Stivale

Si può definire semplicemente come una calzatura composta di gambale che raggiunge o supera il ginocchio, mentre lo stivaletto, sua variante classica, fa terminare il gambale fra la caviglia e la metà del polpaccio. Inizialmente è una calzatura prettamente maschile. Nel ‘700 se ne realizzano modelli raffinati in cuoio ricamato o spartani in pelle di bue. Durante la seconda metà dell’800, la moda femminile voleva stivaletti in pelle o raso di seta variamente lavorati, con un tacco importante e lacci come stringhe o una sequenza di bottoni laterali. Poi, per alcuni decenni lo stivale cade nell’oblio per fare la sua apparizione a “tronchetto”, corto e con l’elastico, grazie ai Beatles e al loro successo. Dagli anni ’60 ai ’70 rivive una vera grande stagione: camperos e texani vestono indistintamente i piedi di uomini e donne, mentre trionfa il “moschettiere” in nappa o il “Barbarella” appena sopra il ginocchio, in camoscio o in vernice. Gli anni ’80 lo vedono maculato mentre dal ’90 in poi trionfa lo stile firmato: in pizzo e da sposa (Valentino), rigoroso e severo (Armani), vivace e pop (Versace) fino ad arrivare allo stivale in denim strappato e tagliato proprio come i jeans o a quello da sera, con tanto di gioielli veri o presunti tali.