontato. Famosi i suoi colori pastello, delicati e romantici. Dopo aver studiato all’Accademia di moda di Anversa, inizia nel 1984 a Louvain la propria attività con la griffe Mina Krystallos, ma un anno dopo le dà il suo nome. Lavora anche come pittrice, tanto che nel 2005 le viene dedicata una retrospettiva al castello di Gaasbeek, dove viene esposto il complesso del suo lavoro come designer e come artista.

Tilley Kaat
Tilley Kaat

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Sammarco Pennetier, Lucia

Lucia Sammarco Pennetier.Definirla una stilista è riduttivo.Lucia Sammarco è una vera artista, che ha fatto del copricapo l’oggetto centrale della sua opera

Lucia Sammarco Pennetier. Definirla una stilista è decisamente riduttivo. Lucia Sammarco Pennetier è una vera e propria artista, che ha fatto del copricapo l’oggetto centrale della propria opera.

Sammarco Pennetier

Ogni cappello è una sorta di scultura, un’opera d’arte curata nel minimo dettaglio, svincolata dai dettami della moda. Forme geometriche, colori sgargianti, materiali imprevedibili sono gli ingredienti base di creazioni che sfidano la forza di gravità, dove ogni capo è unico nel suo genere.

Sammarco Pennetier

Sebbene l’attività dell’artista duri dal 2005, il 2007 è l’anno a cui risale la sua prima mostra personale. Da allora le opere di Lucia Sammarco sono state esposte in numerose occasioni tra le quali la più recente è un’esposizione organizzata dalla Triennale di Milano nei mesi di maggio e giugno del 2009, dove il pubblico ha potuto ammirare una collezione di pezzi unici intitolata “Dieci piccole sculture da passeggio”.

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Ouka, Leele

Ouka Lele (1957). Fotografa e artista spagnola il cui vero nome è Barbara Allende. Protagonista della Madrid artistica degli anni ’80

Leele (1957). Fotografa e artista spagnola il cui vero nome è Barbara Allende. Protagonista della Madrid artistica degli anni ’80, segno della rinascita di un intero paese, realizza ritratti, stampa in bianconero immagini su cui interviene pittoricamente, costruisce scenari che poi fotografa utilizzandoli sia nel campo della moda che in quello pubblicitario.

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Beecroft, Vanessa

Beecroft Vanessa (1969). Artista. Nel 1998, il Guggenheim Museum di New York ha presentato, nella storica sede disegnata da Frank Lloyd Wright, Show.

Beecroft Vanessa (1969). Artista. Nell’aprile del 1998, il Guggenheim Museum di New York ha presentato, la sua performance. Nella storica sede disegnata da Frank Lloyd Wright, Show, l’artista ha schierato 15 ragazze in costume da bagno rosso e scarpe con tacchi a spillo e altre 5 soltanto con le scarpe. Costumi e scarpe disegnati da Tom Ford per Gucci. Queste incarnazioni complesse ed enigmatiche della donna contemporanea, o manichini inanimati, portano a riflettere sull’identità e sugli elementi che contribuiscono a definirla come moda.

Fin dall’inizio degli anni ’90, la Beecroft ha realizzato performance presentando, nei luoghi deputati all’arte, musei, gallerie, sale per concerti di musica classica, spiazzanti personaggi femminili vestiti di biancheria intima e scarpe con tacchi. Espone alla Kunsthalle di Vienna.

Vanessa Beecroft
Vanessa Beecroft performance

Gli invitati al matrimonio della Beecroft, celebrato a Portofino poche settimane prima, diventano protagonisti della performance Vbgdw (Vanessa Beecroft & Greg Durkin Wedding), in mostra alla galleria Jeffrey Deitch Projects di New York. Vogue Italia dedica un servizio all’evento. Esce Vanessa Beecroft performances, edito da Hatje Kantz, volume dedicato alla prima fase delle esibizioni dell’artista.

Partecipa alla Biennale di Venezia con le sue performance tra teatro e moda, a base di coreografie di modelle dall’atteggiamento distante e dai movimenti quasi impercettibili.

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Crali, Tullio

Crali Tullio (1910-2000). Artista italiano. Nel 1932, disegna abiti da uomo. Vicino al Secondo Futurismo, Crali riporta nei vestiti quell’essenzialità

Crali Tullio (1910-2000). Artista italiano. Nel 1932, disegna abiti da uomo. Vicino al Secondo Futurismo, Crali riporta nei vestiti quell’essenzialità e modernità del taglio tipici del Movimento. I colori sono contrastanti; le decorazioni geometriche e asimmetriche richiamano il dinamismo futurista. Molti anche gli abiti da donna degli anni ’30 a campiture cromatiche e geometriche o con invenzioni particolari come l’uso di pieghe di diversi colori. Alcuni pezzi sono conservati nella collezione romana La Rosa.

