GIORGIO ARMANI

Giorgio Armani, designer italiano, nato a Piacenza nel 1934, è di gran lunga la figura dominante del prêt-à-porter dell’alta moda italiana.

Indice

  1. Gli esordi
  2. La nascita dell’azienda
  3. Gli ultimi anni con Galeotti
  4. Lo stile Armani
  5. Le collezioni
  6. Il nuovo millennio
  7. 2001
  8. 2002
  9. 2003
  10. 2004
  11. 2005/2006
  12. 2007/2008
  13. 2009
  14. 2010/2011
  15. 2012
  16. 2013/2014
  17. 40° Anniversario
  18. 2016
  19. Gli ultimi anni

GLI ESORDI

Giorgio Armani è uno stilista italiano, nato a Piacenza nel 1934 da una famiglia borghese: il padre, Ugo Armani, è impiegato amministrativo di simpatie fasciste e la madre, Maria Raimondi, proviene da una famiglia di mobilieri. La famiglia è inoltre composta da Sergio, fratello maggiore di Giorgio, e Rosanna, più piccola, la quale assiste al tragico bombardamento del ’43 che ferisce gravemente Giorgio.

Armani è protagonista assoluto della straordinaria fioritura dell’alta moda di Milano nel mondo. Il fascino del personaggio deriva dalla sua distaccata eleganza, dal suo portamento naturalmente raffinato, dalla visione semplice e rigorosa dell’ambiente lavorativo e dei suoi modelli.

Il suo impero e il suo successo planetario non sono solo frutto di creatività e fantasia ma di una rivoluzione che capta desideri, concilia bisogni differenti e ridisegna in modo geniale un archetipo del vestiario.  

Armani è tutt’uno con la rivoluzione e il successo della famosa giacca destrutturata, che libera l’uomo dall’antica corazza dell’abito borghese e dà sicurezza alla donna nella sua nuova veste mascolina.

Rimuove le controfodere rigide e le fodere, abbassa l’abbottonatura della giacca per enfatizzare i fianchi; alleggerisce il capo prediligendo la crêpe di lana alla flanella e tweed.

Giorgio Armani
Giorgio Armani

Lo stilista inizia il suo spettacolare cammino nel prêt-à-porter a 40 anni. Ma il suo lungo apprendistato è sfaccettato e prezioso, sia sul piano del gusto sia su quello del rapporto moda-industria.

La Rinascente 

Interrotti gli studi di medicina, nel 1957 entra nel mondo della moda come vetrinista e qualche anno dopo come buyer nel reparto uomo de La Rinascente di Milano. In quel periodo i grandi magazzini erano un vero crogiolo di idee che nascevano dallo scambio intellettuale di architetti, designer, ricercatori di marketing e pubblicità. Quella di Armani era una composita attività che spaziava dagli acquisti per l’abbigliamento maschile, scegliendo sul mercato quanto, nell’anticipo necessario a produrlo, sarebbe stato in sintonia con la voglia di cambiare della gente, all’allestimento delle vetrine. Ancora oggi non resiste alla voglia di dedicare una mattinata alle vetrine di una delle sue numerose boutique.

CERRUTI

Si accorge delle sue doti Nino Cerruti, imprenditore biellese, che nel 1965 lo assume come stilista per ridisegnare la confezione della sua ditta Hitman. Armani, già allora puntiglioso e perfezionista, apprende l’importanza del tessuto, sia per la sua potenzialità creativa sia per il valore economico anche d’un solo centimetro risparmiato sul costo d’un abito, e comincia a disegnare vestiti adatti ad essere riprodotti su ampia scala. Questa esperienza lavorativa sarà fondamentale per la formazione di un gusto estetico rigoroso, raffinato e mascolino.

Sette anni da Cerruti a scegliere stoffe sempre più sofisticate, a gettare via strutture interne, a spostare bottoni e assottigliare spalline per imprimere alla giacca maschile – fino ad allora formale e imbalsamata – una disinvolta aria vissuta, giovanile e per tutte le età. Siamo negli anni ’70. La moda, al di qua e al di là dell’oceano, adora il primo Made in Italy e le nuove classi sociali emergenti, grazie ad un’incrementata ricchezza, entrano in un nuovo mercato che li distingue anche dai tratti estetici.

l’incontro con SERGIO GALEOTTI

L’incontro con Sergio Galeotti, avvenuto nel 1966, sarà assolutamente determinante per la vita e la carriera di Giorgio Armani. Questo giovane di Viareggio aveva da poco lasciato uno studio di architettura per diventare pubblicitario e acquirente di modelli. Intuisce il grande talento di Armani e lo spinge ad iniziare una collaborazione che porterà il nome di “Giorgio Armani”. Nel 1973 apre un ufficio a Milano al numero 37 della centralissima Corso Venezia.

LA NASCITA DELL’AZIENDA

Nel 1975 nasce la Giorgio Armani S.p.A. – di cui Armani e Galeotti sono cofondatori – un piccolo atelier che, oltre a creare una collezione donna e uomo, si occuperà di moltissime consulenze per nomi come Allegri, Bagutta, Hilton, Sicons, Gibò e Montedoro. Siamo all’inizio del prêt-à-porter italiano e Giorgio Armani è uno dei primi designer ad instaurare stretti rapporti di collaborazione creativa con aziende che fino a quel momento si erano occupate solo di produzione in serie, costruendo così una rete di partner produttivi di altissimo livello per i quali sviluppa anche le collezioni. Il Gruppo Finanziario Tessile di Torino, della famiglia Rivetti – il partner più grande – inaugura con Armani una lunga e felice stagione di collaborazioni con giovani talenti, terminata poi con le note vicende degli anni Novanta che vedono il tragico fallimento della GFT.

Dal 1975, anno in cui la società neonata fattura 800 milioni di lire, Sergio Galeotti è il braccio e la mente imprenditoriale della società. E grazie alla inarrestabile simpatia, anche il sorriso e le pubbliche relazioni del marchio appena fondato. Gli anni successivi vedranno una crescita esponenziale dell’attività. Il fatturato del 1975 è di un miliardo e nel 1981 arriva a 9 miliardi. Nel 1982 il fatturato arriva quasi a triplicare, raggiungendo i 50 miliardi nel 1984. Quello tra Armani e Galeotti pur nascendo come un accordo economico, si trasforma in un sodalizio intellettuale ed affettivo.

un approccio nuovo al lavoro

La società introduce un modo di lavorare radicalmente nuovo: lo stilista piacentino interviene direttamente nel processo produttivo, scardinando regole centenarie che mantenevano la ricerca creativa lontana dalla produzione seriale, e rende duttile e aperto sia l’uso dei tessuti che la parte strettamente manifatturiera. Il modello francese dell’alta moda e del cambiamento stagionale vengono per la prima volta assorbiti da un’azienda di grosse proporzioni che dà vita alla grande stagione del prêt-à-porter italiano. Presto le sfilate Armani diventano le più attese della stagione, anche per la ricercatezza dell’interior design delle location scelte.

IL LOGO

Viene creato il logo del marchio che in poco tempo diventa l’inconfondibile riconoscimento del brand: un’aquila stilizzata con le iniziali dello stilista, GA, in sovrascrittura. Lusso che, fino a quel momento, potevano permettersi solo gli storici marchi di lusso francesi. L’aquilotto segna per i ragazzi l’appartenenza ad un nuovo modo di vestire e di essere, la scioltezza del look più agile e meno ieratico incanta le ragazze.

