Shinoyama

Kishin (1940). Fotografo giapponese. Figlio di un monaco buddista, dopo aver studiato fotografia all’università di Nihon a Tokyo nel periodo 1961-63, pubblica le sue prime immagini su Camera Mainichi. Lavora presso l’agenzia Light House e nel ’66 vince il premio promosso dall’Associazione dei critici giapponesi come miglior giovane autore. Dal ’68 è free lance per riviste di moda e di pubblicità e 2 anni dopo è eletto fotografo giapponese dell’anno. Si specializza nel settore del nudo proponendo un’immagine molto scultorea e quasi astratta, dominata da atmosfere surreali e da una fortissima teatralità ribadita dall’uso di luci artificiali e da obiettivi grandangolari estremi. I primi successi in Europa — con una famosa mostra alla Photokina di Colonia nei primi anni ’70 — gli consentono di far conoscere fuori dai confini nazionali la fotografia giapponese in tutte le sue complesse sfaccettature: così è per la serie sulla casa dei tatuaggi di Yokohama e per quella sui corpi di ballerini nudi, realizzata con una macchina appositamente studiata per riprese multiple, pubblicata nel libro Shinorama nell’85. In Nudo di Tokyo del ’90, infine, si cimenta con il grande formato.