Twinset

Twinset Milano, dall’intuizione di Simona Barbieri e Tiziano Sgarbi all’acquisizione da parte degli americani di The Carlyle Group.

 

Simona Barbieri, fondatrice di Twinset by Simona Barbieri

Twinset. Casa di moda fondata a Carpi negli anni Novanta da Simona Barbieri (stilista di origini modenesi di umile estrazione che ricopre anche il ruolo di direttore creativo) assieme al marito Tiziano Sgarbi: imprenditore emiliano, nato in una famiglia che gestisce una piccola azienda tessile a Carpi, laboratorio nel quale il giovane trascorre parte del suo tempo, anche dopo la morte della madre. Il marchio di prêt-à-porter, inizialmente chiamato Twin-set Simona Barbieri, si rivolge ad una donna romantica e cosmopolita, attenta alle tendenze e che ama distinguersi con un’immagine fresca e dinamica. Il nome Twin-Set indica la passione dei fondatori per la lavorazione a maglia. Il quid in più è dettato da un mix equilibrato tra artigianalità ed industria. Anche l’estetica è influenzata da differenti stili che mettono radici nel folk (attraverso l’uso di ricami e dettagli come frange e piume), nel romanticismo (con pizzo e tessuti nobili)  e nel glamour (lustrini e paillettes soprattutto per la sera). I trend sono tutti accomunati da una fonte ispiratrice principale: i viaggi.In questa ottica nascono anche le seconde linee Scee e Twee-Set Jeans. 

Nel 2012 The Carlyle Group acquisisce il 72% di Light Force (gruppo che fa a capo Twin-set) e del fondo italiano di private equity DGPACapital. Questa operazione è stata valutata e attuata per consentire al marchio di crescere anche all’estero. Per permettere ciò, i fondatori hanno disposto l’intervento di un partner finanziario in grado di supportare questo nuovo obiettivo.  Al timone della società, che chiude il 2011 con un fatturato di 103 milioni di euro, restano Barbieri e Sgarbi. L’acquisizione continua nel 2015 quando il gruppo statunitense compra il 90% dell’azienda. Nello stesso anno, l’azienda nomina Alessandro Varisco (ex Roberta di Camerino, Gianfranco Ferré e Moschino) nuovo AD del gruppo. Varisco è l’artefice della rinascita di Moschino, dopo la grave crisi che aveva colpito la griffe nel 2008.

ADV 2019

Nel 2016 la griffe italiana lancia la collezione MyTwin Twinset, linea che si indirizza ad un target più giovane che offre un mood casual e sporty-chic. 

Nel 2017 il marchio passa definitivamente nelle mani di The Carlyle Group e diventa semplicemente Twinset mentre la linea principale opta per la denominazione Twinset Milano come strategia per puntare al mercato estero.  In una nota ufficiale, Simona Barbieri comunica di voler svestire i panni di designer e l’intenzione di intraprendere nuovi percorsi lavorativi. Nell’ottica del cambiamento, i nuovi proprietari nominano un nuovo duo di creativi: Lara Davies* e Bill Shapiro**.

Wild style per Twinset Milano

Dopo aver chiuso il 2015 con debiti di 115,2 milioni di euro, Il 2016  si conclude con ricavi in segno positivo del 2,5% a 243,4 milioni di euro e un rosso ridotto da 10,4  a 3,4 milioni. Numeri destinati a crescere nel 2017, quando il fatturato registrato è pari a 245 milioni di euro. 

Nel luglio del 2017, Barbieri e Sgarbi rilevano, dalla famiglia Rusconi, 10 Corso Como. L’operazione è costata 30 milioni di euro. L’edificio si estende su una superficie di tremila metri quadri e comprende: Galleria Sozzani, un piccolo hotel con tre suites, un bookshop e un ristorante. L’intento dei due imprenditori è rimodernare la formula esistente mantenendo, però, una rapporto con Carla Sozzani (fondatrice di 10 Corso Como) per la galleria e il negozio di abbigliamento. 

