La Samaritaine

La Samaritaine. Quello di Ernest Cognacq, il fondatore, era, nel 1870, un negozietto nei pressi del Pont Neuf. Oggi, è un palazzo di 50 mila metri quadrati.

La Samaritaine. Grandi magazzini a Parigi: 16 milioni di compratori all’anno. Quello di Ernest Cognacq, il fondatore, era, nel 1870, un negozietto nei pressi del Pont Neuf. Oggi, La Samaritaine è un palazzo di 50 mila metri quadrati, gioiello dell’Art Nouveau firmato dall’architetto Frantz Jourdain, e si accompagna ad altri tre immensi empori nella capitale francese.

Nel ’51, la famiglia Renand ha rilevato la catena.                                                     Nel 2001 il gruppo LVMH lo ha acquistato, viene chiuso nel giugno 2005 per un periodo non definito. In seguito, nel luglio dello stesso anno, la direzione del magazzino annuncia ufficialmente una chiusura definitiva della durata di 6 anni per la realizzazione dei lavori di adeguamento dell’edificio alle attuali norme di sicurezza.

La Samaritaine

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Lalique, René Jules

Lalique René Jules (1860-1945). Gioielliere francese.

Il più versatile e fecondo creatore di gioielli in stile Art Nouveau.

Lalique René Jules (1860-1945). Gioielliere francese.

Il più versatile e fecondo creatore di gioielli in stile Art Nouveau.

Nel 1885 fondò a Parigi l’azienda dove cominciò a disegnare e produrre per sé e per altri gioiellieri (Boucheron e Cartier).

Celebri le parure di scena create da Lalique per l’attrice Sarah Bernhardt. L’Esposizione Universale di Parigi del 1900 consacrò la sua fama. L’interesse per i materiali anche non preziosi lo indusse a sperimentare vetro, corno, avorio, madreperla, pietre insolite per l’epoca come l’opale e la tormalina.

Lalique

Collana oro con opali e ametiste

La natura e la donna, in particolare, furono la sua primaria fonte d’ispirazione sia per quanto riguarda il gioiello sia per l’oggetto d’arredo in vetro.

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Van De Velde, Henry

Van De Velde Henry (1863-1957). Pittore e designer belga. Disegna e realizza abiti d’avanguardia decorati con sintetici motivi lineari

Van De Velde Henry (1863-1957). Pittore e designer belga. Protagonista dell’Art Nouveau. Disegna e realizza, con la moglie Maria Séte, abiti d’avanguardia decorati con sintetici motivi lineari in stile “dinamico grafico”. Nel 1900, pubblica Die Kunstlerische Hebung der Frauentracht, un testo in cui dichiara la sua intenzione di razionalizzare la moda femminile con l’esclusione di particolari frivoli e superflui a favore, invece, di un taglio essenziale e lineare in sintonia con l’architettura, l’arte e il design Art Nouveau. Realizzati a partire dal 1897, gli abiti di Van De Velde furono quasi immediatamente esposti al museo di Krefeld.

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Liberty

Liberty. Negozio e azienda londinese, aperto nel 1874 da Arthur Lasenby. Vendeva sete e porcellane orientali, tessuti indiani e giapponesi.

Liberty. Negozio e azienda londinese, aperto nel 1874 da Arthur Lasenby (1843-1917) in Regent Street. Vendeva sete e porcellane orientali, tessuti indiani e giapponesi. Ma, mentre sempre più prendevano piede l’art nouveau e, nella moda, il cosiddetto movimento estetico, cominciò a proporre stoffe di sua produzione, le collezioni Liberty Art Fabrics che ebbero un enorme successo. Nel 1884, lancia una linea di abbigliamento disegnata dall’architetto E.W.Godwin, teorico di un nuovo modo di vestire. Dieci anni dopo, Lasenby sbarca a Parigi. Nel corso dei decenni, i tessuti Liberty affascinano i grandi nomi della moda francese da Poiret a Saint-Laurent a Cacharel che, a cavallo degli anni ’60-70, sceglie i suoi cotoni a stampe floreali per il prêt-à-porter destinato ai giovani.

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Dryden

Hélène Dryden, disegnatrice americana che raggiunge il massimo del successo quando disegna le copertine per Vogue.

Hélèn Dryden (1887-1934). Disegnatrice americana. Il suo stile risente del preraffaelismo, del simbolismo di Beardsley e del calligrafismo giapponese. È un epigone dell’Art Nouveau. Negli anni ’20, raggiunge il momento di maggiore notorietà, quando disegna le copertine per l’edizione americana di Vogue.

Dryden
copertina Vogue Luglio 1919

Dryden
Vogue Cover

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