Castaldi, Alfa

Castaldi Alfa (1926-1997). Fotografo italiano. Comincia nel 1948, dedicandosi ai reportage. Insieme a Ugo Mulas è tra i giovani che scelgono la fotografia.

Alfa Castaldi(1926-1995). Fotografo italiano. Si iscrive all’universà senza mai finirla, passando, in un percorso accidentato ma affascinante, per le facoltà di Architettura, di Lettere e di Filosofia. Pur essendo allievo di Pietro Longhi, sapeva ironizzare sulla sua solida preparazione: “La cultura serve a fare bella figura nei salotti”. Comincia nel 1948, dedicandosi ai reportage. Insieme a Ugo Mulas, suo compagno ai tavoli del bar Giamaica a Milano, punto d’incontro dei protagonisti di una fra le stagioni milanesi più creativamente e intellettualmente vitali, è tra quei giovani che scelgono la fotografia come forma di giornalismo più adatta a raccontare l’Italia della ricostruzione. All’inizio degli anni ’60, passa alla fotografia di moda, attirato dall’ampia libertà che questa forma espressiva lascia al fotografo. Collabora con Arianna,Grazia, con Vogue Italia e molte altre riviste italiane e straniere, passando con disinvoltura dal ritratto allo still-life, fino al back-stage delle sfilate.

Lavora per Lagerfeld, Valentino, Krizia. Il suo è uno stile profondamente innovativo. Caratterizzato da un accentuato rigore formale e da evidenti richiami alla più raffinata cultura del tempo di cui è contemporaneamente interprete. Le modelle sono, sotto le sue luci attente, “materia plasmabile” e si devono adattare alle situazioni meno consuete: le pose ironiche, gli allestimenti complessi, gli sfondi bianchi, la sottolineatura degli abiti come degli accessori per creare le giuste atmosfere, caratterizzano l’immagine di Alfa Castaldi degli anni ’70. Si è anche dedicato all’attività didattica. Ha operato al Superstudio di Milano in un progetto di scuola per fotografi, stilisti e operatori nel campo dell’immagine della moda.

Castaldi Alfa è morto a Milano il 17 Dicembre 1995, due giorni prima del suo compleanno.

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Brigidini, Cristina

Brigidini Cristina (1935). È stata direttore de L’Uomo Vogue dal ’79 al ’92. Inizia il mestiere nel ’62 come redattrice di moda al settimanale Marie Claire.

Brigidini Cristina (1935). È stata direttore de L’Uomo Vogue dal 1979 al ’92. Inizia il mestiere nel ’62 come redattrice di moda al settimanale Marie Claire (Aldo Palazzi Editore) diretto da Antonia Monti, esigentissima e capace di far rifare una didascalia dieci volte. Nel ’65 viene chiamata da Anna Piaggi e Anna Riva ad Arianna, mensile nuovo e di tendenza della Mondadori. Si occupa, poi, come responsabile, dei Quaderni di Arianna, con il caporedattore Fausto Carulli. Sempre in Mondadori, passa a Linea Italiana, organo ufficiale della Moda Italiana, di cui, via via, diventa vicedirettore.

Nel ’79, Franco Sartori le affida il timone de L’Uomo Vogue. È la prima donna a dirigere uno specializzato maschile. Sotto la sua regia, il mensile raggiunge i vertici del successo, della diffusione internazionale e degli introiti pubblicitari. Nel ’92, dopo quasi 13 anni, Brigidini lascia L’Uomo Vogue, e Marco Rivetti, presidente di Pitti Immagine, le offre una consulenza come supervisor ufficio stampa e special project: incarico che svolge tuttora a fianco di Sibilla della Gherardesca, direttrice delle pubbliche relazioni.

Arianna

Arianna: mensile italiano edito dalla Mondadori dal 1957 al ’73. Fin dal primo numero, uscito in aprile, con Rosanna Armani come ragazza di copertina…

Arianna è il mensile italiano edito dalla Mondadori dal 1957 al ’73. Fin dal primo numero, uscito in aprile, con Rosanna Armani come ragazza di copertina, Arianna cerca di rivolgersi a un pubblico emancipato, a una donna già parzialmente proiettata all’esterno della sfera familiare. La pubblicazione fa parte di una rosa di innovative iniziative editoriali della Mondadori di cui il settimanale Epoca è la punta di diamante. Si cerca un complessivo svecchiamento delle testate per far fronte alla agguerrita concorrenza dei periodici della Rizzoli. Direttore e fondatore del mensile è Lamberto Sechi, che più tardi guiderà Panorama. Gli succede Gianni Baldi.

arianna
Lamberto Sechi

Dopo una fase di discreta affermazione, il periodico comincia a navigare in cattive acque. La crisi è irreversibile e il mensile viene praticamente cancellato, attraverso il radicale restyling che lo manderà in edicola con formato completamente diverso sotto la testata di Cosmopolitan-Arianna, un giornalone che ammicca alle aree moderate del femminismo.