Maskrey

Maskrey. Marchio di gioielleria per il corpo. Dopo l’ esperienza da make up artist, inventa un gioiello per la pelle dall’aspetto del tatuaggio

Marchio di gioielleria per il corpo, Maskrey, dopo anni di esperienza come make up artist nel mondo della moda, inventa un tipo di gioiello per la pelle dall’aspetto del tatuaggio. Prezioso, elegante e soprattutto non permanente, ha molto successo fra cantanti, ballerini e personaggi da palcoscenico. Prende accordi con Estée Lauder e Givenchy per la produzione e distribuzione del prodotto. Accessori di vario tipo, dalla borsa alla cintura, oltre a qualche capo di abbigliamento si aggiungono, ogni stagione, alle sue collezioni. Tra i suoi clienti Browns Focus, Harrods e Barney’s N.Y.

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Muffola

muffola – È un tipo di guanto intero senza dita a eccezione del pollice. Molto usato per i più piccoli e per lo sci per la sua capacità di scaldare la mano

Muffola. È un tipo di guanto intero senza dita a eccezione del pollice. Molto usato per i più piccoli meglio del classico guanto a cinque dita.

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Mirò

Mirò. Azienda di abbigliamento donna e di accessori. La fondano nel 1983 Emi Vincenzini, che fu modella preferita e collaboratrice di Walter Albini

Azienda di abbigliamento donna e di accessori. La fondano nel 1983 Emi Vincenzini, che fu modella preferita e collaboratrice di Walter Albini, e Alessandra Tilche. La produzione di accessori è di circa 15 mila pezzi all’anno: borse in cuoio morbido, in papiro e in tessuto e soprattutto cappelli che Mirò propone in 60 differenti modelli. Il fatturato ’97 è stato di circa un miliardo, complice la promozione di linee di abbigliamento decostruito.

Elena Mirò
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Museum of the City of New York

Museum of the City of New York, Usa. Ospita una tra le più importanti collezioni di moda d’America. Ha oltre 25 mila abiti e accessori.

Museum of the City of New York, Usa. Ospita una tra le più importanti collezioni di moda d’America. Ha oltre 25 mila abiti e accessori.

I capi, databili dalla metà del ‘700 a oggi, sono rappresentativi della manifattura locale ma anche delle mode importate in questa grande città cosmopolita. Tra gli esemplari di rilievo storico presenti al Museum of the City of New York, troviamo gli abiti del ballo per l’inizio della presidenza di George Washington nel 1789.

Notevoli le collezioni di abiti da sposa dal 1754 al 1997 e quella di modelli della Maison Worth creati a Parigi per le clienti dell’alta società newyorkese. Vengono acquisiti capi di stilisti contemporanei della città. La raccolta si avvale anche di un archivio di foto e giornali di moda.

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Malouf, Colette

Malouf Colette (1963). Designer americana di accessori per capelli in cuoio, plastica, resine, cristallo, diamanti, oro…

Colette (1963). Designer americana di accessori per capelli in cuoio, plastica, resine, cristallo, diamanti, oro. È stata definita dalla stampa statunitense “un genio nell’arte di decorare i capelli”. Dopo avere creato gioielli con materiali di recupero e averli venduti ai compagni d’università, Malouf inizia la sua attività nel 1987 disegnando un cerchietto elastico per capelli che in due settimane sparisce dagli scaffali di Bergdorf Goodman. Dalla metà degli anni ’90, distribuisce i suoi prodotti anche in Europa e in Giappone. Nel ’98 ha vinto il premio del “Fashion Group International come migliore designer di accessori dell’anno. Collabora con i suoi accessori alle sfilate di Michael Kors, rubando spesso la scena al maestro di Long Island. Colette è l’unica designer d’acconciature ammessa al Council of Fashion. La collezione di accessori per la primavera è battezzata French Riviera.

Malouf
Malouf accessori per capelli

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LONGCHAMP

Longchamp, dalla piccola bottega parigina alle passerelle di New York, tra i modelli iconici delle borse del lusso ottimistico.

