Gabriella Bellenghi

Gabriella Bellenghi. Atelier d’alta moda, aperto nel 1933 a Firenze e chiuso nel ’64. Celebre perché modellava direttamente l’abito sul corpo

Atelier d’alta moda, aperto nel 1933 a Firenze e chiuso nel ’64. L’omonima sarta era celebre perché modellava direttamente l’abito sul corpo e usava i materiali più preziosi e ricercati, ispirandosi spesso a costumi antichi per i suoi abiti da sera.

Leggi anche:

L’Alta Moda Dolce&Gabbana diventa un Family Affair

L’Alta Moda a Parigi regala gli ultimi video con Elie Saab e Viktor&Rolf

Tournure

Tournure. Termine francese praticamente intraducibile, detto anche faux cul. Si trattava di un rigonfiamento elastico, da portare sotto la gonna.

Termine francese praticamente intraducibile, detto anche faux cul. Si trattava di un rigonfiamento elastico, da portare sotto la gonna. Molto in voga alla fine dell’800, quando il volume del tessuto era tutto raggruppato all’indietro, a formare una silhouette esageratamente inarcata. Riappare sporadicamente durante tutto il XX secolo, soprattutto per gli abiti da sera. Negli anni ’40 la riprende Balenciaga e, alla fine degli anni ’80, la riscoprono Chanel, Balmain e Lacroix. Per la stagione ’93-94, è stata usata da Yohji Yamamoto e Vivienne Westwood.

Leggi anche:

Coco Chanel a 50 anni dalla sua morte. Inedito ritratto della stilista

Vivienne Westwood in gabbia: “sono julian assange”

Crahay, Jules François

Crahay Jules François. Stilista franco-belga. Conquista un incredibile consenso per l’eleganza dei suoi abiti da sera e per le profonde scollature.

Jules François Crahay(1917-1988) Stilista franco-belga. Conquista un incredibile consenso per l’eleganza dei suoi abiti da sera e per le profonde scollature che propone nella sua prima collezione firmata del 1959. Dopo un tirocinio a Liegi, nella sartoria della madre, si trasferisce a Parigi. Un iniziale tentativo nell’atelier di Jane Regny e, nel ’47, entra da Nina Ricci, diventando in breve primo stilista per il prêt-à-porter. Nel ’63 si trasferisce da Lanvin, dove sostituisce Castillo. Crahay non impone i suoi modelli, anche i più severi, lasciando alle donne che veste la libertà di improvvisare, di ricreare i suoi drappeggi svolazzanti, i tagli in sbieco, i tessuti annodati. Persino il suo minimalismo di lusso degli anni ’70 è dolce e femminile. Lascia la maison nell’84 e si ritira. Disegnerà ancora 3 collezioni di prêt-à-porter per Itokin.

Crahay per Nina Ricci
Crahay per Nina Ricci

Leggi anche: 

Nina Ricci

Lanvin, un fumetto a Parigi 

Simpson, Adele

Adele Simpson. Stilista newyorkese. È stata una delle prime a disegnare abiti per la donna in carriera. Ha saputo “tirare fuori il cotone dalla cucina”.

Adele Simpson (1903-1995). Stilista newyorkese. È stata una delle prime a disegnare abiti per la donna in carriera. Ha saputo, secondo un’espressione degli anni ’40 “tirare fuori il cotone dalla cucina”, utilizzando questo tessuto per i suoi abiti.

I suoi vestiti sono stati disegnati e costruiti pensando alla portabilità, a una funzionalità che puntava anche ad abiti con qualcosa da togliere in modo da renderli adatti sia al mattino sia alla sera, sia al lavoro sia al cocktail, all’occasione mondana.

Simpson
Adele Simpson – abito da sera, 1948

Dopo aver studiato al Pratt Institute of Design di Brooklyn, ha lavorato da Ben Gershel (1923-26) per poi trasferirsi da Mary Lee Fashions dove firmava una sua linea. Nel 1949, ha fondato la sua società: Adele Simpson Inc.

Simpson
1950 Adele Simpson – Vintage couture

I suoi abiti sono esposti in molti musei, fra cui il Metropolitan Museum di New York. Tra le sue clienti più affezionate, oltre a Margot Fonteyn, che fu una delle prime ad apprezzarla, si possono citare le mogli dei presidenti americani Eisenhower, Johnson, Nixon e Carter.

Leggi anche:

Chanel-haute-couture-2021-torna-di-moda-la-seduzione

Dior-haute-couture-2021-matteo-garrone-svela-la-superstizione-della-griffe

Sbieco

Il taglio in sbieco per abiti e gonne ebbe un gran successo negli anni fra le due guerre. Successo che non è mai tramontato.

Il taglio in sbieco per abiti e gonne ebbe un gran successo negli anni fra le due guerre. Successo che non è mai tramontato. Obliquo rispetto alla trama del tessuto, lo sbieco consente una maggiore facilità di modellare il capo che, pur aderendo al corpo, ricade morbido e fluido.

