Scherrer

Jean-Louis (1936). Stilista francese. Nasce a Lione. Il suo stile è sobrio. Il suo prêt-à-porter di lusso è caratterizzato dall’utilizzo di velluti ricercati ma anche dai cappotti rifiniti in pelle e camoscio. Si è anche ispirato all’Oriente realizzando, negli anni ’80, cappe e mantelli in stile mongolo o cinese. Sceglie la moda come alternativa professionale alla danza classica che era stato costretto ad abbandonare per un incidente. Lo assume Dior, un anno prima di morire. Collabora anche con il successore Saint-Laurent. Dopo tre anni da Féraud, crea nel 1962 la propria griffe. La sua talent scout è Julia Trissel, compratrice per il magazzino americano Bergdof Goodman. Gode di un rilancio nel ’76, quattro anni dopo vince il Dé d’Or, ha ancora una decina d’anni di successo. Il suo percorso è ad alti e bassi per continui cambi di proprietà della società da lui avviata. Nel ’92, deve cedere al Gruppo giapponese Seibu che affida la linea, prima, a Erik Mortensen, poi a Bernard Perrys. Nel ’97, la maison viene acquistata dalla società francese EK Finance che sceglie lo stilista Stéphane Rolland. Mouffarige e Franµois Barthes fondano la France Luxury Group che acquista la Scherrer insieme ad altri marchi. Stephane Rolland lancia la linea maschile e si concentra sull’alta moda del marchio. Ritu Beri viene scelta dal France Luxury Group per disegnare il prêt-à-porter di Scherrer. Ritu Beri lascia il Gruppo. La casa di moda Scherrer appartiene ora all’Alliance Designers Group di proprietà di Alain Duménil.