Nel 2019 Twinset Milano lancia una nuova sfida: Pleasedontbuy signed by Twinset. Pleasedontbuy è un servizio di noleggio riservato agli abiti da cerimonia. Questa opzione consente, a chi non può permetterselo, di poter indossare capi di alta artigianalità. Pleasedontbuy signed by Twinset si rivolge soprattutto alla Generazione Z che rappresenta solo il 5% del fatturato, come specifica l’AD Alessandro Varisco.

Nel 2020 l’imprenditrice italiana torna alla ribalta della moda con l’acquisizione del marchio californiano Sundek. L’operazione è stata resa possibile grazie ad una trattativa serrata tra la Mo.da Gioielli holding (di proprietà di Barbieri e Sgarbi che, attraverso  la controllata Abraham Industries, detiene i brand Liviana ContiSemicoutureCircus Hotel ed Erika Cavallini ) e il Fondo Dgpa Capital, che ha permesso di acquistare il 100% del capitale di Kickoff spa (che produce il beachwear Sundek), con sede a Campi Bisenzio (Firenze). 

 

*La Davies, con oltre 15 anni di esperienza alle spalle, lavora come stilista per Philosophy, Alberta Ferretti e Chloé.

** Shapiro ha lavorato nel menswear di Moschino

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FERRETTI, ALBERTA

Alberta Ferretti è la stilista italiana fondatrice dell’omonima casa di moda e designer di Philosophy (di Alberta Ferretti) fino al 2014.

Indice

  1. Le origini
  2. Aeffe
  3. Patrimonio culturale 
  4. Premi e riconoscimenti
  5. Collezione sposa 
  6. Situazione attuale 

LE ORIGINI

Alberta Ferretti è una stilista italiana, fondatrice dell’omonima linea di abbigliamento. La Ferretti è vicepresidente del consiglio di amministrazione del Gruppo AEFFE, fondato nel 1981 assieme al fratello Massimo.

Alberta Ferretti
Alberta Ferretti

La stilista nasce a Gradara, in terra di Romagna. Da sempre dotata di un grande senso estetico, muove i primi passi lavorando nella grande sartoria della madre. Lì impara a maneggiare i tessuti, a conoscere i cromatismi sofisticati e a familiarizzare con le lavorazioni. Il DNA sartoriale e l’ambizione è tanto forte che, a soli 18 anni, apre la sua prima boutique, a Cattolica. L’esperienza la mette a diretto contatto con le esigenze delle clienti ed affina il suo intuito nell’anticipare i trend della moda e i desideri delle donne.

AEFFE

Nel 1974 produce la sua prima collezione che ottiene un ottimo successo tra gli addetti ai lavori. Incoraggiata dalla risposta del pubblico, sei anni dopo, fonda insieme al fratello Massimo, AEFFE, l’azienda che porta le sue iniziali. Oggi AEFFE è un potente gruppo societario che controlla e produce, oltre alla linea Alberta Ferretti, anche i marchi Moschino, Pollini e Velmar.

Dagli anni Ottanta in poi gli affari si sviluppano in maniera inarrestabile. L’azienda lancia anche la linea Philosophy, sempre disegnata dalla stilista, rivolta ad un target più giovane e posizionata su una fascia di prezzo più bassa. Acquista inoltre le licenze per la produzione di firme di spicco del prêt-à porter quali Jean Paul Gaultier, Authier, Cacharel e Marithé & François Girbaud.

Alberta Ferretti Philosophy di Alberta Ferretti, abito bianco stampato
Philosophy di Alberta Ferretti, abito bianco stampato

Vengono portate a termine acquisizioni di pacchetti azionari di diverse altre società a conferma della forza di AEFFE capace muoversi come una holding sul piano internazionale. Mentre il fratello Massimo si occupa della parte economica e gestionale dell’azienda, Alberta mantiene la direzione creativa, concentrandosi sulle sue creazioni femminili contraddistinte da linee pure, essenziali e decorazioni con ricami preziosi.

