Solbiati

Industria tessile italiana. Il nome evoca lini raffinatissimi. In verità, solo negli ultimi decenni, l’impresa ha centrato ricerche e produzioni sul lino, divenendo leader mondiale. Fu fondata a Busto Arsizio, nel 1874, da Michele Solbiati per produrre tessuti di cotone, velluti, fustagno. Più tardi, si trasferì a Lonate Pozzolo, sempre in provincia di Varese, mantenendo la formula produttiva anche quando Leopoldo e Carlo, i figli del fondatore, presero il timone. Solo la generazione successiva, negli anni ’30 e ’40, Enrico e Peppino, introdurrà le fibre artificiali, soprattutto la viscosa. La quarta generazione, quella attuale di Andrea e Vittorio, affida al lino il futuro aziendale ed è uno straordinario successo. Sul finire del ‘900, la società mediamente fatturava 80 miliardi annui. Produce circa 5 milioni di metri l’anno, vendendo il 65 per cento del prodotto (oltre al lino, anche cotone, lana, viscosa, viscosa-lino) all’estero. L’azienda svolge un’importante attività di ricerca soprattutto nella lavorazione di fili di lino stratorti e crespati, utilizza tecniche per l’invecchiamento dei tessuti e processi speciali di decolorazione. Nell’84 ha brevettato Sasil di Erbacina, una fibra vegetale derivata dal ramiè. Tra le sue importanti consociate, anche il Lanificio Tessilclub di Prato e il Gruppo brasiliano Brasperola. Vittorio Solbiati, l’attuale presidente, racconta un aneddoto: in uno dei suoi primi viaggi in America, nel ’70, venne soprannominato John Linnen a sottolineare la sua specialità tessile e, insieme, la sua somiglianza con John Lennon. I lini Solbiati sono stati utilizzati da Bruno Munari per allestire una sua sala alla Biennale di Venezia dell’88 e da Luca Ronconi per la messa in scena della Vestale di Spontini alla Scala.