Sokolsky

Melvin (1935). Fotografo americano. Nel 1959, appena ventunenne, entra nello staff di Harper’s Bazaar dove si confronta con le immagini lineari e pulite dei grandi autori della rivista. Inventa uno stile molto legato a visioni surrealiste creando complesse coreografie dove eleganti modelle, imbragate da una serie di tiranti o inserite in gigantesche bolle di plastica trasparente, si librano nell’aria come in una favola. I suoi riferimenti sono a grandi pittori come Van Eych, Heronymus Bosch, Salvador DalÕ, Balthus: in una sua immagine di moda per Harper’s Bazaar compare uno specchio che ritrae il fotografo mentre scatta, proprio come ne Las Maninas di Velazquez. Particolarmente attento alla qualità dell’immagine, diventa famoso per la cura nella scelta delle pellicole — un bianconero finegranulare e la diapositiva Kodachrome 25 dalla grana finissima che permette di ottenere colori molto saturi — che costituiscono il riconoscibile stile anni ’60 a metà strada fra la classicità di Avedon e l’inventiva di Hiro. Pubblica su McCall’s, Esquire, Newsweek, The New York Times Magazine, Ladies Home Journal e lavora per diverse campagne di moda utilizzando soggetti come Twiggy, Julie Christie, Ali Mc Graw, Mia Farrow. Nel 2000 pubblica la monografia Seeing Fashion. Vive a Los Angeles.