Rambaldi, Marco

Marco Rambaldi, il talentuoso stilista bolognese classe 1990, disegna una donna libera da preconcetti e costrizioni, figlia di quegli anni ’70 e del più sincero Made in Italy

Indice

  1. Le origini
  2. Il Brand
  3. “Vogliamo anche le rose”
  4. La donna di Marco Rambaldi
  5. Made in Italy

Le origini

Marco Rambaldi è nato a Bologna nel 1990. Dopo il diploma in Grafic Design e gli studi in Product Design, si laurea nel 2013 in Design della Moda all’Università IUAV di Venezia.

marco rambaldi

Marco Rambaldi

Il suo debutto nel calendario della moda di Milano avviene nel febbraio del 2014 e, in quella occasione, vince il concorso Next Generation patrocinato da Camera Nazionale della Moda italiana.

Nel 2017 è tra i finalisti di Who Is On Next?, progetto di fashion scouting dedicato ai giovani talenti della moda, ideato e realizzato da Altaroma in collaborazione con Vogue Italia.

Il Brand

“Il mio brand vuole liberare le donne dai preconcetti, pregiudizi e stereotipi. Decise nei loro intenti finali, mutevoli nella voglia di indossare capi diversi ma che esaltano le curve grandi o piccole che siano, le rughe più o meno marcate. Marco Rambaldi

Rambaldi parte da qui con il suo ragionamento stilistico, ma in chiave post-contemporanea. Un’ immagine mutevole, come mutevole è la donna di riferimento, mantenendosi tra nuova freschezza ed ricordo del passato.

“Vogliamo anche le rose”

Le rivoluzioni culturale e sessuali sono il concept del progetto creativo del bolognese Marco Rambaldi, presentato durante l’edizione di AltaRoma di gennaio 2018.

Il tema della liberazione sessuale è stato dibattuto nottetempo ma è tutt’oggi un tabù. Saperlo raccontare attraverso una collezione è ancor più difficile e per farlo, occorre avere abbastanza sensibilità.

marco rambaldi

Perfetto look anni settanta con jeans zampa d’elefante

Fotogrammi ritagliati, copertine sbiadite e frammenti di poster: la collezione di Rambaldi segna l’inequivocabile estetismo anni Settanta, sottolineandolo con stampe e colori vibranti. La “rivoluzione” della linea autunno/inverno 2018-19 disegnata dallo stilista, mette in risalto l’involuzione sociale attraverso capi ludici e leggeri ma dall’aplomb rivoluzionaria.

La donna di Marco Rambaldi

Sulla passerella autunno/inverno 2018-19 sfilano sia donne mature, come l’amica transessuale Valerie, sia giovani modelle: i capi di Rambaldi non conoscono età anagrafica e non hanno un target definito.

marco rambaldi

Valerie indossa un cappotto over

La liberazione sessuale degli anni Settanta, fonte di ispirazione per la stagione autunno/inverno 2018-19, capovolge i taboo di oggi. I diritti delle donne, le lotte femministe e la pornografia sono i temi focali della collezione. Stampati sui tessuti, momenti incastonati nello jacquard, giacche dai tagli maschili, passamanerie all’uncinetto e stampe tie and dye, tutto per esaltare e rendere la donna libera di esprimersi ed essere sempre se stessa.

Mina, Ornella Vanoni, Anna Oxa, sono solo alcune delle dive che rappresentano la donna Rambaldi. Sono proposte sulla maglieria, sono la musica che ha accompagnato la sfilata e sono le muse di femminilità e libertà sessuale della collezione 2018.

Made in Italy

L’ufficio milanese è composto dallo stilista, dal braccio destro Giulia Geromel e da Andrea Batilla, storico giornalista di moda. Ultimamente si è aggiunto fidanzato di Rambaldi, Filippo Giuliani, che cura lo styling. Produzione in Italia, ideazione tra Milano e Bologna: ma sopratutto sono creativi Made in Italy, non solo per il luogo in cui vengono sviluppati i prodotti, ma perchè la creatività, tutta la storia e l’estetica che c’è dietro è italiana. Un Made in Italy sincero.

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Khansa, Jamil

Khansa – si diploma in Fashion Design. Nel ’94 si trasferisce negli Stati Uniti e a Los Angeles perfeziona la sua formazione stilistica.

Jamil Khansa. Nato e cresciuto a Beirut dove si diploma in Fashion Design. Nel ’94 si trasferisce negli Stati Uniti e a Los Angeles perfeziona la sua formazione stilistica. Il suo talento per la haute couture gli spalanca le porte del successo: dall’Africa all’America, dal Medio Oriente all’Europa. La lista delle sue clienti internazionali si arricchisce di anno in anno. Le sue sfilate d’alta moda in tutto il mondo (nel gennaio 2003 presenta una sua collezione ad AltaRoma-AltaModa) ne fanno uno dei più interessanti style-setter internazionali d’avanguardia.

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POLLICE, GAETANO

Gaetano Pollice,cresciuto a Guglionesi, è un giovane stilista che, con le sue borse,si fa portavoce della tradizione molisana e dell’artigianato made in Italy.

Indice

  1. Le origini
  2. Lo stile di Gaetano Pollice
  3. Showcase 2018

Le origini

Lo stilista Gaetano Pollice è cresciuto a Guglionesi, paese dell’entroterra molisano. Ha vissuto e studiato a Milano e a Bologna, arrivando (anche per motivi lavorativi) sino in Cina, Giappone, Russia, Corea, India e Stati Uniti.

