Tom & Linda Platt

Tom & Linda Platt. Marchio di coppia di stilisti statunitensi che da 25 anni vivono e lavorano insieme. Creano abiti che riflettono uno spirito giovane

Marchio di una coppia di stilisti statunitensi che da 25 anni vivono e lavorano insieme. Creano abiti che riflettono uno spirito giovane e moderno e che sono un inno al colore e alla combinazione di stoffe diverse. L’alta tecnologia è il loro punto forte: tutto è disegnato al computer con tecniche sofisticate. Cercano tessuti, girando il mondo. I loro abiti sono soprattutto alla ribalta dei grandi magazzini americani. In seguito Tom e Linda hanno deciso di dedicare una parte della loro produzione alla realizzazione su misura, a richiesta e secondo le esigenze del cliente.

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Spalline

Spalline (del reggiseno). Striscioline di tessuto più o meno larghe, piatte o talvolta “a spaghetto” che sostengono sottovesti e abiti

(del reggiseno) Striscioline di tessuto più o meno larghe, piatte o talvolta “a spaghetto” che sostengono (o dovrebbero sostenere) sottovesti e abiti-sottoveste, body o – più specificatamente – reggiseno: nel gioco del “dessus-dessous”, del sotto-sopra, del copri-scopri, e svelo, e intravedo, che sembra essersi inserito con prepotenza nell’abbigliamento dell’inizio 2000, trasferendo nella “mode de vie” quella che fino ad alcuni decenni prima era “moda segreta”. Vuoi sotto a camicette o camicie debitamente aperte, vuoi sotto a giubbotti o giacche, caracos e bluse con una spalla scoperta o tuniche trasparenti, la bretellina – anche di fili d’oro, di strass, di paillette se non di seta, di raso o di semplice cotone. Le spalline si affacciano, occhieggia, seducente seduttrice in un conscia o più o meno inconscia voglia di esprimere sensualità con l’abbigliamento.

Scivola sulla spalla, scende sul braccio (dove può restare in una sorta di “moda”, o venire sollevata con gesti irritati e rapidi. Oppure lenti e provocatori), si insinua con prepotenza sottile e intrigante, rivale concreta – col reggiseno, o “soutien gorge”, sempre più in vista, non soltanto come lingerie ma come intrinseco capo d’abbigliamento – del gran ritorno delle spalle nude che escono trionfanti da ampie scollature. Talvolta indispensabile, talaltra utile o perfettamente inutile quando il reggiseno è sostenuto da speciali tagli o “rinforzi”, la bretella o spallina ha raggiunto un traguardo sempre più decorativo e attuale, nell’infinito mutare di moda, e mode.

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Reinaldo, Lourenµo

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Lourenµo Reinaldo. Nato a San Paolo, il designer mischia nelle sue collezioni uno stile rock, romantico e futurista. Egli propone abiti dai tagli astratti, gonne e pantaloni rossi, bianchi, neri e blu. Lo stilista ha tre negozi a San Paolo, ma i suoi pezzi si possono trovare anche a Parigi, Londra, Tokyo e Milano.

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New Romantics

Morton, Digby

Morton Digby. Stilista irlandese. La maison londinese Lachasse lo assume ventiduenne, non appena lasciati gli studi d’arte e di architettura.

Morton Digby (1906-1983). Stilista irlandese, attivo dal 1928 al ’57. La maison londinese Lachasse lo assume ventiduenne, non appena lasciati gli studi d’arte e di architettura. Vi rimane sino al 1933, quando decide di aprire un proprio atelier che, nel dopoguerra, lavora soprattutto per le industrie di abiti fatti. Ha saputo trasformare, ammorbidendole, adattandole al suo stile e usando stoffe inconsuete, le linee della tradizione sartoriale.

Morton

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Imprimé

Lino

Midi

Una via di mezzo nella lunghezza delle gonne e degli abiti. Alla fine degli anni ’60 era un messaggio di restaurazione, di una nuova epoca

Una via di mezzo nella lunghezza delle gonne e degli abiti che, come tale, ha fatto fatica ad affermarsi. Alla fine degli anni ’60 la midi si affacciò con il suo messaggio di restaurazione: lunga quasi il doppio della mini e poco più corta della maxi, si indossava spesso con stivali alti al ginocchio. Ma il tentativo di affermare questa nuova tendenza non ebbe successo. La gonna continuò ad accorciarsi fino alla micro e agli hot-pants. Solo dopo un decennio, con la recessione degli anni ’70 – in Occidente la lunghezza delle gonne fa da barometro economico – le gonne tornarono ad allungarsi e la midi riapparve se pure senza una definizione precisa. Oggi, si chiama semplicemente con un termine francese, longuette, e ogni tanto fa capolino nelle collezioni degli stilisti.