Le collezioni vengono apprezzate in tutto il mondo permettendo l’apertura di numerose boutique e corner shop in quattro continenti.

Particolare attenzione viene dedicata, in anni recenti, al mercato dell’Est sul quale l’azienda si sta muovendo, in linea con i trend del mercato.

PATRIMONIO CULTURALE

Alberta Ferretti Campagna pubblicitaria con Linda Evangelista, 1990
Campagna pubblicitaria con Linda Evangelista, 1990

La stilista, nel corso degli anni, si distingue rivelandosi particolarmente  sensibile alla cura del patrimonio artistico e culturale. Nel 1994, con un gruppo di aziende e il patrocinio di Comune e Regione, promuove il titanico restauro del borgo medievale di Montegridolfo, nei pressi del suo luogo di nascita, al confine tra Romagna e Marche.

Dopo circa sei anni di lavoro, il borgo si riappropria della sua identità perduta, apparendo com’era alle origini e ritrovando sostenibilità economica in veste di nuova destinazione turistica. L’impegno dimostrato nella valorizzazione di questo patrimonio architettonico e paesaggistico vale ad Alberta Ferretti, nel 2000, la laurea honoris causa in Conservazione dei Beni Culturali, conferitale dall’Università di Bologna. Lo stesso ateneo, inoltre, nel 2003, le affida una cattedra per il Master in “Produzione e cultura della moda”.

Premi e riconoscimenti

Nel corso della sua carriera Alberta Ferretti riceve numerosi riconoscimenti. Tra essi figurano il premio The Romantics dall’International Fashion Group di New York, il premio La Kore come Stilista dell’Anno nel 2003, il Premio alla Carriera conferitole dal sindaco di Roma Walter Veltroni oltre che il prestigioso titolo onorifico di Cavaliere del Lavoro della Repubblica italiana.

Collezione sposa

Alberta Ferretti Forever, collezione sposa 2015
Forever, collezione sposa 2015

Nel 2010, come estensione organica per l’azienda, veine introdotta una speciale collezione da sposaAlberta Ferretti Forever. Gli abiti sono romantici e leggeri, grazie all’uso di chiffon e delicati ricami, pizzi e balze.

Secondo la relazione annuale di Aeffe S.p.A. per il 2015, il marchio Alberta Ferretti aumenta, in quell’anno, del 17,0% con  vendite nette di 23,94 milioni di euro e ricavi totali della società di 274,04 milioni di euro.

SITUAZIONE ATTUALE

Alberta Ferretti Collezione primavera 2017, Milano Fashion Week
Collezione primavera 2017, Milano Fashion Week

Per tenere il passo con le nuove tendenze del mercato del lusso, la collezione Pre-fall 2017 include Rainbow Week, capsule collection disponibile per la vendita See-Now-Buy-Now. Rainbow Week è la prima collezione capsule di maglieria del marchio. Essa comprende sette maglioni in diversi colori con tanto di giorno della settimana scritto su di essi. I capi sfilano indossati da modelli e modelle: altra nuova tendenza nel mondo della moda, la fluidità di genere.

Il 15 giugno del 2018 la griffe italiana presenta alla stampa le divise disegnate per la compagnia di bandiera italiana, Alitalia. La collezione è composta da tailleur maschile e femminile, proposto nelle tonalità del blu e decorata da foulard e cravatte rosse e verdi. Dopo aver chiuso il 2019 con segno positivo (ricavi per 351,4 milioni di euro, in crescita dell’1,4% a cambi correnti rispetto ai 346,6 milioni del 2018, nel primo semestre del 2020 la griffe registra un calo di -31,4% complice la crisi innescata dalla pandemia da Covid-19.

Oggi AEFFE è un gruppo societario che genera più di 200 milioni di euro di ricavi a esercizio, impiega 1300 dipendenti e produce 2 milioni di capi l’anno, distribuiti in una rete di 190 negozi monomarca e oltre 6500 punti vendita selezionati.