Gaetano Pollice Pollice Big Stars Burgundy
Pollice Big Stars Burgundy

Nonostante i numerosi viaggi, Gaetano, molto legato alle tradizioni nostrane, è sempre tornato in Italia. E proprio l’Italia, o per meglio dire il Molise, con la sua cultura e i suoi sapori, è protagonista delle borse dello stilista. Pollice, dunque, si fa portavoce della tradizione molisana attraverso borse che marcano il savoir-faire degli artigiani che hanno accompagnato, attivamente, al successo il marchio nato nel 2015. Su questo team pieno di risorse lo stilista dice:

“Io mi sento il capitano di una barca che va a largo e chi la porta avanti è folle come me. Quella follia necessaria per rischiare e per gioire quando finalmente si avvista la terraferma. Questa barca è chiamata Made in Molise e gli artigiani molisani e la mia famiglia tutta sono saliti a bordo consci di iniziare un viaggio infinito. Un’avventura che ogni giorno mi riconoscono come una salvezza, perché un artigiano oggi se non può sperimentare si annoia. Ma da noi non c’è nemmeno un attimo di tempo per annoiarsi; ci sporchiamo le mani quotidianamente e con le mani realizziamo questi gioielli che dal 2015 ormai fanno sognare.

Lo stile di Gaetano Pollice

Dell’attaccamento di Gaetano alla sua terra ne è prova La Tombolo bag, una pregiata borsa da donna il cui decoro, appunto, è ottenuto con l’antica tecnica di ricamo che risale al ‘500. In Molise, infatti, ci sono ancora donne che realizzano questi preziosi ricami, che intrecciano fili color avorio con l’aiuto dei fuselli. Ad Isernia è stato fondato un piccolo museo che conserva tutte le vecchie tele ricamate a Tombolo.

Gaetano Pollice Tombolo bag clutch
Tombolo bag clutch

Tutti i pezzi delle collezioni sono creati e realizzati in Italia, precisamente a Campobasso, nel laboratorio Made in Molise. E non solo per quanto riguarda la produzione pellettiera: tutti i professionisti (grafici, fotografi, illustratori) sono nati e vivono in Molise, il che rafforza incredibilmente l’immagine del brand. Gaetano afferma convinto:

“Il profumo del Molise deve venir fuori tutto quando apri una mia borsa […] Artigianalità. Creatività. Manualità. Tradizione. Passione. Gioia. Con queste parole voglio sintetizzare il mio brand.”

Showcase 2018

Gaetano Pollice è tra i talenti selezionati da Showcase, nuovo progetto di AltaRoma e Agenzia Ice a favore degli emergenti della moda e del design Made In Italy. Per l’occasione lo stilista presenta “What it is, is Beautiful“, nuovissima collezione di borse Made in Molise.

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“La nuova collezione questa volta parla di mare, di salsedine, del mare molisano che tanto amo e con il quale sono cresciuto. L’acqua è vita e l’acqua dà vita. In questi anni ho fatto mia una citazione, “what it is, is beautiful “,appunto. Qualunque cosa noi facciamo, chiunque noi siamo e qualsiasi cosa desideriamo realizzare, tutto sarà comunque bellissimo.” Gaetano Pollice

Meduse e stelle marine sono le protagoniste della collezione. La palette colori ruota tutt’intorno al burgundy, il colore principe: viola inchiostro, nude, light blu, gold e silver, rosso.

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Agenzia per la Moda

Agenzia per la Moda: società per azioni (Camera di Commercio 75 per cento, Comune di Roma 25 per cento) nata nel maggio 1998 a Roma. Ha sede in pieno centro storico, a piazza Montecitorio. La presidentessa onoraria è Sofia Loren. Chi la gestisce a tutti gli effetti è l’amministratore delegato Mauro Miccio.

Il suo scopo? Rilanciare la couture romana in campo nazionale e internazionale: è nella capitale infatti che è cominciata la storia di alcune tra le più importanti griffe del nostro Paese. E sempre Roma ha visto nascere nel giugno del ’58 la Camera Nazionale della Moda Italiana.

Agenzia per la Moda e Camera di Commercio perciò collaborano alla realizzazione di mostre, eventi e incontri culturali legati al mondo dell’high fashion, nonché due volte l’anno, a luglio e a gennaio, ai calendari delle sfilate.

Nasce AltaRoma, evento di moda pensato dall’Agenzia per divenire punto di riferimento per i giovani stilisti emergenti. Supportata da un pool di sponsor di livello, la manifestazione si svolge all’Auditorium Parco della Musica ed è affiancata da una serie di mostre a tema artistico. Dopo le dimissioni di Andrea Mondello, nuovo presidente di AltaRoma viene nominato Stefano Dominella. Mondello lascia dopo aver avviato la società verso la privatizzazione. La seconda edizione si svolge al Tempio di Adriano e all’Auditorium Parco della Musica.

Nel 2020, il consiglio di amministrazione AltaRoma rinomina Silvia Venturini Fendi alla presidenza. Renato Borghi, invece, è presidente di Federmoda Italia. Presenti nel cda anche Raffaello Napoleone, AD di Pitti ImmagineFabiana Balestra (della casa di moda Renato Balestra) e Antonella Sabrina Florio, presidente di Anima per il sociale nei valori d’impresa.