Red Wing

Red Wing. Azienda produttrice di calzature da lavoro, fondata nella cittadina omonima del Minnesota da Charles H. Beckman nel 1905.

Red Wing. Azienda di calzature da lavoro, fondata nella cittadina omonima del Minnesota da Charles H. Beckman nel 1905. Il boom di produzione arriva con la prima guerra mondiale, quando l’esercito americano calza il modello Red Wing Nú 16. Durante il secondo conflitto, la casa è impegnata a pieno regime nella produzione di 239 varianti dell’anfibio militare, secondo misure e larghezza della pianta del piede. Altro momento importante è la nascita dell’industria del petrolio, a cavallo tra gli anni ’60 e i ’70, quando la “hard work shoe” si fa conoscere in Messico, Canada, Sud America, Europa e nei paesi produttori del Medio Oriente. La società diffonde migliaia di pezzi al giorno attraverso i quattro brand da essa controllati: Worx e Red Wing Shoes per il lavoro, Irish Setter per la caccia e la pesca, Vasque per il relax.

Red Wing
8138 Red Wing – Briar Oil Slick

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Punk

Punk. Movimento giovanile e moda spontanea. I loro fratelli maggiori urlavano: “Fate l’amore non fate la guerra”. A fine anni ’70 invece : “no future”.

Punk. Movimento giovanile e moda spontanea. I loro fratelli maggiori urlavano: “Fate l’amore non fate la guerra”. Il loro credo alla fine degli anni ’70 invece è “no future”, non c’è futuro. Dall’Inghilterra dove nasce, il movimento punk (dall’aggettivo brutto, sporco), contagia presto i giovani del mondo occidentale. Dagli eskimo, gli zoccoli e le gonne a fiori si passa a un look molto aggressivo fatto di tutto nero, borchie, catene, calze bucate, spille e anfibi. La filosofia di fondo è privilegiare le fibre sintetiche (vinile, skai, plastica) e portare fino all’estremo l’ideologia del brutto, sporco e lacero a tutti i costi.

punk

I grandi interpreti dell’ideologia punk sono gruppi musicali come i Sex Pistols e i Clash. Mentre nella moda il punto di riferimento è il negozio Sex in King’s Road, a Londra, aperto da Vivienne Westwood e Malcom McLaren. Trent’anni dopo gli abiti della Westwood non hanno cambiato stile ma i prezzi sono da alta sartoria. I Sex Pistols si sono riuniti per un nuovo disco suscitando unicamente un effetto “nostalgia” e il punk sembra rimanere vitale soltanto negli Stati Uniti dove, grazie al movimento letterario cyberpunk fondato da William Gibson, tra fantascienza e provocazione, ha saputo riconquistare le nuove generazioni.

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Dr. Martens

L’anfibio Dr. Martens nasce negli anni ’40, in una località di villeggiatura nei pressi di Monaco di Baviera.

L’anfibio Dr. Martens nasce negli anni ’40, in una località di villeggiatura nei pressi di Monaco di Baviera. È un medico tedesco, Klaus Martens, che, convalescente per una frattura al piede, disegna e realizza, insieme a un amico ingegnere, uno stivaletto ortopedico, alto e robusto per sostenere la caviglia.

Nel 1959, vende il brevetto ai proprietari del gruppo calzaturiero inglese R. Griggs Ltd. (fondato nel 1901) che, a Wolloston, inizia la produzione con l’anfibio Dr. Martens AirWair 1460 (il nome è un omaggio alla data di lancio sul mercato inglese: 1-4-’60).

Da allora, il 1460 è diventato il simbolo dei più importanti movimenti giovanili, dai punk ai dark, dalla pop alla beat generation. La produzione è andata diversificandosi in quattro linee: la Urban con i tronchetti, la Classic che comprende gli storici anfibi, la più sportiva Terrain e la Street con modelli di tendenza.

Nel ’94, è stato aperto a Londra il “santuario”, il primo flagship del marchio: in Covent Garden, un grande spazio monomarca di quattro piani dove si trova tutto ciò che è firmato Dr. Martens, dalle calzature all’abbigliamento, fino agli occhiali da sole e agli articoli di cartoleria.

In Italia, il primo store monomarca italiano è stato aperto a Firenze, in via Tornabuoni, ma sono oltre 1.000 i punti autorizzati alla vendita.

Anfibi Dr. Martens
Anfibi Dr. Martens

Army surplus

Army surplus. Chi non ha frequentato i mercatini dell’usato o quelli post bellici modello Livorno non potrà mai sapere quanto sono stati importanti.

Army surplus. Chi non ha frequentato i mercatini dell’usato o quelli post bellici modello Livorno non potrà mai sapere quanto sono stati importanti per i ragazzi di una certa Italia le giacche, i pantaloni e gli anfibi avanzati dal guardaroba militare delle truppe Usa.

Army Surplus
Army Surplus.

Con questi scarti si sono vestite (prima e dopo l’eskimo) intere generazioni di studenti. Un po’ per contestazione e un po’ per voglia di far parte del branco, un po’ per comodità e un po’ per scelta politica. Più che una moda, una dichiarazione d’intenti comunque limitata al casual e allo street style ispirati al Sessantotto.