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Elizabeth Arden

Nel 1910 apre sulla Fifth Avenue il suo primo salone: un esclusivo emporio della bellezza che offre alle clienti dell’alta società newyorkese trattamenti e massaggi, per il viso e per il corpo.

Elizabeth Arden. Pseudonimo di Florence Nightingale Graham . Si trasferisce a New York dal Canada dove era nata, inizia a lavorare per una compagnia farmaceutica che presto abbandona attratta dalla cosmesi. Nel 1910 adotta il nome d’arte di Elizabeth Arden e apre sulla Fifth Avenue il suo primo salone. Un esclusivo emporio della bellezza che offre alle clienti dell’alta società newyorkese trattamenti e massaggi, per il viso e per il corpo. Il concetto di “Total Beauty”, perseguito sin dagli esordi, le porterà fortuna.

Elizabeth Arden
Elizabeth Arden

Dotata di grande intuito, nel ’12 sviluppa una serie di polveri colorate precorritrici del blush. Qualche anno dopo, di ritorno da un viaggio in Europa, introduce sul mercato americano il primo make-up per gli occhi e una crema viso dalla texture leggera e non grassa, rivoluzionaria per i tempi: la Venetian Cream Amoretta. Nel ’15, con il lancio di Arden Skin Tonic, inizia a firmare col proprio nome i suoi prodotti: un’intuizione vincente che anticipò l’era del marketing della bellezza, consentendole, insieme ad altre iniziative (v. la creazione della prima S.p.A. americana e le confezioni da portare in viaggio) di costruire un impero. Nell’anno della sua scomparsa, alla Elizabeth Arden facevano capo 17 società e 40 saloni di bellezza sparsi per il mondo. Grazie a continui investimenti nel campo della ricerca e dell’immagine, la casa rappresenta oggi un classico d’avanguardia.

2009. Elizabeth Arden oggi produce e distribuisce in licenza anche fragranze legate al mondo della musica, come quelle firmate Britney Spears e Hilary Duff, o al mondo della moda, di Gant, Alberta Ferretti, Geoffrey Beene e Badgley Mischka.

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Aeffe

Aeffe, Gruppo italiano multibrand fondato nel 1980, possiede i marchi Alberta Ferretti, Moschino, Pollini e Philosophy di Lorenzo Serafini.

Aeffe. Gruppo italiano multibrand che, costituito nel 1980, compete nel lusso. Possiede i marchi Alberta Ferretti, MoschinoPollini e Philosophy di Lorenzo Serafini. La sede è a San Giovanni in Marignano, nei pressi di Cattolica.

È tra i principali protagonisti mondiali nel design, nella produzione e distribuzione di beni di lusso. Il Gruppo produce e distribuisce abbigliamento per uomo e donna, calzature, intimo e mare, articoli di piccola pelletteria, accessori, profumi e occhiali.

Il nucleo originale viene fondato nel ’75 con il nome della stilista Alberta Ferretti. Fin dal principio i ruoli all’interno della società sono chiari. Alberta sovrintende la parte stilistica e creativa; suo fratello, Massimo Ferretti, è il Presidente e cura la gestione manageriale. Nell’81 la stilista sfila per la prima volta a Milano. Due anni dopo, inizia la partnership con Moschino, nome emergente della moda italiana, attraverso un accordo di licenza in esclusiva di produzione e distribuzione.

I primi debutti di Aeffe

Nell’85, debuttano la prima boutique Alberta Ferretti a Milano e la nuova linea Philosophy, destinata a un pubblico più giovane. Risale al 1988 la collaborazione con lo stilista turco, nazionalizzato inglese, Rifat Ozbek. Nel ’94, viene siglato un accordo per la produzione e la distribuzione delle linee di prêt-à-porter di Jean-Paul Gaultier. Aeffe USA Inc., che ha sede a New York sulla 56ma strada, è stata fondata nel 1996 per consolidare la presenza sul mercato americano.

Aeffe
La stilista Alba Ferretti.

