Scarpa

Il Novecento è, per la calzatura femminile, un secolo evolutivo. Complici le mode, il repentino cambiamento di stili di vita e di abitudini, l’emancipazione, gli impegni professionali, lo sviluppo di nuove tecnologie, la ricerca di materiali inediti, si sviluppano nuove forme, si ridisegnano i tacchi, si lavora sulle altezze delle suole. Dall’inizio alla prima metà del ‘900, la gamba tende a scoprirsi sempre di più e la calzatura assume una nuova centralità: si estremizzano le décolleté e gli stivaletti abbottonati lasciano il posto alle Charleston. Gli anni ’40 sono caratterizzati dalla moda autarchica, la scarsa disponibilità di pelle orienta verso i succedanei e si impongono zeppe in sughero o in legno. La “Dolce vita” porta con sé oltre alle gonne a ruota anche i tacchi a spillo. Negli anni ’50 si inizia a parlare di veri e propri stilisti della calzatura (Ferragamo, René Caovilla, Mario Valentino) che seguono le attrici e che iniziano a far pubblicità. È del ’51 il bozzetto di Renato Guttuso per il marchio Alexandria. Negli anni ’60 convivono le ballerine che hanno in Audrey Hepburn una testimonial d’eccezione, i modelli ispirati all’hau”te couture di Yves Saint-Laurent, il trend di Pierre Cardin che rende omaggio ai viaggi spaziali, gli infradito capresi. Mary Quant e la sua minigonna portano la scarpa decisamente allo scoperto. Gli anni ’70, con la contestazione, nobilitano gli zoccoli, riscoprono le zeppe, viaggiano con ispirazioni folk ed etniche. Il decennio successivo vede l’incoronazione degli stilisti, l’affermazione del prêt-à-porter e la liberazione da uno stile solo. Sono gli anni della “convivenza” del “tutto e del contrario di tutto” purché altamente creativo. Un corso che sfocia per il decennio ’90 nella moda dei revival: si riscoprono gli anni ’40 e ’70, l’etnico. Siamo alla fine di un secolo e all’inizio di un altro che sarà caratterizzato dai decori. Si impongono il pitone, la calzatura gioiello tempestata di strass e di cristalli, l’inserimento di pizzi e trasparenze, il denim borchiato, i bijoux: la scarpa insomma si veste e indossa un abito, ogni volta diverso, per farsi ammirare.