Thomas Pink

Thomas Pink. Catena inglese di camiceria, il cui quartier generale è a Chelsea dal 1984. Prende il nome dal mitico sarto di Mayfair vissuto nel XVIII secolo

Thomas Pink. Catena inglese di camiceria, il cui quartier generale è a Chelsea dal 1984. Prende il nome dal mitico sarto di Mayfair vissuto nel XVIII secolo, che tagliava le migliori giacche per la caccia che il denaro potesse comprare.

Fatte a mano, le camicie sono in genere di taglio classico ma non disdegnano incursioni in colori vivaci e pattern moderni.

Thomas Pink

Dall’85 il marchio ha anche una linea da donna. Tra i clienti, Hugh Grant, Anna Wintour, Christie Brinkley, Stella Tennant. Il Gruppo Lvmh, leader mondiale del lusso, ha annunciato di avere una partecipazione maggioritaria nel marchio. I punti vendita monomarca, oltre quelli “storici” di Londra e New York, si trovano a Bruxelles, Parigi, Boston, San Francisco.

Il successo di Thomas Pink ha portato a una crescita dei flagship store o dei punti vendita, fino a raggiungere Cina, Malaysia, Messico, Singapore, Tailandia, Emirati Arabi.

Thomas Pink
Thomas Pink store

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Smoking

Women’s Wear Daily

Women’s Wear Daily (Wwd) è un quotidiano americano. È stato il primo al mondo interamente dedicato all’industria dell’abbigliamento femminile

Women’s Wear Daily (Wwd) Quotidiano americano. È stato il primo quotidiano al mondo interamente dedicato all’industria dell’abbigliamento femminile e, per questo, è il più seguito e il più temuto anche in Europa. Pubblicato nel 1910 da Fairchild Publications, è divenuto nel tempo la bibbia per stilisti, industriali e dettaglianti non solo d’oltreoceano. Women’s Wear Daily, specchio delle tendenze e del mercato, nel ’60, sotto la direzione di John B. Fairchild, nipote del fondatore, diventa ancora più importante pubblicando i disegni delle creazioni più significative di ogni couturier nello stesso giorno di presentazione della collezione.

La fortuna della sua formula sta anche nella alternata tematicità delle edizioni giornaliere: il tessile, il prêt-à-porter, gli accessori, lo sportswear, l’intimo, la bellezza e così via. Ma è la forza delle sue indiscrezioni a renderlo potente: non solo le cronache mondane, ma le notizie sullo stato di salute economica di stilisti e case di moda, su accordi e novità commerciali di industrie e catene di distribuzione, rilevazioni di marketing e di tendenze. Numerose le pubblicazioni che, nel tempo, hanno affiancato il quotidiano, trasformando la casa editrice in un impero della carta stampata professionale: la più antica è Daily News Record (Dnr) fondata nel 1892 e dedicata all’abbigliamento maschile. La Fairchild Publications, nel ’99, è stata comprata dalla Condé Nast.

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Blow, Isabella

Blow, Isabella. Talent scout, modella, icona di stile e giornalista inglese nata nel 1958 e morta suicida nel 2007. Di famiglia nobile, si era trasferita…

Blow, Isabella. Talent scout, modella, icona di stile e giornalista inglese nata nel 1958 e morta suicida nel 2007. Di famiglia nobile, si era trasferita nel 1979 a New York per studiare arte cinese antica alla Columbia University. Dopo poco tempo però lascia gli studi per andare in Texas, dove inizia a lavorare per Guy Laroche e si sposa una prima volta con Nicholas Taylor; che la introduce nel mondo americano della stampa di moda. Fu assistente prima di Anna Wintour poi di Leon Talley e divenne amica di Andy Warhol e Basquiat.

blow
La Blow con l’amico Warhol

L’amicizia con Treacy

Nel 1986 ritorna a Londra e nel 1989 si sposa con Delmar Blow, un famoso mercante d’arte. In occasione del suo secondo matrimonio Philip Treacy realizzò per lei un sensazionale cappello da sposa e da quel momento il loro legame professionale divenne inscindibile; Isabella indossò in ogni occasione un cappello creato dal geniale Treacy e a chi le chiedeva ragione di certi eccentrici copricapi rispondeva con naturalezza che le servivano prevalentemente per non essere avvicinata e baciata dal “popolo della moda” sempre incline alle smancerie non richieste.