ARMANI E IL CINEMA

I tipi di donna e di uomo a cui Armani pensa nel disegnare le proprie linee, prendono i volti di Richard Gere e Lauren Hutton nel film del 1980 American Gigolò, un grande successo commerciale e di comunicazione. Numerose saranno le collaborazioni dello stilista con il mondo dello spettacolo: vestirà Catherine Deneuve in Speriamo che sia femmina, del 1986, Kevin Costner ne Gli intoccabili, Tom Cruise in Mission Impossible, Sean Connery, Michelle Pfeiffer, Julianne Moore, Russel Crowe e Katherine Zeta-Jones. Amico di registi come Martin Scorsese, Bryan De Palma, Gabriele Salvadores e Ridley Scott, realizzerà i costumi anche per i protagonisti del melodramma teatrale Elektra di Strauss, eseguito alla Scala nel 1994 con la regia di Luca Ronconi e la scenografia di Gae Aulenti.

Costante risulterà l’impegno nel cinema di Armani che capterà al meglio l’enorme potenziale del grande schermo per diffondere su scala ancora più ampia il proprio stile e il proprio marchio. Lo stilista piacentino cresce rapidamente in notorietà. Nel 1981, irritato da alcune polemiche sollevate attorno ad una collezione ispirata agli antichi costumi giapponesi – sulla scia dei film di Kurosawa – decide di non sfilare per una stagione intera. Questa protesta esplosiva gli varrà la copertina di Time nel 1982, con il conseguente ritorno d’immagine e la moltiplicazione del fatturato.

EMPORIO ARMANI

La lungimiranza della nuova griffe non ha sosta: fulminea l’intuizione che sarebbero stati soprattutto i giovani i futuri consumatori di moda, purché a prezzi accessibili.

Antesignano anche nella creazione di una seconda linea di abbigliamento, destinata proprio ad un pubblico più giovane e dal portafogli meno florido, la Giorgio Armani S.p.A. nel 1981 dà vita alla linea Emporio Armani. In questo stesso periodo nascono anche Armani Underwear, Armani Accessori e un’intera linea di profumi grazie alla partnership con L’Oréal.

Emporio Armani, in particolare, arriva in un momento in cui la richiesta di moda da parte dei giovani si fa pressante mentre l’offerta del mercato rimane quasi completamente indirizzata ad un pubblico adulto con grandi possibilità di spesa. La linea Emporio, seguita nel design personalmente dallo stilista, rielabora i concetti estetici della prima linea, proponendoli in un contesto più informale, quotidiano ed economicamente accessibile.

Intanto la sua supervisione stilistica viene richiesta da numerose aziende tra cui Erreuno e Mario Valentino per i capi in pelle; aumentano inoltre i licenziatari: Bagutta per le camicie, Hilton per i capispalla e Allegri per gli impermeabili

GLI ULTIMI ANNI CON GALEOTTI

Nell’83, Armani modifica il suo accordo con GFT che produce da quel momento in poi la nuova linea Mani, destinata soprattutto agli Stati Uniti. Nel frattempo la Giorgio Amani S.p.A affitta e ristruttura l’ex palazzo di Franco Marinotti, presidente della Snia, e dei cotonieri Riva, in via di Borgonuovo 21. In questa sede, prende vita l’atelier di alta moda prêt-à-porter.

Le sfilate si svolgono nel teatro con una capienza di 513 posti ricavato al posto della sala da ballo e della piscina. Galeotti fa appena in tempo a seguire la sfilata primavera-estate dell’85. Muore, a soli 40 anni, nell’agosto di quell’anno a causa di un collasso cardiaco, subentrato ad una leucemia fulminante insorta un anno prima.

ARMANI E LE QUOTE DI GALEOTTI

Dopo la morte di Galeotti – socio in affari, indiscutibile talent scout e amico leale – Armani, sfiduciato dagli eredi di Galeotti, ne acquista le quote societarie della Giorgio Armani S.p.A. e assume il controllo totale dell’azienda anche nella parte finanziaria.

Il secondo decennio dell’attività trova Armani solo e determinato, grazie a studio e volontà. Farà del lavoro una religione, continuando incessantemente a perseguire obiettivi sempre più ambiziosi che gli permetteranno di conquistare tutti i mercati del mondo. Crea una etichetta di moda, AX – Armani Exchange, solo per il mercato americano. Negli anni Novanta nascono la collezione di cosmetici, la collezione di interior design – Armani Casa – e gli Armani Hotel.

Giorgio Armani 1970, Completo pantalone nero, scatto di Barry Lategan
1970, Completo pantalone nero, scatto di Barry Lategan

LO STILE ARMANI

Lo stile di Armani, inconfondibilmente sobrio, porta evidenti riferimenti all’abbigliamento anni Trenta e pone sempre molta attenzione alla portabilità quotidiana dei capi che produce, proponendo uno stile indossando il quale viene percepita la posizione sociale di potere.  L’eleganza rigorosa di forme e colori, unita ad un’idea di comfort contribuiscono a distruggere gli schemi formali dell’abbigliamento rigido degli anni Settanta. Parallelamente ad altre proposte, nel tempo porta avanti la sua ricerca nell’alta moda prêt-à-porter che lo conduce a tali livelli di raffinatezza da non poter più produrre in fabbrica i modelli che disegna.

Il contributo di Giorgio Armani al mondo della moda e del Made in Italy è straordinario. Il suo genio creativo porta la rivoluzione nel vestiario femminile: segue il bisogno della donna di uscire allo scoperto ma rifiuta l’idea che il nuovo abito femminile debba essere solamente provocante.

SEMPLICITÀ E RIGORE

Si identificherà presto come l’anti – Yves Saint Laurent: dalle sue creazioni spariscono gli orpelli, i colori si spengono, le linee vengono decostruite e acquistano morbidezza. La giacca maschile, come simbolo di potere, è l’oggetto centrale della narrazione: viene decostruita e ricostruita centinaia di volte, passando da materiali leggeri ad altri pesantissimi. Lo sguardo di Giorgio Armani è rivoluzionario, laico e non conservatore. Il costante gioco tra maschile e femminile lo lega indissolubilmente alle trasformazioni sociali di quel decennio: sia per l’uomo sia per la donna prevede reciproci scambi dei loro elementi peculiari nella forma, nel taglio, nella scelta dei colori e dei materiali. Il mondo di Giorgio Armani racconta lucidamente la Milano degli anni Ottanta, fatta di lavoro e ascesa sociale: giacca e doppiopetto maschili per donne in lizza per la poltrona, camicie morbide e femminili per uomini di sconcertante libertà.

Lungo lo snodarsi stilistico dei suoi 25 anni di attività, nelle proposte di Armani resistono alcune costanti fondamentali e si delinea qualche libertà concessa al suo caratteristico rigore.

RICONOSCIMENTI E PREMI

Amato dall’élite, dal pubblico e dalla critica, riceve diversi riconoscimenti in tutto il mondo. La Repubblica italiana lo ricopre di onorificenze nominandolo Commendatore nel 1985, Grand’Ufficiale nel 1986 e Gran Cavaliere nel 1987. Tra i molti premi, spiccano per importanza il titolo di Stilista internazionale dell’anno conferitogli dal Council of Fashion Designers of America (CFDA) nel 1983, i tre Occhi d’oro per la miglior collezione e il Lifetime Achievement Award, consegnatogli dalla National Italian American Foundation (NIAF).