L’anno successivo, viene concluso un accordo con lo stilista americano Narciso Rodriguez: Aeffe ha un contratto di licenza in esclusiva per la produzione e la distribuzione delle collezioni di prêt-à-porter con la società Narciso Rodriguez. Tale società, con sede a New York, è partecipata al 50 per cento da Aeffe e da Narciso Rodriguez. Alla fine del ’99 Aeffe acquista il 70 per cento della griffe Moschino. Nasce l’Aeffe Fashion Group. Nel 2000 Ldv Holding, che fa capo al Gruppo San Paolo IMI, entra nel capitale del Gruppo con una partecipazione del 20 per cento. L’allargamento azionario prelude e prepara l’espansione del Gruppo.

Dal 2000 al 2003

Nel 2001, Aeffe rileva il pacchetto di controllo della Pollini per consolidare la sua presenza competitiva nel business della calzature, pelletteria e accessori. Nello stesso anno, acquista il 50 per cento della Velmar, azienda specializzata in intimo e moda mare, per completare l’offerta dei prodotti. Il Gruppo produce l’abbigliamento attraverso una rete di mini-imprese localizzate in Italia. La Pollini produce le calzature e le borse. Per i restanti articoli ci sono accordi di licenza con produttori e distributori terzi. Particolare attenzione è dedicata alla distribuzione.

Accanto agli show room direzionali (Milano, Londra, New York, Parigi e Tokyo) vi sono molteplici show room di agenti e/o importatori legati, in taluni casi, da rapporti esclusivi. Tale struttura permette di distribuire i prodotti in circa 4500 punti vendita multibrand dislocati nel mondo. Inoltre, l’azienda ha 160 negozi diretti, di proprietà o in franchising, 93 monomarca e 67 tra corner e shop in the shop. Nel 2001 il Gruppo ha raggiunto una crescita notevole: i ricavi sono passati a 242 milioni di euro, l’utile netto di 10 milioni. Il giro d’affari è aumentato di oltre il 40 per cento rispetto al 2000, in parte dovuto a crescita interna, in parte all’ingresso di Pollini.

Aeffe dal 2003 in poi

Nel 2003 il Gruppo focalizza gli sforzi sul piano retail. La formula P-Box, la vendita degli accessori di tutti i brand in un solo punto vendita, viene replicata agli altri prodotti. “Un’operazione analoga che riguarda l’abbigliamento partirà da settembre 2003 con la prima apertura italiana. Tutte le linee di abbigliamento dei marchi di Aeffe saranno concentrati nello stesso spazio vendita. Il multibrand di gruppo è perfetto in città di dimensioni medio piccole, aggredire queste piccole città con i monobrand equivarrebbe a massificare in modo estremo i prodotti”, afferma Ferretti.

“Questa tipologia distributiva, permette, inoltre, di rafforzare la notorietà dei marchi, altro asset sul quale l’azienda sta concentrando le proprie risorse. All’inizio del 2003, sono stati avviati alcuni importanti progetti con l’obiettivo di improntare l’esercizio e gli anni a seguire alla crescita”. Tra questi si ricorda un accordo di joint venture per le linee Moschino nel Far East, uno di distribuzione per Pollini con Itochu (per il mercato giapponese) e con Fairton Strategy Limited per Hong Kong, Taiwan e Cina continentale. Per gli USA, il 19 per cento del fatturato complessivo, l’obiettivo è spingere nuove categorie di prodotto, dagli accessori alle scarpe, all’intimo-mare, ma soprattutto la nuova linea Pollini abbigliamento.

Il gruppo Aeffe nel 2008 ha acquisito anche lo storico marchio francese Marithè Francois Girbaud.

Nel 2014 Lorenzo Serafini è diventato il direttore creativo di Philosophy.

Il gruppo, in collaborazione con Triboo, ha internazionalizzato il management dell’e-commerce nel 2018.

Nel 2020 per combattere l’emergenza Covid-19, il gruppo ha donato il 15% di ogni acquisto effettuato online alle aziende sanitarie di Emilia Romagna e Lombardia. A causa del Coronavirus il gruppo Aeffe registra un fatturato consolidato di 118,9 milioni di euro e una perdita netta di 10,9 milioni.