Crali Tullio è morto a Milano il 5 Agosto del 2000 all’età di 89 anni.

Balla, Giacomo

Balla, Giacomo (1871-1958). Pittore italiano. Nel maggio 1914 firma il Manifesto del vestito maschile futurista in cui teorizza il Vestito Trasformabile…

Balla, Giacomo (1871-1958). Pittore italiano. Nel maggio 1914 firma il Manifesto del vestito maschile futurista in cui teorizza il Vestito Trasformabile. Si tratta di un abito modificabile attraverso l’applicazione di stoffe di forme e colori diversi, con bottoni pneumatici.

Il primo abito futurista è di quell’anno. “Dinamico, aggressivo, urtante, volitivo, violento, volante, agilizzante, gioioso, illuminante, fosforescente”, come scrive lo stesso pittore. Mentre i primi abiti realizzati dall’artista, a scacchi o a quadretti, dal taglio essenziale ma dinamico risalgono al ’12.

balla
Futurismo e abiti

BALLA E IL MOVIMENTO FUTURISTA

Fra i maestri del Movimento Futurista, Balla ha dedicato grande interesse all’abbigliamento. Infatti, adottando un’ottica di rinnovamento radicale, futurista della vita, il suo stile sfocerà nel Manifesto per la Ricostruzione Futurista dell’Universo. Manifesto che verrà firmato nel 1915 con Depero. Successivamente, dagli anni ’20, Balla realizza abiti, cravatte, panciotti, arazzi, ventagli, borsette e cappelli. Inoltre, in queste creazioni le linee di velocità della sua pittura si trasformano in stravaganti arabeschi e in decorazioni geometriche dai colori vivaci e contrastanti.

Inoltre, ognuno di questi pezzi è unico e veniva realizzato in casa dell’artista a Roma, con l’aiuto delle due figlie Luce ed Elica. Ci sono ancora oggi importanti reperti che appartengono alla collezione Biagiotti-Cigna (Guidonia) e alla collezione Coen e Pieroni di Pescara.

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Beuys, Joseph

Beuys, Joseph (1921-1986). Artista tedesco. La sua immagine con il cappello di feltro è forse ancor oggi più nota delle sue opere…

Beuys, Joseph (1921-1986). Artista tedesco. La sua immagine con il cappello di feltro è forse ancor oggi più nota delle sue opere.

beuys jospeh
beuys jospeh

L’artista come opera, il corpo come segno tangibile dell’esistenza, l’abito come seconda pelle, riflesso preciso d’identità, connotano l’area delle sue sperimentazioni negli anni ’70. Beuys ha usato spesso nelle sue azioni stoffe, panni, feltri, lana come riferimenti a precise condizioni esistenziali. Del ’70 è Filzanzung, un abito da uomo, giacca e pantaloni di feltro.

beuys jospeh
Filzanzung

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D’Ys, Julien

Julien D’Ys (1955). Artista e acconciatore francese. Sul finire degli anni ’70, la critica loda le sue acconciature per le sfilate di Chanel, Galliano, ecc.

Julien D’Ys (1955). Artista e acconciatore francese. Non ama essere definito parrucchiere. Ma il suo esordio e il suo successivo affermarsi, hanno preso il via mettendo a frutto l’esperienza di bottega da Harlow e da Jean-Louis David. Sul finire degli anni ’70, la critica loda le sue acconciature per le sfilate di Chanel, Comme des Garµons, Galliano, Gigli, Lang, Montana, Yamamoto. Da tempo, non pettina più. Crea sculture, inserendo i materiali più strani sulla testa. Julien D’Ys dipinge, scolpisce e fotografa, spesso in alleanza con i registi, i costumisti e i coreografi del teatro. Vive tra Parigi e New York.

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Burri, Alberto

Burri, Alberto (1915-1994). Artista italiano. Nei gioielli in oro che ha realizzato a partire dal 1962, ha saputo concentrare l’espressività della materia.

Burri, Alberto (1915-1994). Artista italiano. Burri è nato a Città di Castello, che gli ha dedicato un museo negli spazi di una dismessa conceria di tabacco.

Nei gioielli in oro che ha realizzato a partire dal 1962, ha saputo concentrare la potenzialità espressiva della materia. Burri talvolta l’ha lavorata, come in alcune spille del ’65, direttamente con una saldatrice. Inoltre, è stato maestro dell’Informale materico riflette nei gioielli la ricerca delle Combustioni in legno e plastica del suo lavoro artistico.

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