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Gros grain è un tessuto a grossa grana con pronunciate nervature. Di solito l’ordito è in seta, rayon o fibre sintetiche su trama in cotone. È fabbricato anche in nastro per guarnizioni di abiti e cappelli.

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Figurino. Disegno che rappresenta abiti, biancheria o qualsiasi altro indumento. Inoltre illustra fogge particolari e dettagli di un vestito. Lo usano infatti da modello sarte e sarti. In più sono “binario” di scelta per clienti. Sembrare un figurino significava vestire “dernier cri”, con particolare ricercatezza.

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Central Museum si trova a Utrecht, Olanda. La collezione moda contiene circa 7.000 esemplari tra abiti e accessori da uomo, donna e bambino, databili dal XVII secolo a oggi. La sezione di moda contemporanea è dedicata alle opere di stilisti olandesi, ma include anche pezzi rappresentativi della moda internazionale da Comme des Garµons a Martin Margiela. Inoltre vi è una sezione di materiale relativo alla couture: fotografie di moda, disegni, giornali e stampe.

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Il corredo teatrale sino agli anni ’30 del ‘900, il guardaroba considerato indispensabile all’attore di prosa di una compagnia primaria era generalmente costituito da 6 abiti da passeggio per estate, inverno e mezze stagioni; abiti da cerimonia (frac, redingote, tight, smoking); 3, 4 pantaloni da assortire con giacche di tipo sportivo (flanella bianca, flanella grigia, tela bianca e tela kaki); 3 vestaglie da camera (una in cammello, due di seta); 6 sciarpe di lana o seta.

Inoltre almeno 24 cravatte da giorno e 12 da società; scarpe da passeggio (nere, gialle, avana, bicolori, di vernice con ghettine di pelle color topo); o scarpe da sport; scarpe da spiaggia o villeggiatura; stivali da equitazione, da caccia, da palude; galosce; abito (facoltativo) da caccia; cappelli da passeggio per estate e inverno; chapeau melon nero o grigio o noisette per riunioni ippiche; cappelli di paglia (paglietta o magiostrina, panama, di truciolo per gentiluomini di campagna alla toscana); berretto con visiera da yatching; cilindro a 8 riflessi; gibus.

Inoltre, 5,6 cappotti o paltò invernali in cheviot blu, marrone grigio, nero; 2 soprabiti per mezze stagioni; 3 impermeabili, 6 golf sportivi con e senza maniche; 2 parapioggia; 4 canne da passeggio; 12 paia di guanti.

Per la biancheria di scena, il rifornimento variava secondo le possibilità dell’attore e del credito che godeva dal camiciaio. Erano, però, indispensabili 3 paia di gemelli, bottoni da sparato in metalli preziosi o perline, smalti, rosette di brillanti. Indispensabile erano anche un servizio da fumatori, con pipe e bocchini, portafogli da scena in cuoio di Russia, in coccodrillo e raso nero, nastro nero per lutto al cappello o al braccio, fazzoletti di finissima batista, foulard, cache-col di seta bianca e fantasia, pelliccia da sera in astrakan, una in orsetto ma con bavero di lontra o di visone, una pelliccia da caccia con bavero di volpe, un “pipistrello” (cappotto da sera con mantellina e fodera di raso bianco) per commedie di alta mondanità, spolverino, berretto e occhiali da automobile.

Inoltre una buona parte della spesa per questo minimo era pagata a rate, detratte dall’amministrazione sulla decade che, per gli attori, debuttanti, non superava, nei primi decenni del ‘900, le 7,9 lire giornaliere. Il corredo teatrale di attori elegantissimi, come Luigi Cimara e Lucio Ridenti, moltiplicava per cinque questo minimo e vi aggiungeva portasigarette d’oro e orologio di platino per il frac.

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Charlotte Ronson. Newyorkese cresciuta in Inghilterra. La stilista ha iniziato la sua attività trasformando i suoi vecchi abiti e rivendendoli agli amici.  Ben presto i suoi pezzi hanno appassionato il pubblico giovane. Forti i riferimenti art déco nei capi, dalle gonne ai pantaloni ai capi-spalla, tutti sono caratterizzati da colori forti e stampe molto interessanti.

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