Indice:

  1. Le origini e la famiglia
  2. Le collaborazioni
  3. Tra heritage e modernità 
  4. La nuova direttrice creativa
  5. Il debutto in passerella

LE ORIGINI E LA FAMIGLIA

L’azienda Longchamp viene fondata nel 1948, a Parigi, dopo la guerra, da Jean Cassegrain. Inizialmente è una piccola bottega di tabacco che produceva accessori in pelle per i suoi affezionati clienti, dalle pipe rivestite ai porta carte. Ogni pezzo racchiude in sé l’essenza della famiglia, se prima era il nonno ora ci sono i nipoti, alla terza generazione, a scrivere un nuovo capitolo, felici di non aver mai aperto le porte alla grande finanza e occuparsi di una produzione di borse e abbigliamento ready to wear, che loro preferiscono definire lusso ottimistico, piuttosto che accessibile.

Dalla produzione di tabacco nel buoulevard Poissonièere alla prima boutique monomarca nel prestigioso quartiere di Rue Saint Honoré. È il 1955, inizia la produzione di portafogli e portamonete da uomo, contraddistinti dal logo del cavallo galoppante con tanto di fantino in sella.  Negli anni ’60 arrivano i primi articoli dedicati ai viaggiatori, quindi bagagli in cuoio, arricchiti dal pratico e utile nylon.

Nei primi anni ’70 viene introdotta la prima borsa da donna, per poi cancellare definitivamente i prodotti per fumatori e aprire il prestigioso monomarca nel 1982.Oltre all’introduzione di un materiale povero all’apparenza come il nylon, sicuramente la mossa vincente è stata quella di passare ad una produzione di pelletteria specializzata, a volte troppo austera, all’aggiunta di componenti glamour con palette di colori quasi infinite, variazioni e combinazioni di modelli, ma soprattutto l’aver reso iconico il design di alcune borse che ne tempo sono entrate nell’immaginario collettivo dello stile bon ton e metropolitano. Accessori adatti a vivere il quotidiano a prezzi decisamente competitivi.

LE COLLABORAZIONI

Il marchio non si posiziona certo nella fascia del lusso esclusivo, ma la lavorazione che impiega nei suoi articoli non è da meno. Pian piano si introduce anche nel jet set internazionale, aprendo diversi flag store. Le campagne pubblicitarie hanno volti noti, le collaborazioni sono diverse, troviamo quelle con Kate Moss, che disegna per il marchio la Gloucester, e la capsule disegnata da Jeremy Scott, designer di Moschino, con stampe pop.

Longchamp
Kate Moss Longchamp 2011

Tante sono le star a fianco del brand, da Valeria Golino a Laura Chiatti, presenti all’inaugurazione della boutique di Roma nel luglio 2014, a Lily Cole, Mick Jagger e la figlia nonché modella Giorgia May per l’apertura del flagship store di Regent Street a Londra, fino ad arrivare ai fotografi che hanno siglato le campagne come Mario Sorrenti, Mert&Marcus e Peter Lindbergh, che per la primavera 2016 ha messo in posa davanti al suo obbiettivo Alexa Chung.

Longchamp by Peter Lindbergh (1)
Longchamp by Peter Lindbergh

TRA HERITAGE E MODERNITÀ

Oltre alla Gloucester che forse non eccelle nel design poiché abbastanza semplice e sobria, foderata all’interno con una stampa zebrata, ci sono delle vere e proprie icone come la Pliage, riconoscibile dalla patta col bottone a pressione, disponibile in cuoio o tessuto tecnico e ben dodici varianti colore. Nel tempo si è guadagnata un posto di tutto rilievo, considerato anche il fatto che ne risultano venduti milioni di modelli. Progettata per la prima volta nel 1993, è pratica e maneggevole in quanto pieghevole, la sua forma a sacco le permette di contenere una quantità di cose che lascerebbe sbalordita anche Mary Poppins ed è pure leggerissima. Oggi tramite l’e-commerce o direttamente in boutique, è possibile richiede un servizio di personalizzazione per scegliere nel dettaglio colore, dimensioni e rivestimenti dalle stampe eccentriche.

