Ruggeri

Cinzia (1943). Designer, attiva anche nella moda. Vive e lavora a Milano. Dopo l’Accademia di Belle Arti a Brera, trascorre due anni come stagista presso Carven a Parigi. Per più di una decina d’anni (metà anni ’70, fine anni ’80) crea e firma due linee proprie di prêt-à-porter Bloom e Cinzia Ruggeri, distribuite internazionalmente e presentate regolarmente durante le giornate delle collezioni milanesi. Ha collaborato creativamente con: il Centro Tutela Lino, Castellini (biancheria), Kim Top line (sportswear), Cotonificio Cantoni, Nino in Germania, Driade e Poltrona Frau (mobili), Glass (specchi) e collabora tuttora con Rapsel (tessuti, specchi, oggetti). Ha insegnato al Politecnico di Palermo nel corso Moda e arredamento e al Polimoda di Firenze per il Fashion Institute of Technology di New York. Ha disegnato costumi per il cinema e il teatro. Fra le sue creazioni, anticipatrici di molti temi e idee che la moda corrente a volte ha poi ripreso a distanza di anni, si ricordano gli abiti cinetici e comportamentali dell’81, l’abito di luce e cristalli liquidi dell’82 (fu esposto alla Triennale di Milano), l’arci-moda (’80-81), i decori nascosti sul fondo della fodera delle tasche o le perle abbandonate nell’orlo del cappotto, l’abito da sposa-ragnatela, i buchi e i tagli negli abiti per una comunicazione corpo/esterno (’79), gli abiti assimmetrici e diagonali (’83-84), quelli tridimensionali, gli abiti-natura come quello con il dorso coperto di edera, l’abito-muretto con portafiori per fiori freschi, il grembiule con praticello vivo e in crescita (’82), l’abito ziggurata, l’abito tovaglia, il gioiello posata, la decorazione-insetto. Ha partecipato a molte mostre collettive (Biennale di Venezia ’81; Triennale di Milano ’83,’85, ’92; FIT, New York; Victoria and Albert Museum, Londra,’87) e ha espresso in numerose personali il suo multilinguaggio di moda, design, antropologia, ecologia, emozioni: sino alla recente Antoillogica, tenuta allo Spazio Krizia nel ’98. Premi: Fil d’Or di Montecarlo nell’83 e ’84, Città di Milano nell’85, L d’Or di Montecarlo nell’86, Vivere sul velluto nel ’94 a Verona.