Atkinson, Nigel

Disegnare tessuti è sempre stata la grande passione di Atkinson. Formatosi a scuole di prestigio come il Portsmouth College of Art e la Winchester School of Art, nell’87 ha aperto un laboratorio specializzato nella produzione e nella stampa artigianale di stoffe a Smithfield Market, Londra.

Tessuti speciali, ricchi e innovativi che conquistano posizioni di rilievo nelle collezioni di stilisti, designer, architetti d’interni oltre che di costumisti e scenografi teatrali e cinematografici. Nel ’91 Atkinson si sposta a Camden Square, intensifica i suoi sforzi e approda, nel ’94, alla creazione della sua griffe, la Nigel Atkinson accessories. Nel ’96, partecipa alla prima Biennale di Firenze come invitato alla rassegna Visitors, curata da Luigi Settembrini e Franca Sozzani: espone all’Opificio delle Pietre Dure. Collabora con Romeo Gigli e Alberta Ferretti. Ha disegnato costumi per il cinema, il teatro, e tessuti per architetture di interni.

Roversi

Roversi Paolo (1947). Fotografo italiano. Dopo l’iniziale interesse per il reportage, apre uno studio nella sua Ravenna dove si dedica allo still-life

Roversi Paolo (1947). Fotografo italiano. Dopo l’iniziale interesse per il reportage, apre uno studio nella sua Ravenna dove si dedica allo still-life e al ritratto. Si trasferisce nel 1973 a Parigi dove incontra, con Guy Bourdin, il mondo della moda. Autore raffinato, è capace di far emergere nello stile delle sue immagini sia i richiami espliciti alla cultura della beat generation sia le atmosfere oniriche del mistero e dei ricordi d’infanzia. Per fare ciò utilizza luci molto particolari che ben si adattano alla corposità della pellicola grande formato 20×25 polaroid che è il primo a utilizzare nel campo della moda.

Roversi
Paolo Roversi

Lavora per Harper’s Bazaar, Vogue, Uomo Vogue, Arena, i-D, Interview, Marie Claire, W, Elle e realizza campagne per Christian Dior, Cerruti, Valentino, Yves Saint-Laurent, Alberta Ferretti, Givenchy, Kenzo. Fra i suoi libri, che accompagnano le rare ma preziose mostre, Nudi (1999) raccoglie una serie di corpi femminili dotati di un erotismo misterioso che si ritrova anche nel libro edito l’anno seguente da Carla Sozzani. L’introduzione a Libretto (Editions Stromboli, 2000), un piccolo volume che raccoglie immagini a colori di un fascino misterioso, ben rende lo spirito che anima Roversi: “Questo piccolo libro è nato per caso, senza una ragione. Lo si deve prendere così, come si raccoglie un sasso, come si ascolta una canzone o un uccello fischiettare in fondo al giardino”.

Roversi
Scatti di Paolo Roversi

Roversi ha fatto anche fotografie al di fuori del mondo della moda. Come per esempio per Bisazza, azienda conosciuta a livello internazionale per la produzione di mosaico vetroso. Tra il 2013 e il 2014 produsse cinque scatti, facenti parte della campagna pubblicitaria dell’azienda, caratterizzati dalla fusione fra la modella e il decoro in mosaico posto sul fondo.

Roversi ha esposto più volte a partire dal 1984 i suoi scatti nelle mostre. L’ultima nel 2017 alla galleria Carla Sozzani

Nel 2020 Paolo Roversi firma The Cal, il celebre calendario Pirelli. È il primo fotografo italiano ad avere l’onore di firmare i 12 scatti più hot e glamour dell’anno. Il fotografo si ispira alla storia romantica di Romeo e Giulietta. Dinanzi l’obiettivo di Roversi, per il progetto “Looking for Juliet”, la figlia Stella, la cantante cinese Chriss LeeClaire FoyIndya MooreMia GothEmma WatsonKristen StewartYara Shahidi e Rosaria, celebre cantante spagnola.