Sophie Delafontaine
Sophie Delafontaine

Insieme a lei ci sono le best seller Gatsby, un vero omaggio al glamour letterario americano dallo stile androgino e forma quadrata che le conferiscono un fascino elegante ma casual allo stesso tempo. La Balzane, dove la sua forma a sella equestre fa sì che rappresenti al meglio tutta la filosofia del brand e della storica importanza del mondo della selleria. Poi c’è la Roseau, una delle prime nate, che infatti celebra il ventesimo compleanno: si divide in due linee, la Heritage e la Box. La prima è più sofisticata con dettagli in bambù , la seconda è più moderna, in pelle di vitello verniciata lucida in modo da conferire brillantezza al colore. Infine c’è l’ultima nata, la it-bag che dal 2007 ha subito conquistato il posto tra le più vendute: si tratta della Légende, una overnight bag che prende spunto dalle antiche borse da dottore.

LA NUOVA DIRETTRICE CREATIVA

Altro momento clou è rappresentato dal 2006, anno in cui viene nominata direttore creativo Sophie Delafontaine, nipote di Jean Cassegrain, fondatore del brand, e figlia di suo fratello. Da qui si comincia a puntare anche all’espansione tramite una linea di abbigliamento pronta all’uso, che inserisce tutti i tratti iconici del marchio come i materiali derivanti sempre dalla pelle o da alcuni dettagli come i rivetti regolabili. La filosofia stavolta è basata sull’abito come accessorio della borsa e non viceversa. Tratti che tutt’oggi accompagnano le collezioni, come per esempio la A/W 2015/16, decisamente sportiva con bomber, sneakers e abiti; la linea punta ad esaltare la vita o le spalle, tutto secondo un mood pulito ed essenziale, a volte il look sembra ispirarsi al mondo dei biker. Per la S/S 2016 invece gli abiti si fanno morbidi, leggeri e la palette pastello rende il tutto quasi aulico, fresco e giovanile.

Il mondo Longchamp non poteva escludere le proposte dedicate all’uomo, anche perché le prime creazioni erano proprio dedicate a lui. Oggi il marchio mette a punto una collezione di backpack in pelle di diverse dimensioni con look decisamente sportivi. Ci sono poi le cartelle business, sempre adatte per chi si porta il lavoro a casa. Si può anche optare per le sempreverdi porta documenti dal dettaglio bicolor o dalla lavorazione effetto vintage, per passare infine alle più classiche borse da viaggio con la tracolla.

IL DEBUTTO IN PASSERELLA

Dall’autunno 2015, la casa presenta la propria collezione di moda ai buyer interni, e solo successivamente alla stampa. Nessuna di queste mini-presentazioni è stata inserita nel calendario ufficiale della “Fédération de la Haute Couture et de la Mode”, organo di governo della moda francese.

Longchamp debutta per la prima volta alla New York Fashion Week 2018 con una sfilata all’insegna del simbolismo, a cominciare dalla location. Per il suo 70esimo anniversario, il marchio francese ha scelto il World Trade Center strizzando l’occhio alla Statua della Libertà. Il brand ha mandato in passerella una collezione S/S 2019 inneggiando appunto alla libertà oltre che alla femminilità. Motivo ricorrente le frange, simbolo di energia. Longchamp ha scelto New York anche per un altro debutto, quello del direttore creativo Sophie Delafontaine, con il marchio nel suo Dna, essendo cresciuta a boulevard Poissonnière a Parigi dove, nel 1948, suo nonno fondò l’azienda. In prima fila alla sfilata Kendall Jenner, volto Longchamp per la campagna d’autunno. Nel video dell’anniversario, girato per le splendide strade di Parigi, Kendall fluttua, alla ricerca di qualcosa, tra gli edifici della capitale francese e in alternanza alla sua corsa compaiono ‘frame’ di un cavallo al galoppo.

Longchamp
Kendall Jenner Longchamp

La musa di questa collezione è una affascinante gallerista di successo di Saint Germain Des Prés. E il suo guardaroba, infatti, pullula di stampe multicolor degne di una mostra d’arte da stemperare con pezzi in tinta unita. Il mood è inevitabilmente chic e raggiunge quel perfetto equilibrio tra eccentricità ed eleganza understated. Grazie a soprabiti di suede e pelle, abiti stampati dal fascino geometrico, capi in denim sartoriale e delicati dresses di seta e organza in tinte pastello.