Si dice che il taglio in sbieco fu inventato da Madeleine Vionnet.

sbieco

In realtà esisteva già, ma era utilizzato solo per guarnizioni o piccoli dettagli del collo o dei polsini. Quindi lo si può considerare una creazione di Madame Vionnet, che ne fece un uso totale alla riapertura del suo atelier nel 1918, subito dopo la grande guerra. Ne esplorò e sfruttò tutte le possibilità applicandolo soprattutto agli abiti da sera e ai tailleur. Con la tecnica da lei inventata si impone una nuova silhouette morbida e sinuosa, che sarà imitata per tutti gli anni ’30 e che sopravvive ancor oggi.

sbieco
Abito con taglio sbieco

 

Leggi anche:

Madeleine Vionnet: la virtuosa del taglio

Le sirene di Vionnet: richiamo al mondo sottomarino

Ong, Benny

Benny Ong (1949). Stilista inglese. È noto per i suoi abiti da sera molto femminili, ha lavorato per numerose aziende, mettendosi in proprio nel ’74.

Benny Ong (1949). Stilista inglese di origine asiatica. È noto per i suoi abiti da sera molto femminili. Nato a Singapore, ha studiato alla Saint Martin’s School of Arts di Londra e ha lavorato per numerose aziende, mettendosi in proprio nel ’74.

Leggi anche: 

Saint Martin’s School of Art

 Morto Kenzo, omaggio al grande stilista dell’Est 

Jan & Marcel

Jan & Marcel. I suoi creatori hanno sperimentato un inedito uso del lastex fluido come motivo decorativo e come bordura. Entrambi scomparsi negli anni ’90.

Jan & Marcel. I suoi creatori hanno sperimentato un inedito uso del lastex fluido come motivo decorativo e come bordura. Hanno presentato a Londra nella primavera del 1979 la loro prima collezione di moda, composta soprattutto da abiti da sera in seta plissé da loro dipinta a mano. Sono mancati entrambi agli inizi degli anni ’90.

Leggi anche: 

Plissé

La moda uomo 2021, le proposte di Issey Miyake

Helen Morley

Helen Morley. Marchio dell’omonima stilista inglese che lavora negli Stati Uniti. La femminilità è la sua idea fissa e lo dimostrano i suoi abiti da sposa.

Helen Morley. Marchio dell’omonima stilista inglese che lavora negli Stati Uniti. La femminilità è la sua idea fissa e sicuramente i suoi abiti da sposa ne sono una prova. Busti strettissimi e molto lavorati, gonne dai tessuti leggeri che però evidenziano il corpo. Dopo aver studiato a Oxford e al London College of Fashion, si trasferisce a New York all’inizio degli anni ’90. Lavora presso alcuni stilisti e scopre la passione per gli abiti di nozze. Da qualche stagione, ha introdotto nella sua linea anche modelli da sera, romantici ma anche sexy.

Leggi anche:

London College of Fashion

Pronovias, gli abiti da sposa del 2020

Griffe, Jacques

Jacques Griffe. Il miglior allievo, il delfino, l’erede spirituale di Madeleine Vionnet, regina del fluido sbieco e del drappeggio.

Jacques Griffe. Il miglior allievo, il delfino, l’erede spirituale di Madeleine Vionnet, regina del fluido sbieco e del drappeggio. Era già il suo mito quando cominciò il proprio apprendistato nella maison Mira di Tolosa, specializzata nella riproduzione dei modelli haute couture. Quando, nel ’35, decise di trasferirsi a Parigi, è da Vionnet che trova lavoro. Vi rimane sino alla chiusura nel ’39. La grande sarta gli è vicina, quando nel ’48, Griffe apre la propria maison in rue du Faubourg Saint-Honoré e quando, accettando l’eredità di Molyneux, ne continua l’attività. Il loro è uno straordinario sodalizio d’amicizia e di mestiere, all’insegna della superba maestria nel taglio sbieco, del gusto e dell’inesauribile fantasia nel drappeggio, sperimentati su un piccolo manichino di legno, dono della Vionnet, prima di diventare abiti, mantelli, abiti da sera. Lo stilista, che si ritirò nel 1974, è anche considerato un maestro del cromatismo.

Jacques Griffe
VOGUE-1952 abito Jacques Griffe

Leggi anche: 

Madeleine Vionnet: la voce del dizionario della moda

20 libri di moda da leggere e regalare

Eng, Melinda

Melinda Eng è diventata famosa dopo la comparsa nel film Celebrity di Woody Allen. Nella realtà, si diverte a creare vestiti da sera artistici.

Melinda Eng è diventata famosa dopo la comparsa nel film Celebrity di Woody Allen. Recitava il ruolo di disegnatrice di lingerie. Nella realtà, si diverte a creare vestiti da sera artistici, con pezzi di stoffe che si drappeggiano leggermente sul corpo. Evita pure di mettere bottoni, cuciture a macchina e zip per lasciare più spazio alla cadenza naturale delle stoffe. Nasce a Hong Kong e, ancora bambina, si trasferisce con la famiglia nella Chinatown di New York. Melinda Eng frequenta la Parson’s School of Design. Il suo talento lo rivela lavorando presso la casa inglese di maglieria, Pringle, come responsabile del design di maglieria per uomo e donna. Convinta dell’importanza della semplicità abbinata al comfort, quando aprirà la sua sartoria, disegnerà abiti molto semplici nel taglio e resi leggeri dalle stoffe come chiffon, crêpe, georgette.

Potrebbe interessarti anche

Buon compleanno Woody Allen: 6 film per festeggiare

Maglieria: la voce del dizionario della moda