LE COLLEZIONI

GLI ANNI ’70

La George Sand della primavera ’76, nell’inverno di quell’anno veste giacche in tweed a disegno evidente, molto maschile, ma una gonna plissé che come i pantaloni concede passo lungo e sciolto. Nella primavera ’77 le gonne erano due, sovrapposte, mentre la giacca maschile assunse aspetti sofisticati e l’idea del doppio vale anche per l’uomo, quando la giacca in maglia ricopra il blazer. La giacca è destinata ad unirsi ad ogni altro capo d’abbigliamento.

Nel ’78 posa la giacca sul costume da bagno, in autunno assembla sapori militareschi a ricerche continue per quanto riguarda il punto nevralgico delle spalle e il risultato è una giacca alla Garbo, suscettibile di resistere anche in crêpe de chine.

Giorgio Armani Collezione 1978
Collezione 1978

LA PRIMA METà DEGLI ’80

L’evoluzione della giacca poggia, a partire dal 1983, su tre proposte: il blazer di velluto nero, la giacca maniche intere e spalla tonda, il caban di gusto andino. Pochi pantaloni e invece molte gonne pantalone in nuovissimi stampati trompe-l’oeil. La giacca si trasforma, diviene intercambiabile e da abbinare in piena libertà.

Solo nell’84 ritorna il gusto del guardaroba maschile tradotto al femminile, in una collezione androgina come non mai. Ma l’anno dopo, per l’autunno-inverno, Armani preme il pedale della dolcezza, allacciando bassa e in morbidezza la giacca pur maschile per una donna ariosa, nuca libera dai capelli e camicetta senza collo: in scena ben 350 tessuti diversi nelle sfumature del blu, grigio, marrone.

Giorgio Armani Collezione primavera/estate 1985
Collezione primavera/estate 1985

A ottobre dello stesso anno la collezione per la primavera-estate ’85 riscuote un successo straordinario con la sua donna eterea, stilizzata, le gambe velate di calze chiarissime perfettamente in vista, tacchi alti, una femminilità difficile eppure per certi lati anche troppo esibita. Qualcosa muta nel sobrio look di Armani. La giacca è sempre l’indizio di un modo di vestire, ma nuovi suggerimenti vengono dagli abiti in seta stampata modello princessa.

LA SECONDA METà DEGLI ’80

Novità della collezione autunno-inverno ’86, gli abiti da sera. La donna, mixage di seduzione e razionalità, può contare su un universo Armani: dal profumo a una alta moda prêt-à-porter atemporale, simile a se stessa con minime variazioni, dalla carta da lettere alle lampade, a una linea più libera e articolata nei vari aspetti della diffusione, la linea Emporio.

Armani Campagna pubblicitaria 1980
Campagna pubblicitaria 1980

Nel 1986, la sera presenta abiti molto più interessanti di quelli da giorno, secondo le richieste del mercato americano. Nella collezione dell’anno successivo, la donna Armani, sicura e senza nostalgia, sceglie una giacca non più rigida e rigorosa e rompe il diktat di giacca-camicia per osare nuovi abbinamenti.

La collezione autunno-inverno ’88 è caratterizzata da un’aria soft e luminosa nei colori e dalla provocazione sottile di una giacca assestata in vita e sui fianchi, con gonne lunghe e doppie.

I PRIMI ANNI ’90

Nel ’90 la giacca è ancora punto di riferimento: sottile, avvolgente con spalle piccole e vita segnata; con gonne corte o al polpaccio e pantaloni ora dritti e severi, oppure ampi come quelli maschili. La scelta cade su colori polverosi, decisi, ma temperati dal grigio e dai tipici sabbia della palette Armani. E inoltre i grandi cappotti avvolgenti come djellaba tunisini.

Giorgio Armani, 1991
Giorgio Armani, 1991

Nel ’92 diviene distintivo della stagione lo smoking, interpretato in un’escalation di variazioni, complici tessuti e dettagli femminilissimi. Nuove arrendevolezze, nuove concessioni, nuovissimo lusso. Tessuti eleganti applicati a forme sportive sono una speciale caratteristica del ’94, con una tavolozza colore rubata a Matisse.

Sotto le giacche occhieggiano i gilet; i pantaloni sono a tutta lunghezza e le gonne lunghe, guarnite anche da frange, diventano importanti e soliste.

Gli abiti da sera assumono un’imperiosa eleganza nei colori e nella preziosità del tessuto e di contro pretendono solo forme essenziali.

Armani Campagna pubblicitaria 1993
Campagna pubblicitaria 1993

1996-1997

Per l’autunno-inverno ’96, una grande ricercatezza, un amore per la struttura che si rivela anche nei cappotti lunghi alla caviglia con paramonture di velluto e interni matelassé. L’uso ripetuto e ricercato di tessuti tagliati in sbieco, che accarezzano il corpo, è più grande che mai: la passione per la sera, dall’abito “boldiniano” in velluto di seta appeso al collo dal collier di rose, agli abiti guaina di tulle stretch nero con ricami tatuaggio.

Nel ’97 esplode il “sophisticated greige” nuova tonalità in bilico tra grigio e sabbia. Forme asciutte, proporzioni minute, emblematica semplicità. Tessuti ricercati come le lane plissé, i matelassé, i doppio crêpe. E per la sera, tutto è prezioso: i ricami grafici avorio ed ebano, il pizzo e il velluto.

Lo stile è ormai sempre più definito e autorevole: cambiano i modi, le scansioni, i dettagli; prevalgono la ricercatezza dei materiali e le rifiniture di alta sartoria, che concorrono a fare della sofisticatezza il concetto portante della stagione.

1998-1999

Tra il 1998 e il 1999 è sempre in crescendo l’unicità della sera con abiti ricamati ispirati alle porcellane orientali. Le giacche, sottili, prive di revers, con allacciatura nascosta, spesso laterale, perdono l’ossessione del tailleur e si portano anche sopra l’abito lungo, sopra i pantaloni a vita bassa, sopra la lunga gonna dritta a enfatizzare la silhouette disegnata. E tanti spolverini, una serie di cappotti tagliati come giacche, che scivolavano lunghissimi.

Nel settembre 1999, la Giorgio Armani S.p.A. costituisce la divisione accessori con l’obiettivo di migliorare i risultati degli articoli in pelle. La Dawn Mello & Associates è la società incaricata per la nuova divisione. La struttura commerciale del Gruppo – diretto e in franchising – attiva in 33 paesi, comprende 53 boutique Giorgio Armani, 6 negozi Collezioni, 129 Emporio Armani, 48 A/X Armani Exchange e 4 Armani Jeans.

I PRIMI ANNI 2000

Per il 2000 un’immagine forte, lineare, glamour, pura e precisa: amore a prima vista per i pastelli inglesi e un occhio di riguardo al nero. Gonne alla caviglia, giacche corte con grandi maniche chimono, giacche tagliate come camicie indiane, pantaloni sottili sotto le tuniche o pantaloni extralarge con la camicia maschile. E una sera ricercata nella nuova concezione di ricami “cattura luce” su tulle e stretch lavorato a ragnatela, volutamente lineare la scelta delle linee pulite, levigate sul corpo.