Dopo Treacy, la Blow scoprì e lanciò Alexander McQueen, Sophie Dahl e Stella Tennant, fu fashion director di Tatler e consulente di numerose importanti aziende come Lycra Dupont e Lacoste.

Blow e i problemi di salute

Vessata da numerosi problemi personali, economici e di infertilità, Isabella cadde vittima di una profonda depressione.

Nel 2004 si separò dal marito ma dopo 18 mesi di separazione i due ritornarono insieme ma a Isabella venne diagnosticato un cancro alle ovaie. Da quel momento la Blow tentò svariate volte il suicidio. Una volta con un’overdose di sonniferi, infilandosi con la propria auto sotto un autotreno, ingerendo tranquillanti per cavalli, cercando di annegare in un lago e saltando dall’Hammersmith Flyover fratturandosi entrambe le caviglie. Il 6 maggio 2007, durante un weekend party a Hilles, dichiarò ai suoi amici di volersi recare a far shopping. Invece fu rinvenuta collassata sul pavimento di una delle sale da bagno dalla sorella perché aveva ingerito un potente veleno. Ricoverata in ospedale morì il giorno seguente.

SACAI

Chitose Abe fonda Sacai a Tokyo nel 1999. L’ormai etichetta di alta moda maschile e femminile è nata come una collezione si sole poche maglie vendute proprio a casa della stilista. 

Indice

  1. Chitose Abe
  2. Il debutto
  3. Lo stile
  4. L’uomo
  5. Le borse
  6. Flagship store
  7. Creative Director e Businesswoman

Chitose Abe

Chitose Abe, fondatrice di Sacai, nasce a Gifu (Giappone) nel ’65 e parla il linguaggio dell’alta moda sin dalla giovane età. Grande appassionata delle avanguardie, ricorda come i suoi abiti sconvolgessero la madre:

“Si rifiutava di uscire con me, e talvolta piangeva persino! Ma per me, la moda è una parte importante della mia vita; è un modo di esprimermi

Dizionario della Moda Mame: Sacai. Chitose Abe
Chitose Abe

Dopo essersi laureata a Nagoya, Chitose Abe si trasferisce a Tokyo con le tasche piene solo delle sue speranze. Mossa fortuita: ben presto collabora con Comme des Garçons dove, per otto anni, sarà responsabile della maglieria. In seguito svolge un lungo apprendistato con Junya Watanabe, ex assistente di Rei Kawakubo da tempo insignita dell’onore di firmare una linea tutta sua.

Chitose Abe si forma, quindi, con i massimi esponenti della moda concettuale. Da Comme des Garçons impara a rendere gli abiti ben più di semplici vesti, senza perdere a quell’istanza di praticità sempre più pressante nel mondo della moda.

Il debutto

Chitose Abe fonda Sacai nel 1999 a Tokyo. Il nome del brand è una variazione del suo nome da ragazza, Sakai. È strano pensare che l’ormai etichetta di alta moda maschile e femminile sia nata come una collezione si sole poche maglie vendute proprio a casa della stilista. Chitose Abe dice che il desiderio di aprire una sua linea è nato dall’essersi stancata delle restrizioni sartoriali della nuova maternità:

“Tutto quello che indossavo erano jeans, pantaloni chino, maglioni con scollo a V, magliette e polo. Ho pensato: è così? È questo quello che voglio indossare?” E così ho iniziato a lavorare a maglia e a disegnare vestiti: una capsule collection di articoli di moda. Prendevo gli ordini con il bambino che gattonava”

La stilista escogita così il concetto di ibridazione, diventato ormai linguaggio comune della moda. Con il supporto di Rei Kawakubo, Sacai fiorisce: se nei primi anni vende “solo” in Europa e negli Stati Uniti, nel 2009 sfila a Parigi. Ad oggi la sede rimane a Tokyo, in Giappone.

Lo stile

Sacai incarna l’idea che le donne possano indossare ciò che vogliono, come vogliono, quando vogliono. Utilizza l’ibridazione attraverso giustapposizioni di trame contrastanti, trasformando gli abiti con forme e silhouette inaspettate. L’interesse di Chitose Abe è quello di creare abiti che siano unici e senza tempo, innovativi e sperimentali. Le creazioni Sacai partono dalla rielaborazione del gusto classico, sino ad arrivare a design adatti ad ogni occasione.

