Mattli, Giuseppe

Giuseppe Mattli (1907-1982). Stilista svizzero. È noto per essere l’autore di molte collezioni di Chanel. Nasce a Locarno.

Giuseppe o Jo Mattli (1907-1982). Stilista svizzero. È noto per essere l’autore di molte collezioni di Chanel. Nasce a Locarno. Dopo un soggiorno a Londra per imparare l’inglese, si trasferisce a Parigi dove lavora per la casa d’alta moda Premet. Nel 1934 torna in Gran Bretagna e apre una propria maison dove realizza abiti sia di alta moda sia di confezione pronta.

Mattli
1960 – Abito vintage by Mattli

Nel ’55, abbandona l’alta moda e prosegue fino ai primi anni ’70 con altre collezioni di moda pronta che s’impongono soprattutto per i suoi fantasiosi abiti da cocktail e da teatro.

Mattli
Abito da sera – Jo Mattli

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Simpson, Adele

Adele Simpson. Stilista newyorkese. È stata una delle prime a disegnare abiti per la donna in carriera. Ha saputo “tirare fuori il cotone dalla cucina”.

Adele Simpson (1903-1995). Stilista newyorkese. È stata una delle prime a disegnare abiti per la donna in carriera. Ha saputo, secondo un’espressione degli anni ’40 “tirare fuori il cotone dalla cucina”, utilizzando questo tessuto per i suoi abiti.

I suoi vestiti sono stati disegnati e costruiti pensando alla portabilità, a una funzionalità che puntava anche ad abiti con qualcosa da togliere in modo da renderli adatti sia al mattino sia alla sera, sia al lavoro sia al cocktail, all’occasione mondana.

Simpson
Adele Simpson – abito da sera, 1948

Dopo aver studiato al Pratt Institute of Design di Brooklyn, ha lavorato da Ben Gershel (1923-26) per poi trasferirsi da Mary Lee Fashions dove firmava una sua linea. Nel 1949, ha fondato la sua società: Adele Simpson Inc.

Simpson
1950 Adele Simpson – Vintage couture

I suoi abiti sono esposti in molti musei, fra cui il Metropolitan Museum di New York. Tra le sue clienti più affezionate, oltre a Margot Fonteyn, che fu una delle prime ad apprezzarla, si possono citare le mogli dei presidenti americani Eisenhower, Johnson, Nixon e Carter.

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Première

Première. Ruolo sartoriale per i capi su misura, per l’alta moda. Traduce lo schizzo del disegnatore nel modello in tela e lo prova sulla mannequin

Ruolo sartoriale per i capi su misura, per l’alta moda. La première è una sorta di traduttrice, perché in effetti traduce lo schizzo del disegnatore nel modello in tela e lo prova sulla mannequin d’atelier (altra figura simbolo, la cosiddetta “fissa”), per stabilire quale tessuto scegliere, per valorizzare meglio la linea. È una figura chiave.

Ogni buona sartoria ne ha almeno cinque, secondo la specializzazione. C’è infatti la première per il tailleur, per l’abito da cocktail, per la princesse e la toilette da sera. C’è quella esperta nel drappeggio o nel plissé. Può essere première anche l’uomo, di solito responsabile dei cappotti, dei capi definiti rigidi. Balenciaga era uno dei pochissimi creatori che poteva fare a meno della première, perché lui stesso era un abilissimo tagliatore, essendo nato sarto.

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Abito da cocktail

Abito da cocktail. Introdotto in Europa attorno agli anni Quaranta, questo abito prende forma nell’America degli anni Venti e Trenta dove il piacere di sorseggiare un cocktail diventa sempre più una moda. Si localizza, inoltre, proprio in quei locali clandestini dove prende avvento il Charleston. Abolita la lunghezza totale a favore di un vestito che consentisse maggiore movimento e libertà.

Un esempio di abito cocktail del 1950

Nella società odierna viene indossato soprattutto nel pomeriggio e per occasioni speciali. Lungo sino al ginocchio, generalmente è arricchito da ricami e cristalli Swarovski. Solitamente presenta una gonna a corolla dalla consistenza rigida. Negli ultimi anni, però, le maggiori griffe hanno rilanciato anche la linea a sacchetto. 

 

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