L’immagine proposta per l’inverno 2001-2002 evoca emozioni da primo ballo, con gonne-tutù a volant di tulle, oppure fazzoletti di organza tagliati in sbieco, portate con lunghi pullover di ispirazione marinara o piccoli top. Sfilano fanciulle leggiadre, come sulle punte: “Il balletto è l’apoteosi dell’eleganza” afferma lo stilista. Tutto è delicato, aereo, sembra alludere a sensazioni trasognate: memorabile il finale della collezione, affidato a trenta autentiche ballerine che posano alla maniera di Degas. La conferma a quanto si era visto nella stagione precedente, con tailleur pantalone caratterizzati da una insolita dolcezza: un vago ricordo la donna manager.

La vena morbida è in crescendo anche nelle sfilate successive. E lo storico blazer? Si adegua al nuovo corso. Per l’estate 2003 si allunga, è quasi marsina ondeggiante sulla figura esile: pezzi insoliti scombinano l’abituale ritmo degli accostamenti, la sensualità è a fior di pelle, senza nostalgia esotica né aggressione erotica.

Giorgio Armani Campagna pubblicitaria primavera/estate 2003
Campagna pubblicitaria primavera/estate 2003

DAL 2003 AL 2005

Nell’autunno-inverno 2003-2004, Armani vira ancora di bordo: la sua moda ridisegna il corpo, lo sottolinea accarezzando la vita messa in risalto da giacche corte e svettanti e poi, sorpresa! onora le gambe con minigonne a paralume o short, interpretazione gentile degli hot pants anni ’70. Una scicchissima donna intinta nell’inchiostro, nel rigore del nero spezzato dal bianco per un suggestivo effetto grafico. Al solito, i suoi abiti andrebbero visti da vicino, sofisticati nel dettaglio, nella ricerca dei particolari e dei tessuti. Nel firmamento di ricami. Si abbassa l’età della moda, che l’Emporio accentua con lo stile impertinente e stuzzicante della maschietta francese: sempre nel furore del corto. Anche l’uomo si aggiorna: un ritratto fra ragione e sentimento, silenzioso rivoluzionario del nuovo classico che rispetta le regole della comodità, affidata soprattutto al comfort della maglieria.

LA DONNA ARMANI

La donna Armani è entrata nel terzo millennio con un allure attuale e brillante, con un occhio vigile all’uso e all’esercizio dello stile e l’altro attento alle attitudini giovanili, ma sempre consapevole che la forza della propria immagine è fatta dell’insuperabile impronta Armani: colori speciali, linea elegante, taglio sapiente.

È una donna che scivola con leggerezza, garbo e classe inimitabile lasciandosi alle spalle le inevitabili forzature di un modernismo spesso sguaiato. L’ultima collezione presentata che già si affaccia al nuovo millennio, G.A. uomo primavera-estate 2000, riconferma il primato di Giorgio Armani nell’abbigliamento maschile.

Femminilità e romanticismo: da queste due parole nasce la nuova donna di Giorgio Armani.

Giorgio Armani Collezione autunno/inverno 2001
Collezione autunno/inverno 2001

IL NUOVO MILLENNIO

Il nuovo millennio si apre con la nuova seda centrale della multinazionale che, da via Borgonuovo 21, si sposta in via Bergognone, nel cuore di zona Tortona, il nuovo centro nevralgico del fashion design milanese. La nuova sede, progettata dall’archistar giapponese Tadao Ando, è una riqualificazione di una vecchia fabbrica dismessa della Nestlé: oltre agli uffici direzionali, comprende anche il Teatro Armani, realizzato in stile minimalista e zen, adibito a nuova sede di sfilate, conferenze e presentazioni che ruotano attorno al mondo della griffe. 

NUOVE APERTURE

Prosegue inoltre l’apertura di nuovi punti vendita. Ad ottobre del 2000 nasce a Milano lo spazio Armani in via Manzoni 31. Progettato dallo Studio Gabellini Associates, in collaborazione con lo stilista, il megastore si sviluppa per circa 8 mila metri quadrati, articolati su tre piani. L’interrato, di 900 mq, è destinato all’elettronica, dove Sony espone tutti i suoi prodotti. Al pianterreno: l’Emporio Donna, l’Emporio Uomo, l’Emporio Accessori, lo spazio dedicato ai profumi, Armani Jeans uomo e donna. Al primo piano si trovano Armani Casa, Armani Caffè e il celebre ristorante di cucina giapponese Nobu. Il ristorante, nato in collaborazione con lo chef superstar Nobuyuki Matsuhisa, è diventato il punto di riferimento per una clientela internazionale in cerca di standard elevati. Nello stesso stabile, in via Gaspare Pisoni, affaccia Armani Privé, club esclusivo, protagonista della nightlife milanese.

Armani Flagship Store a Milano
Flagship Store a Milano

MOVIMENTI SOCIETARI

Nel gennaio 2000, la Giorgio Armani S.p.A. aumenta la propria partecipazione nella Giorgio Armani Japan Co. Ltd., joint venture nata nel 1995, portando la sua quota all’85% e lasciando il restante 15% alla Itochu. A febbraio, nasce la Armani Collezioni che riunisce, in Europa e in Asia, le già esistenti Giorgio Armani, le Collezioni Uomo e Mani Donna. La nuova etichetta viene introdotta anche negli Stati Uniti, mentre rimane invariata la linea Mani Uomo – per abiti e camicie – esclusiva per il mercato americano.

Nel mese di giugno, il Gruppo Armani acquista dal Gruppo Finanziario Tessile (GFT), per un valore di 55 miliardi di lire, le attività di produzione della linea uomo Armani Collezioni, nonché le attività di distribuzione e di vendita dei marchi negli Stati Uniti. A luglio, il Gruppo Armani e il Gruppo Zegna siglano un accordo per la creazione di una joint venture – con la partecipazione di Armani al 51% e di Zegna al 49% – per produrre e distribuire le linee Armani Collezioni. La nuova società ha l’obiettivo di sfruttare al massimo il potenziale del marchio Armani Collezioni Uomo nel mondo e del marchio Mani Uomo negli Usa, avvalendosi delle competenze industriali e organizzative di entrambi i gruppi.

Il 2000 registra ricavi consolidati netti pari a 2.002 miliardi di lire, in aumento del 20% rispetto al 1999, un risultato operativo pari a 374 miliardi, un utile netto consolidato di 235 miliardi (+11%) e una posizione finanziaria pari a 618 miliardi.

2001

Nel febbraio 2001 apre, a Milano, in via della Spiga 19, la prima boutique Giorgio Armani Accessori, dedicata a borse, scarpe e pelletteria di alta qualità. A maggio, la Giorgio Armani S.p.A., già proprietaria del 53,2% del capitale sociale di Simint S.p.A. – società italiana quotata sul Mercato Telematico Azionario – promuove un’Opa (Offerta Pubblica di Acquisto) delle azioni ordinarie di Simint non possedute dal Gruppo. L’obiettivo è quello di attivare un processo di internazionalizzazione delle attività di produzione e commercializzazione dei prodotti Armani, all’interno di società appartenenti al Gruppo. A luglio, l’Opa su Simint S.p.A. si conclude con l’adesione del 39,49% del capitale sociale di Simint S.p.A. che, aggiunto al 53,24% già di proprietà, permette alla Giorgio Armani S.p.A. di controllare il 92,73% della Simint.