Dizionario della Moda Mame: Sacai. La donna Sacai
La donna Sacai

Il brand sostiene un chiaro messaggio di forza femminile, ma senza l’estetica maschile, che è spesso considerata parte integrante delle donne di successo. Afferma la stilista:

Mi diverto a mischiare denim e vestiti femminili. A Tokyo non c’è un confine definito tra abiti formali e casual. La gente va la mattina a lavoro e la sera a un party con lo stesso outfit. Fondo sempre molti elementi in un unico capo che si possa portare in tutti i momenti della giornata.

Dizionario della Moda Mame: Sacai. Collaborazione con Nike
Collaborazione con Nike

Le collezioni sono sempre pensate per le donne che vivono una vita frenetica. Le sagome tradizionali vengono trasformate e combinate con un’innovazione di gusto avanguardista. Eppure rimangono facili da indossare; trasudano un’elegante praticità. Sacai ha vinto le lodi di Karl Lagerfeld, Suzy Menkes e Anna Wintour. Inoltre, la stilista ha collaborato con Moncler, Dover Street Market e Nike.

L’uomo

Dizionario della Moda Mame: Sacai. L'uomo Sacai
L’uomo Sacai

La collezione uomo Sacai, lanciata nella primavera del 2009, si basa sulla stessa filosofia e approccio della collezione donna. Gli abiti attingono dalla tradizione, sono rivisitazione di capi di base, che ogni uomo possiede nel suo guardaroba. Ma intrisi di eleganza. Attualmente, sfilano a Parigi sia le collezioni Donna che quelle Uomo.

Le borse

Dizionario della Moda Mame: Sacai. That Bag, autunno/inverno 2017
That Bag, autunno/inverno 2017

Chitose Abe presenta la prima collezione di borse Sacai per la Primavera Estate 2017, diciottesimo anniversario del brand. Sono archetipi di borse riconoscibili, tagliati e impiombati utilizzando l’estetica “ibrida” tipica di Sacai. La stilista trasferisce alle borse il suo personale concetto di artigianalità couture e design giocoso, fusione di linee, stili e materiali diversi. Protegée di Rei Kawakubo, Chitose Abe lavora con Katie Hillier, designer di accessori e consultant per molti brand, che l’aiuta a trasformare la sua estetica in borse talvolta inaspettate, di sicuro uniche nell’affollato mercato accessori. Tutti pezzi che, spiega la stilista, “Io stessa indosserei”. Aggiunge:

“Ho deciso di disegnare questa collezione semplicemente perché sono riuscita a immaginare nei dettagli la borsa che volevo creare, in linea con lo stile SacaiProietto l’estetica dell’ibrido nelle borse, ripropongo modelli classici da usare, però, in modo diverso. Credo che quando una donna sceglie una borsa, voglia mostrare la propria identità. Quindi, per conquistarci un posto di successo in questo settore del fashion industry, anche noi dobbiamo assecondare e condividere questo desiderio.

Flagship store

Sacai ha aperto il primo flagship store nel settembre 2011 a Minamiaoyama, Tokyo. Chitose Abe ha scelto di lavorare con l’architetto Sou Fujimoto, noto per la sua integrazione di elementi contrari, con il quale si è strettamente identificata. Il concetto alla base del negozio era quello di creare un ambiente che non solo rispecchiasse la visione di Sacai come marchio, ma che fosse un negozio al dettaglio con un concetto che è in linea con la verosimiglianza della cultura dinamica di Tokyo come città.

Il negozio di Tokyo è stato seguito dai negozi di Hong Kong, Pechino e Seoul. Le collezioni sono attualmente disponibili in oltre 230 negozi in 40 Paesi. Inoltre, il brand viene venduto in circa 30 boutique italiane tra cui 10 Corso Como a Milano.

Dizionario della Moda Mame: Sacai. Paris Fashion Week, autunno/inverno 2018/19
Paris Fashion Week, autunno/inverno 2018/19

Creative Director e Businesswoman

Con una quota del 100% di Sacai, Chitose Abe è una voce fresca all’interno di un settore che spesso ignora la parte economica a favore di una creatività assoluta. “Faccio vestiti con la testa di una businesswoman“, ha detto la stilista nel 2011, “non come un’artista“. La determinazione al successo e l’innata capacità di comprendere ciò che le donne vogliono hanno portato ad un clamoroso successo internazionale.

“Il fatto che io sia designer e presidente sia la ragione più importante per cui Sacai può rimanere libero” Chitose Abe

E questo approccio alla libertà in ogni aspetto della sua azienda regale un’aggiunta deliziosa a un settore spesso saturo di ripetizioni .