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Kendall Jenner

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Ventaglio

Il ventaglio si diffonde in Europa verso la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500 e raggiunge il periodo di massima popolarità ed eleganza nel corso del ‘700.

Ventaglio. Recita un vecchio adagio: a San Simone (28 ottobre), il ventaglio si ripone. È la consacrazione, attraverso la cultura popolare, di un oggetto utilissimo, soprattutto nei periodi più caldi dell’anno. Di forma varia, solitamente semicircolare, agitato con la mano serve a fare vento e calmare la calura.

Costituito da una serie di sottili stecche di legno di sandalo, avorio o madreperla, fissate da un lato, sulle quali è applicato un lembo di carta, di tessuto o di seta, il ventaglio si diffonde in Europa portato dall’Oriente, verso la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500 e raggiunge il periodo di massima popolarità ed eleganza nel corso del ‘700, quando viene usato indifferentemente da donne e uomini, sia di giorno sia di sera. È raffinato, spesso prezioso, dipinto a mano con scene e figure mitologiche e bibliche oppure, più semplicemente, con animali, fiori e scene rurali. È anche uno strumento di civetterie e di ammiccamenti galanti. Esisteva un linguaggio amoroso del ventaglio.

Durante il XIX secolo, i tessuti stampati prendono il posto delle carte o stoffe dipinte a mano e l’uso mondano si riduce soltanto alla sera: uso che regge anche per lunga parte del ‘900. Proust amava il ventaglio, come, nell’ultimo scorcio del secolo, ha mostrato di amarlo lo stilista Karl Lagerfeld. Negli anni precedenti la seconda guerra mondiale, i palchi della Scala erano ancora fitti di ventagli che, del resto, per restare all’Europa, accompagnano tuttora le torride estati degli spagnoli, donne o uomini che siano. Dall’inizio del decennio ’80, c’è stato, con l’affermarsi dei grandi stilisti giapponesi, un reiterato tentativo di riproporre il ventaglio in chiave minimalista: carta di riso, magari rotondo o triangolare.

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Le Tanneur

Le Tanneur. Marca francese di borse e accessori in pelle. Creata nel 1898, famosa per la qualità del cuoio e la raffinatezza dei dettagli.

Le Tanneur. Marca francese di borse e accessori in pelle. Creata nel 1898, famosa per la qualità del cuoio e la raffinatezza dei dettagli, la acquista nel 1987 la società Andrelux.

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Jamin Puech

Jamin Puech.  Marchio di accessori varato dai designer Benoit Jamin e Isabelle Puech. Nel 91 vincono il primo premio al Festival di Hyères.

Jamin Puech.  Marchio di accessori varato dai designer Benoit Jamin e Isabelle Puech che nel 1991 hanno vinto il primo premio al Festival di Hyères per giovani creatori. La produzione è di oltre 20 mila borse all’anno. All’inizio, utilizzavano tessuti antichi trovati al mercato parigino delle Pulci. Ma anche perle, bottoni scovati nei mercatini e materiali vari provenienti dal Marché Saint Pierre, sorta di gran bazar di stoffe e accessori. Il ventaglio del loro universo creativo si è allargato alle paillettes, alla maglia, ai nastri. Disegnano collezioni di accessori per il grande magazzino statunitense Bergdorf Goodman, per Lagerfeld, Chloé e Adam & Roppe.

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Jorando

Jorando. Nel 1980, due fratelli, dopo un viaggio, decidono di lanciare la loro prima collezione di calzature che poi allargano ad accessori e abiti.

Jorando. Francesca, una trentacinquenne appassionata d’arte e design. Dopo gli studi superiori lavora per Baghera, un negozio romano di tendenza. Il fratello, invece, si perfeziona in business e management a New York.

Nel 1980, dopo un viaggio in Indonesia, decidono di lanciare la loro prima collezione di calzature. Con il passare degli anni allargano la loro produzione ad accessori e abiti.

jorando

L’ispirazione delle loro creazioni nasce dai viaggi effettuati in tutto il mondo. Colori e forme multietniche quindi, con una attenzione alle differenze culturali.

Oggi Jorando è una “firma” nel campo delle calzature, accessori e borse con un’esportazione che interessa 19 paesi del mondo.

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