Salendo ad oltre il 90% della partecipazione della Simint, con la cessione da parte della Finar di Micheli e della Sige del gruppo Imi delle azioni da loro possedute, nei primi mesi del ‘94 è stata trovata un’ulteriore perdita di 180 miliardi, oltre a quella evidenziata precedentemente dal bilancio 93-94 di 222 miliardi. A questo punto la nuova maggioranza si rivale nei confronti del finanziere Micheli e di Luca Ramella, manager indicato dal gruppo di maggioranza, per un’azione di responsabilità. Il gruppo Simint, ora totalmente posseduto dalla famiglia Armani, è stato ristrutturato ed integrato nella Giorgio Armani S.p.A.

Nel luglio del 2001, Roberto Pesaro viene nominato Chief Operating Officer della Giorgio Armani Corporation. Un mese dopo, Armani apre la sua prima boutique in Russia, a Mosca, al numero 1 della Moskow’s Tretyakovskji Proezd. Si tratta del 33esimo punto vendita inaugurato dal Gruppo Armani nell’anno 2001 e rientra nel piano di espansione dell’esclusiva rete retail. 20 negozi sono rinnovati. Viene creata anche la joint venture Borgo 21, per sviluppare la prima linea a marchio Giorgio Armani.

ARMANI E IL GIAPPONE

Armani Concept Store in Giappone
Concept Store in Giappone

Questo stesso anno vede protagonista la Giorgio Armani Japan, fondata nel 1987, la quale ripensa le attività di retail del mercato giapponese. Il programma riguarda la riapertura della boutique Giorgio Armani più grande del mondo, a Kioi-cho, distretto di Tokyo, prevista dopo un totale restyling, coerente con l’immagine delle nuove boutique di Milano e di Parigi. Sempre Tokyo vede l’inaugurazione di due nuovi negozi Emporio Armani a Marunouchi e ad Aoyama; ad Osaka viene rinnovato lo store dell’Emporio Armani di Midosuji. Il mercato giapponese è il terzo in ordine di importanza dopo gli Stati Uniti (34%) e l’Italia (15%).

La Giorgio Armani Japan distribuisce cinque linee di prodotto del Gruppo Armani: Giorgio Armani, Giorgio Armani Accessori, Armani Collezioni, Emporio Armani e Armani Jeans. La società gestisce 22 negozi: 10 boutique Giorgio Armani, un negozio Armani Collezioni e 11 Emporio Armani. Le linee Giorgio Armani e Armani Collezioni sono vendute anche attraverso la formula shop-in-shop.

I RICAVI

I ricavi consolidati raggiungono i 1272 milioni di euro, con un incremento del 23% che riguarda tutte le aree geografiche e tutte le linee. Il giro d’affari è così suddiviso: Europa 45%, Nord America 28%, Asia-Pacifico e resto del mondo 27%. L’utile netto consolidato è di 110 milioni di euro, la posizione finanziaria netta di 122 milioni di euro, mentre gli investimenti sono pari a 307 milioni di euro.

2002

A gennaio 2002, Armani acquista il 100% di Miss Deanna, azienda specializzata nella produzione di maglieria di alto livello. A novembre viene inaugurato il megastore Armani-Chater house a Hong Kong, progettato da Fuksas – 3000 metri quadri articolati su tre piani – secondo per dimensioni solo a quello di via Manzoni a Milano. Nel frattempo, il Gruppo Armani e Luxottica Group concludono il rapporto di licenza per la produzione e la distribuzione delle linee Giorgio Armani ed Emporio Armani occhiali.

Notevoli anche gli investimenti, pari a 87 milioni di euro, destinati, tra l’altro, all’espansione della rete distributiva – aperti 30 nuovi negozi e 16 ristrutturati – e all’acquisizione di stabilimenti industriali. Infine, l’azienda investe il 10% del fatturato indotto in comunicazione.

I risultati dell’anno evidenziano una crescita dei principali indicatori economici. Il fatturato consolidato, 1301 milioni, sale del 2,3% rispetto al 2001. Il fatturato indotto, pari a 1691 milioni cresce del 6,4%. Sostenuta la crescita di Orologi Emporio Armani, + 24%, e dell’area cosmetica, +11%. L’utile prima delle imposte, 199 milioni, registra una crescita del 9,7%.

2003

Nel febbraio 2003 il Gruppo conferisce a Safilo una licenza pluriennale per la produzione e distribuzione mondiale delle collezioni di occhiali Giorgio Armani ed Emporio Armani. In parallelo, l’esclusiva rete distributiva del Gruppo comprende 57 boutique Giorgio Armani, 12 negozi Armani Collezioni, 115 Emporio Armani, 66 negozi A/X Armani Exchange, 10 Armani Jeans, 5 Armani Junior, 1 Giorgio Armani Accessori e 12 negozi Armani Casa in 35 paesi nel mondo. A giugno del 2003, la boutique Giorgio Armani in via Condotti a Roma riapre completamente rinnovata. Al restyling del negozio hanno lavorato lo stesso stilista e l’architetto Claudio Silvestrin.

ARMANI E MERCEDES-BENZ

Inoltre, Mercedes-Benz e Giorgio Armani entrano in una joint venture per la creazione della Mercedes-Benz CLK Giorgio Armani Design Car. Armani ha detto, a tal proposito:

“Mercedes-Benz ha raggiunto una fama straordinaria per la qualità, lo stile e l’eleganza delle sue auto. Per me è stato molto interessante osservare quanto siano simili le nostre filosofie progettuali e il nostro modo di lavorare. Questo mi fa pensare che in futuro ci possano essere più opportunità per realizzare progetti comuni che possano sviluppare i nostri rispettivi punti di forza”.

Giorgio Armani
Armani collabora con Mercedes Benz
Armani collabora con Mercedes Benz

NUOVE APERTURE

In ottobre John Hooks viene nominato nuovo presidente della Giorgio Armani Japan, mentre Giorgio Armani rimane direttore commerciale del gruppo. Il terzo e più grande negozio multi-concept di Armani, viene aperto a Monaco nel centro commerciale Fünf Höfe progettato da Herzog e De Meuron, e va a sommarsi all’Armani di via Manzoni a Milano e all’Armani/Chater House di Hong Kong.

I risultati economico-finanziari del 2003 sono brillanti. Il fatturato consolidato di 1.255 milioni di euro è cresciuto del 3% a cambi costanti. L’utile netto di 134 milioni di euro aumenta del 14%. Eccellente anche l’aumento del patrimonio netto (149%), pari a 264 milioni di euro. Nello stesso anno la società investe 38 milioni di euro nella distribuzione, con 30 nuovi punti vendita aperti e 11 restyling.

2004

Nel febbraio 2004, il Gruppo Armani apre la strada agli hotel di lusso, firmando con EMAAR Properties PJSC – la più grande società immobiliare del Medio Oriente Dubai – un accordo per la costruzione di resort e hotel di lusso con marchio Armani. La collaborazione prevede l’apertura di dieci hotel e quattro resort entro sette anni. L’investimento è di circa 1 miliardo di dollari. EMAAR avrebbe dovuto gestire gli aspetti costruttivi e manageriali e la Armani sarebbe stata responsabile della progettazione e del design.