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Serafini, Lorenzo

Biografia di Lorenzo Serafini, lo stilista emiliano che racconta le donne con piglio romantico e sensuale con la sua Philosophy by Lorenzo Serafini.

Philosophy by Lorenzo Serafini. Collezione primavera/estate 2020

Serafini Lorenzo. Classe 1973, Serafini è figlio degli anni Ottanta, delle videocassette e dei ritagli di giornali. Nel 1996 vince un concorso di moda a Riccione partecipandovi  con la sua università, la  Naba-Nuova Accademia di Belle Arti di Milano (dove si laurea in Fashion Design). Durante il concorso conosce Giorgia Rapezzi di Linde le Palais che lo porta a fare uno stage in Blumarine. Successivamente approda alla direzione creativa del womenswear di Roberto Cavalli nel quale vi resta per ben 10 anni.  Nel suo curriculum, inoltre, l’incarico di Responsabile Creativo di D&G, e successivamente delle collezioni donna di Dolce & Gabbana.

Il debutto in Philosophy di Lorenzo Serafini

La prima collezione di Philosophy disegnata da Lorenzo Serafini ha debuttato nel Febbraio 2015 durante Milano Moda Donna. “Philosophy è un termine positivo che racchiude molti significati profondi e stimolanti. Sono felice di avere l’opportunità di farlo diventare, attraverso la mia estetica, una nuova storia di moda”, dichiara  Serafini subito dopo la sua nomina. Lo stile di Lorenzo è inconfondibile: il romanticismo, di base nelle collezioni Philosophy, si mixa a mood glamour e dettagli wild; pizzo, denim e ricami richiamano l’essenza garbata della griffe. Attenzione anche nella libertà di movimento, prerogativa per il designer.

Dua Lipa indossa una creazione primavera/estate 2020 Philosophy by Lorenzo Serafini

 

Un marchio che accontenta tutte le donne dall’animo romantico e femminile, con una clientela fortemente internazionale. Sotto la sua direzione e raddoppia il fatturato, come dichiarato da Massimo Ferretti, presidente di Aeffe SpA, nel febbraio del 2020. Da azienda che propone esclusivamente abiti (con focus sui cocktail dress), Lorenzo Serafini incrementa le collezioni creando “il look Philosophy”: leggeri abiti in chiffon con profonde scollature, t-shirt con la P ricamata, capispalla strutturati e un importante lavoro sul denim, da sempre la sua vera passione. Il 18 ottobre 2018 gli è stato conferito il “Premio Actitud Creativa” durante il Premios Harper’s Bazaar Actitud 43 tenutosi al Gunilla Club di Madrid. Il premio riconosce a Lorenzo Serafini il merito di aver dato una inedita visione estetica al marchio, chiara e precisa, capace di reinterpretare i concetti di femminilità, romanticismo e leggerezza in chiave moderna ed ispirare le donne di oggi.

Nel 2019 in Italia vengono inaugurati i primi monomarca a Roma, via Belsiana 70, e all’interno del multibrand ClanUpstairs a Milano. Nello stesso anno, lo stilista,  per il noto marchio a capo di AEFFE di Massimo e Alberta Ferretti, lancia sul mercato il kidswear prodotto da Gimel che rispecchia l’estetica della prima linea definita “felice, divertente e romantica”. Nel 2020 collabora con Liberty Fabrics per una capsule creata con gli iconici tessuti a fiori inglesi.

Tra le sue fan, l’elegantissima Amal Clooney, le cantanti Dua Lipa, Alicia Keys, Emma Marrone, poi la duchessa Kate Middleton e Chiara Ferragni, amica storica di Serafini, per la quale ha creato abiti speciali per i red carpet del festival di Cannes (2019), Venezia (2016 e 2017) e per il Vanity Fair Oscar Party del 2020.

