Savoia

Stivaleria milanese. Inizia la sua attività nel 1925, quando Giuseppe Ballini rileva il laboratorio dai vecchi proprietari, capocalzolai dei reggimenti di cavalleria che si erano susseguiti fin dal 1870 nella sede tradizionale di via Vincenzo Monti, strada nella quale avevano una sede esterna dove eseguivano i lavori per la clientela privata e civile col nome di Calzoleria Savoia. Fu Ballini che modificò il nome in Stivaleria Savoia. Si dedicò prevalentemente alla confezione di stivali sia per uso militare sia per tutte le specialità dell’equitazione e della caccia. Qualche membro della famiglia reale divenne cliente abituale e lo stesso Mussolini si fece confezionare qualche paio di stivali (uno è ancora conservato in una teca di ricordi nella tomba di famiglia a Predappio). Il dopoguerra segnò il passaggio a una clientela prevalentemente civile, perché i militari eliminarono, via via, l’uso degli stivali. Fu perciò intensificata la produzione dei modelli destinati all’equitazione e delle scarpe a mano su misura per uomo. Oggi, la produzione è orientata almeno per l’80 per cento sulle scarpe. Ballini-Savoia è un superstite della lavorazione a mano. Da qui, un costante successo. Attualmente il negozio è gestito dal figlio Arturo, che lo dirige e ci lavora dal 1970. Nell’attiguo laboratorio, alcuni artigiani realizzano ancora scarpe e stivali da cavallo, da polo e per altre discipline sportive su misura: ogni cliente ha un proprio modello in legno su cui viene realizzata la scarpa. Queste forme sono numerate e conservate. Le calzature in vendita sono aumentate perché oltre alla produzione interamente a mano, sono state introdotte le linee del prêt-à-porter da uomo e da donna. Il negozio propone anche modelli Church e Edward Green. Oltre alla selleria con particolare interesse per il polo, vengono trattati alcuni capi di abbigliamento di importanti case inglesi come Burberry, Smedley e Tanner Krolle, oltre ai famosi Husky che furono importati per primo da Ballini nel 1974.