Armani Hotel Milano, interior design di una stanza
Armani Hotel Milano, interior design di una stanza

A marzo, la società italiana sigla un accordo di licenza pluriennale con Wolford AG per la produzione e la distribuzione mondiale della linea di calze Giorgio Armani. In aprile, vengono inaugurati il quarto negozio multi-concept nel Three on the Bund, a Shanghai e un negozio Armani a Dubai.

L’ESPANSIONE CONTINUA

A luglio, la rivista Fortune pubblica l’elenco dei 25 business men più potenti in Europa: Giorgio Armani è l’unico italiano citato, al 25° posto. Ad agosto, vengono aperti nuovi negozi Emporio Armani a Riga e a Shanghai; un mese dopo, a Parigi, viene inaugurato un negozio secondo il nuovo concept Emporio Armani.

“Il nuovo design di Emporio Armani a St. Germain fa parte di una strategia volta a rafforzare e differenziare le varie linee di prodotto e a creare un ambiente in cui l’architettura possa risaltare la presentazione delle collezioni, in modo moderno e accessibile alla clientela”

Giorgio Armani

A settembre del 2004 apre un negozio Armani Jeans in Corso di Porta Ticinese a Milano, progettato dagli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas: all’interno anche un Armani Jeans Café. Chiude qualche anno dopo.

Al tempo, la Giorgio Armani controllava cinque linee: Borgonuovo 21, G.A. Collezioni Mani, AX – moda basic dell’omonima catena di negozi in Usa – e Armani Jeans, senza contare le linee di biancheria, intimo e costumi da bagno.

ARMANI PER LO SPORT

Nel maggio 2004, Armani veste la Nazionale Inglese di calcio per gli eventi sportivi negli Stati Uniti e disegna anche le divise dell’equipaggio del Bribon, la nave a vela del Re di Spagna. In seguito firmerà le divise ufficiali di alcuni dei club calcistici più importanti del panorama internazionale come Newcastle United F.C., Chelsea F.C. e F.C. Bayern Munich.

Nella boutique Armani di Madison Avenue, la modella Eugenia Silva organizza una vendita di beneficenza a favore dell’American Museum of Natural History. Nel frattempo, ad Armani viene assegnato il Superstar Award ai Night of Stars Awards del Fashion Group International.

L’anno 2004 si chiude con un fatturato di 1.299 miliardi di euro, (+6,5% a cambi costanti, +3,5% a cambi correnti). L’utile netto è di 126 milioni di euro, in leggero calo rispetto all’anno precedente (-5,2%). Il patrimonio netto è di 397 milioni di euro, con un incremento del 50,3% rispetto ai 264 milioni del 2003. Gli investimenti ammontano a 50 milioni di euro, di cui 35 milioni per l’apertura di 16 nuovi negozi e il restyling di quelli esistenti.

2005/2006

Nel gennaio 2005, il signor Armani presenta a Parigi la prima collezione haute couture: la Giorgio Armani Privé. Trentuno abiti in puro stile Armani, unici e preziosissimi. 31 come gli anni di attività dell’azienda.

A presenziare alla sfilata, 600 persone. Tra queste l’attrice Cate Blanchette, musa del marchio, e Kate Holmes. Lo spettacolo si apre con un tailleur composto da un pantalone e una giacca con revers ampio impreziosito da pieghe. Lo stile orientaleggiante è dettato dall’uso di turbanti chic.

Giorgio Armani Prima collezione Haute Couture Collection, 2005
Prima collezione Haute Couture Collection, 2005

In onore della storica amicizia con l’attrice Michelle Pfeiffer, Giorgio Armani commissiona al famoso fotografo Mario Testino una serie di scatti che vedono l’attrice protagonista del catalogo donna primavera/estate 2005. Nello stesso periodo apre un nuovo negozio monomarca Armani Casa a Milano, in via Manzoni 37.

SUCCESSI E RICONOSCIMENTI

Armani viene nominato Designer of the Year dal Fashion Editors Club of Japan. La retrospettiva di Giorgio Armani, esposta al Guggenheim, viene trasferita al Mori Art Museum di Tokyo. Per l’occasione vengono presentate le collezioni uomo/donna autunno/inverno 2005-2006.

Alla data il gruppo conta 4.700 dipendenti, 13 stabilimenti produttivi, 58 boutique Giorgio Armani, 11 negozi Armani Collezioni, 121 negozi Emporio Armani, 70 negozi A/X Armani Exchange, 12 negozi AJ/Armani Jeans, 6 negozi Armani Junior, 1 Giorgio Armani Accessories store e 17 negozi Armani Casa, distribuiti in 37 paesi in tutto il mondo. I marchi del Gruppo Armani sono: Giorgio Armani, Armani Collezioni, Emporio Armani, AJ/Armani Jeans, A/X Armani Exchange, Armani Junior e Armani Casa.

Nel settembre del 2006, edita da Baldini e Castoldi, viene pubblicata la prima biografia di Giorgio Armani Essere Armani. Una biografia di Renata Molho.

Armani E LA LOTTA CONTRO L’HIV

Durante il World Economic Forum tenutosi a Davos nel 2006, Armani annuncia la sua partecipazione a (PRODUCT)RED, la rivoluzionaria iniziativa globale lanciata da Bono, cantante degli U2, e Bobby Shriver per raccogliere fondi devoluti al Fondo Globale per combattere l’AIDS in Africa. A supporto di RED, Armani disegna i suoi primi due prodotti EMPORIO ARMANI (PRODUCT)RED: un paio di occhiali da sole e un orologio.

La collezione donna Emporio Armani per la primavera/estate 2007 cambia meta: per la prima volta sfila alla settimana della moda di Londra invece che a quella di Milano durante un esclusivo evento di moda e musica che celebra il lancio della prima capsule collection Emporio Armani (PRODUCT)RED. A fine anno, Giorgio Armani riceve il Premio Leonardo 2006 dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in qualità di importante rappresentante dei prodotti italiani di qualità all’estero.

2007/2008

Nel 2007 Giorgio Armani lancia Crema Nera, il primo prodotto della linea skincare; Attitude, nuova fragranza uomo; e Diamonds, profumo femminile Emporio Armani, la cui campagna pubblicitaria vede come protagonista la star del pop Beyoncé. La retrospettiva Giorgio Armani arriva anche a Milano, alla Triennale.

La collezione Giorgio Armani Privé primavera/estate 2007 sfila a Los Angeles, in concomitanza con la 79° edizione degli Academy Awards. Giorgio Armani apre il suo quarto concept store a Ginza, Tokyo, chiamato Armani/Ginza Tower, progettato dallo studio di architetti Massimiliano e Doriana Fuksas.

IL MERCATO ASIATICO

L’anno seguente Giorgio Armani entra nel mercato indiano con i primi negozi Giorgio Armani ed Emporio Armani a Nuova Delhi. Altre inaugurazioni avvengono per i primi negozi Emporio Armani a Mosca e a Pechino.

Dall’estate del 2008, il gruppo Armani accoglie nel proprio organico la Olimpia Milano, la squadra di basket italiana più quotata in assoluto. Il 17 settembre 2008 a Milano, in via Montenapoleone 2, apre una grande boutique Giorgio Armani: uno spazio espositivo di 2 mila metri quadrati che si sviluppa su 3 piani di un elegante palazzo cinquecentesco.