 

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Pinko

Pinko. Linea di prêt-à-porter femminile della Cris Conf Spa, creata alla fine degli anni Ottanta da Pietro Negra e Cristina Rubini è un brand giovane, fashion che veste una donna molto femminile e sensuale. Il marchio ha raggiunto un posizionamento alquanto singolare, quanto inconsueto, un posizionamento coraggioso conseguito grazie a tre elementi su cui l’azienda si è concentrata negli ultimi cinque anni: prodotto, comunicazione e posizionamento strategico all’interno dei migliori negozi multimarca in Italia e all’estero. La crescita del fatturato è costante e nel 2008 ha superato i 148 milioni di euro. A livello di comunicazione Pinko si è distinta in passato per importanti collaborazioni con Naomi Campbell, Eva Herzigova, Elle McPherson, Mariah Carey, Steven Klein che proseguono ora con Terry Richardson ed Erin Wasson. Pinko ha deciso inoltre di creare una solida struttura di ufficio stampa, in sinergia totale con la sede di Fidenza. Il tutto supportato da notevoli investimenti pubblicitari sui più importanti quotidiani e testate di moda in Italia e all’estero.

Nel 2009 l’azienda italiana, in licenza con Zeis Excelsa, la ncia la sua prima collezione di calzature per donna e bimba. La collezione autunno/inverno 2009-10 comprende sneakers di tendenza e calzature per la città.

Anche per Pinko giunge il momento di stringere collaborazioni con designer esterni come nel caso della capsule collection, lanciata nel 2010, firmata dal giovane stilista Mark Fast, laureatosi al celebre Central Saint Martin College di Londra. La mossa consente al marchio di crescere anche all’estero e di conferma il trend positivo degli ultimi due anni, che si attesta a 148 milioni di euro di fatturato. Così, nel 2010, Pinko è pronta a lanciare il primo orologio della griffe, prodotto grazie ad una licenza firmata con Altanus Geneve, casa di orologeria con sede a Ginevra. Il segnatempo, chiamato Pianoforte, è in realtà un vecchio prototipo degli anni Ottanta.

Pinko ADV SS17

Una nuova partnership porta la griffe sulle passerelle parigine. Si tratta della partnership con la stilista Alessandra Facchinetti, ex Miu Miu, Moncler e Valentino. Uniqueness, questo è il nome del marchio, non ha però un prosieguo. La Facchinetti lascia la guida nel 2013.

Come spesso accade nel settore moda, il valzer di nomine è incessante. Non è immune l’azienda emiliana che, nel 2013 registra la nomina di Roberta Carrubi come amministratore delegato del gruppo Cris Conf

Il successo di Pinko è in forte crescita, a dimostralo è il fatturato che, trimestre dopo trimestre annota segno positivo. Il Gruppo Cris Conf, cui fa capo il brand, chiude il 2014 con un fatturato netto consolidato di 172 milioni di euro in crescita del 7% rispetto al 2013. L’ebitda si è attestato a  27,4 milioni. Questo permette alla griffe di entrare in Elite, il programma di Borsa Italiana che sostiene piccole e medie imprese potenzialmente interessate alla quotazione. Il periodo florido della griffe è confermato dal fatturato del 2016, chiuso con ricavi in crescita del 12% a 195 milioni di euro. Trend confermato nel 2018 chiuso  a 210 milioni di ricavi, con una crescita single digit e un  ebitda di 40 milioni  (65% del business proviene dall’estero).

Come spesso accade nel settore moda, il valzer di nomine è incessante. Non è immune l’azienda emiliana che, nel 2013 registra la nomina di Roberta Carrubi come amministratore delegato del gruppo Cris Conf.

Nel 2019 Manifatture Daddato (in portfolio marchi del calibro di portafoglio brand in licenza composto da Msgm Kids, Neil Barrett Kids, Gcds Mini, Diadora e Alberta Ferretti Junior) acquisisce la licenza Pinko Up, la collezione dedicata alle più giovani. Nello stesso anno, il gruppo Cris Conf annuncia la nomina di Federico Bonelli nel ruolo di general manager di Pinko affiancando, così, Pietro Negra.

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