Altre novità di questo periodo sono il sito e-commerce Emporio Armani Europa e il nuovo progetto per un cellulare Emporio Armani Samsung Night Effect.

Emporio Armani Underwear for Women viene lanciato negli Stati Uniti. Giorgio Armani diventa membro onorario del Costume Institute al Metropolitan Museum di New York durante l’inaugurazione della mostra Superheroes: Fashion and Fantasy.

2009

A maggio, il signor Armani dichiara pubblicamente di aver superato una grave forma di epatite contratta, come da sua dichiarazione, a seguito dell’assunzione di integratori alimentari.

In questo anno nasce la boutique newyorkese Armani/5th Avenue, dal progetto degli architetti Fuksas. Dice lo stilista:

<<È una sfida eccitante il nuovo concept store di New York, Armani/5th Avenue. Un’iniziativa speciale e, mi sembra, coraggiosa perché raccoglie nello stesso spazio realtà differenti come Armani Jeans ed Emporio Armani di fianco alla Giorgio Armani. Perché ho voluto dare il segno forte di una svolta, interpretare la tendenza attuale di mescolare le carte accostando pezzi che non hanno medesimo valore. In un certo senso è una grande provocazione perché unisce nello stesso luogo, con lo stesso arredo, senza differenze visibili, collezioni diverse che declinano idealmente l’universo Armani. Questo approccio libero esprime quello che per me è lo spirito della Quinta Strada>>.

Giorgio Armani

Per festeggiare l’apertura di questo nuovo concept store, lo stilista ha creato una gamma di prodotti speciali: una capsule collection che comprende pezzi di Giorgio Armani ed Emporio Armani, venduti esclusivamente nel negozio di 5th Avenue e contrassegnati dall’etichetta esclusiva Armani/5th Avenue Limited Edition.

DONAZIONI E INIZIATIVE BENEFICHE

In questa occasione Giorgio Armani, da tempo attivo sostenitore di associazioni impegnate in campo sociale, ha annunciato di aver effettuato un’importante donazione a The Fund for Public Schools. La donazione di Giorgio Armani servirà a sviluppare un progetto diversificato, pluriennale, denominato Armani Arts Institute, volto a sostenere la realizzazione di attività artistiche nelle scuole pubbliche delle città, soprattutto nei quartieri più poveri, in modo da combattere l’abbandono scolastico da parte di ragazzi “a rischio” attraverso percorsi didattici innovativi, fortemente improntati allo sviluppo delle capacità creative individuali.

Inoltre, nel gennaio del 2009, sempre per iniziativa di Re Giorgio, nasce il progetto Acqua For Life dove, per ogni confezione di Acqua di Giò venduta, un dollaro verrà donato all’Unicef Tab Project, impresa nata per migliorare l’approvvigionamento di acqua potabile in alcuni villaggi africani.

2010/2011

Nel 2010 viene inaugurato il primo hotel della catena Armani Hotel, situato a Dubai, nel cuore della Burj Khalifa, il grattacielo più alto al mondo. Con questo progetto Armani vuole veicolare un concetto di lifestyle completo, visibile all’interno di una struttura ricettiva in grado di offrire la visione e lo stile della maison a trecentosessanta gradi. Nel 2011 gli investimenti nel settore alberghiero evolvono nell’apertura di una seconda struttura, questa volta a Milano: un hotel elegante e sofisticato con le camere più grandi di tutta la città, completo di SPA, business center e sale riunioni annesse. Sono programmate due ulteriori aperture: un Armani Residence a Dubai e uno a Marassi, in Egitto.

2012

Al Festival di Cannes del 2012, Giorgio Armani annuncia la collaborazione di un anno con J/P HRO (Haitian Relief Organization) – una Organizzazione no profit nata per volere dell’attore Sean Penn in occasione del terremoto che ha colpito Haiti nel 2010 – che include una campagna mediatica esclusiva in cui lo stilista italiano e Sean Penn posano insieme per la prima volta.

Il Gruppo Armani inoltre firma un accordo di licenza esclusiva con Luxottica per design, produzione e distribuzione in tutto il mondo delle collezioni di occhiali Giorgio Armani, Emporio Armani e A/X Armani Exchange. Realizza lui stesso la divisa per la squadra nazionale italiana alle Olimpiadi del 2012.

A fine anno, viene completato e presentato il progetto Maçka Residences, nato dalla collaborazione tra Armani Casa e il gruppo immobiliare Astaş Holding/Bemes: un complesso residenziale esclusivo nel cuore di Istanbul, con vista elitaria su Bosforo, Isole dei Principi e Punta del Serraglio. Il team di architetti del Gruppo Armani si è occupato della progettazione di aree comuni, delle lobbies e di alcuni appartamenti. Durante la costruzione del complesso, al progetto Maçka Residences è stato assegnato il premio come “Highly commended architecture multiple residence” per il 2011 dalla giuria degli International Property Awards.

ECCENTRICO

Durante la settimana della moda femminile del 2012, viene inaugurata la mostra Eccentrico, in via Bergognone, presso il Teatro Armani di Milano: una mostra sui generis, durata soli due giorni, che celebra il lavoro del grande designer con un’esposizione di abiti e accessori significativi, ideati dallo stilista tra il 1985 e il 2012. La sala è immersa nel buio per mettere in risalto le più belle e le più celebri creazioni.

One Night Only

Armani Evento One Night Only, Roma
Evento One Night Only, Roma

Il 31 maggio dello stesso anno, Armani festeggia la sua più che decennale presenza in Cina con un evento di risonanza mondiale. La crescita nel più grande mercato orientale è stata veloce: nel 2001 infatti la presenza del Gruppo si limitava a soli 14 punti vendita nelle metropoli di Hong Kong, Pechino e Taiwan; ad oggi dispone di 289 punti vendita in cui sono esposte tutte le linee del Gruppo Armani.

Non è la prima volta che Armani organizza eventi di tale portata in Asia, ma la One Night Only in Beijing si rivelerà un evento incredibile e di enorme successo, che Armani ha organizzato per rendere merito al mercato cinese. La notte incantata ha avuto luogo presso il New Tank del distretto artistico 798 di Pechino e ha fatto da cornice alla presentazione delle collezioni autunno/inverno 2012-2013 e primavera/estate 2012 di Emporio Armani e Giorgio Armani. Alicia Keys, Andrea Bocelli, Beyoncé, Bono, 50 Cent e Leonardo Di Caprio sono solo alcune delle celebrità che hanno partecipato all’evento One Night Only.

L’evento One Night Only, negli anni a seguire, ha visto protagoniste le città di Roma e New York. Il successo dell’evento newyorkese nel 2013 è stato tanto grande che il sindaco, Michael Bloomberg, ha istituito il 24 ottobre come il Giorgio Armani Day. L’anno seguente, Giorgio Armani inaugura la One Night Only Paris.

2013/2014

Armani veste il team italiano alle Olimpiadi
Armani veste il team italiano alle Olimpiadi

Nel 2013 Giorgio Armani annuncia di voler prolungare l’accordo con il Comitato Olimpico, confermandosi Official Outfitter della Nazionale Italiana per le Olimpiadi invernali di Sochi del 2014.

A maggio 2014, il signor Armani, tenendo fede al rapporto di lunga data con il mondo del calcio internazionale, come già accennato, annuncia la collaborazione con il Bayern Monaco, per cui disegna le divise.

40° ANNIVERSARIO

Armani Campagna pubblicitaria New Normal
Campagna pubblicitaria New Normal

Nel 2015 il Gruppo Giorgio Armani festeggia il suo 40° anniversario, celebrandolo con il lancio di New Normal, collezione completa, ma concisa, che crea un guardaroba ideale per la donna di oggi, riassumendo 40 anni di stile senza tempo.

Il 30 aprile si tiene una grande festa con più di 500 ospiti, tra cui VIP, celebrità, autorità e stampa internazionale. Lo stesso giorno Armani/Silos, il grande spazio espositivo dedicato all’esperienza professionale di Giorgio Armani, apre le sue porte per la prima volta.

Armani Silos Milano, installazione
Armani Silos Milano, installazione

Il Ministero dello Sviluppo Economico e Poste Italiane celebrano il 40° anniversario di Giorgio Armani e l’apertura di Armani/Silos con l’emissione di un francobollo dedicato.

Il primo ottobre Giorgio Armani pubblica il libro – edito da Rizzoli New York – in cui racconta in prima persona quarant’anni di carriera, di stile e di passione. Il volume era già stato presentato al pubblico il 28 settembre dalla famosa giornalista inglese Suzy Menkes, alla conclusione dello spettacolo Giorgio Armani.

In questo stesso anno, Re Giorgio viene nominato Special Ambassador per Expo Milano.

2016

A marzo lo storico Gruppo italiano annuncia la totale abolizione dell’uso di pellicce animali dalle collezioni del brand. Il 14 aprile Giorgio Armani si reca a Mosca per una serie di eventi che celebrano l’avvento del Gruppo Armani in Russia.

Negli stessi mesi, lo stilista riceve il “Collare d’oro al merito sportivo”, per i suoi contributi al mondo dello sport. Dopo Londra 2012 e le Olimpiadi di Sochi, continua la collaborazione con il Comitato Olimpico Nazionale italiano: EA7 è scelto, ancora una volta, come fornitore ufficiale delle squadre olimpica e paraolimpica italiana ai Giochi Olimpici di Rio 2016.

FONDAZIONE ARMANI

A luglio, Giorgio Armani annuncia la nascita della Fondazione Giorgio Armani, un ente il cui consiglio è composto da Giorgio Armani in persona – in carica a vita -, il manager Pantaleo Dell’orco e il banchiere Irving Bellotti. La Fondazione serve a garantire stabilità e continuità al progetto imprenditoriale del Gruppo Armani e dovrà occuparsi del sociale: gli assetti di governance del Gruppo dovranno rimanere in equilibrio nel tempo, coerenti con i principi alla base delle attività di Giorgio Armani, stilista e imprenditore.

EMOTIONS OF THE ATHLETIC BODY

A settembre, all’Armani/Silos Re Giorgio presenta Emotions of the Athletic Body, mostra fotografica dedicata alla celebrazione di sportivi e atleti, curata personalmente da Armani, il quale ha la possibilità di attingere dai vasti archivi fotografici che lui stesso ha commissionato nel corso degli anni: le foto, di grandi dimensioni, sono tutte in bianco e nero e si stagliano potenti in contrasto con il colore arancione del pavimento, che riproduce le piste di atletica.

I RICAVI

Il 2016 chiude con ricavi in calo del 5% rispetto all’anno precedente. Data questa situazione, la griffe decide di unire la linea Armani Jeans e la linea Armani Collezioni allo storico marchio Emporio Armani, semplificando la propria proposta.  

GLI ULTIMI ANNI

Giorgio Armani presenta a Parigi, per la prima volta, la collezione donna primavera/estate 2017 Emporio Armani durante la settimana della moda. Viene annunciata una partnership biennale tra EA7 Emporio Armani e RCS Sport: la linea sportswear sarà sponsor della 17° maratona annuale di Milano, la Milano Marathon. Il club esclusivo, Armani/Privé, viene riaperto con un look completamente rinnovato.

Armani Campagna pubblicitaria primavera/estate 2017
Campagna pubblicitaria primavera/estate 2017

Nel 2017 il Gruppo Giorgio Armani annuncia una seconda riorganizzazione del portafoglio brand: a partire dalla stagione primavera/Estate 2018, i brand saranno Giorgio Armani, Emporio Armani e A/X Armani Exchange. Il fatturato è di 2.335 miliardi di euro, in calo del -7% rispetto al 2016 con Ebitda scesi del 5,4% a 325,4 milioni, l’utile netto scende dell’11%, a 242 milioni. Il patrimonio netto supera i 2 miliardi.

Inoltre, Emporio Armani sbarca per la prima volta alla London Fashion Week con la collezione primavera/estate 2018 read-to-wear. Il rinnovato negozio di Bond Street, poi, riapre al pubblico.

Nel 2018, dopo 10 anni dall’apertura dello spazio espositivo in via Montenapoleone, la griffe lascia il magnifico store per tornare nella storica sede in via Sant’Andrea 9.

2019

A marzo, il Gruppo Armani annuncia che Livio Proli non ricoprirà più la carica di direttore generale del Gruppo Armani, mantenendo però il ruolo nel CDA e la carica di Presidente della squadra di basket Olimpia Milano.

Per la sfilata autunno/inverno 2019/2020, Armani sperimenta il co-ed: le collezioni uomo e donna sfilano insieme sulla stessa passerella di Milano Moda, saltando così l’appuntamento per l’uomo di gennaio.

Il nuovo volto che Armani sceglie per la stagione autunno/inverno 2019/2020 è quello della top model Kate Moss, immortalata dai fotografi Mert Alas & Marcus Piggot.

IL CONTRATTO CON LA FIGC

Nel 2019 si rafforza il legame di Armani con lo sport: lo stilista infatti firma un contratto quadriennale con la Federazione Italiana Gioco Calcio per cui realizzerà il guardaroba formale della nazionale italiana maschile, femminile e Under 21. L’outfit è firmato Emporio Armani e si compone di abito, camicia e soprabito.

D’Amato

Nato a Roma da papà napoletano e mamma franco-italiana, studia architettura a Roma e design industriale, per un anno, a Torino lavorando anche per il centro stile della Fiat. A 20 anni si trasferisce a Parigi, dove frequenta dei corsi di stilismo presso l’Ecole de la Chambre Syndicale de la Couture. Comincia a lavorare per Emmanuel Ungaro e in seguito collabora con Guy Laroche, Lolita Lempicka ed Emilio Pucci. Rientrato in Italia, a Milano lavora prima per Dolce & Gabbana e poi per Armani. Grazie all’aiuto del suo attuale socio in affari, l’interior designer Gianfranco Fenizia, nel 2004 presenta la sua prima collezione. Nel 2005 arriva la vittoria al concorso indetto da Vogue e dalla Camera della Moda "Who’s On Next?": questo determina un notevolissimo aumento di lavoro e visibilità del marchio, ma anche imposto una maggior qualità del servizio. I tessuti sono il punto di partenza di ogni collezione: lo stilista ama le stoffe corpose, adatte a costruzioni e decostruzioni che trasformano il capospalla in abito e modellano le forme attraverso arricciature, zip, tagli al vivo, nodi e altri virtuosismi di struttura.