Rosselli

Kuster Emilia (1903-1958). Giornalista italiana. Nata a Livorno in una famiglia di deciso impegno civile (era cugina di Carlo e Nello Rosselli), già in giovanissima età dedica la sua attenzione al mondo femminile aprendo nella sua città una scuola di ricamo. Sorretta da questa esperienza, con la lucida, “gentile” determinazione che le era propria, nel 1933 convince l’architetto Gio Ponti a pubblicare, come supplemento omaggio a Domus, Bibbia dell’architettura e del design fra le due guerre, la rivista di ricamo e di moda Fili che, sotto la sua direzione, si afferma anche per l’attenzione al mondo artistico milanese di quel tempo (Lucio Fontana, Fausto Melotti). Diviene un’autorità nel settore tanto che nel 1940 la Triennale di Milano la incarica di organizzare, insieme a Fabrizio Clerici, una mostra che rimarrà un punto di riferimento nella storia dell’arte del ricamo. Costretta, negli anni delle persecuzioni razziali, alla clandestinità, ritorna al giornalismo nel 1950 e fonda, con il sostegno economico del marito Roberto Kuster, Novità, una rivista che ispirandosi vagamente a prestigiose pubblicazioni americane, come Vogue e Harper’s Bazaar, si apre con un’eleganza e uno spirito decisamente italiani, oggi diremmo europei, alla moda, all’arredamento, all’arte, all’attualità, ai problemi sociali, alla cucina, al giardinaggio. Era una rivista che, nella sua veste gradevole e ben ritmata, rivelava nell’ambito della stampa femminile del dopoguerra una forza innovativa di cui oggi è difficile rendersi conto. Donna carismatica, e spiritualmente elegante, di molteplici interessi e notevole cultura, Emilia Rosselli Kuster aveva una grande ammirazione per la moda francese degli anni ’50 che fece largamente conoscere in Italia, ma nello stesso tempo contribuì notevolmente al lancio della moda italiana dando un forte appoggio all’amico Bista Giorgini, l’inventore della passerella di Palazzo Pitti a Firenze. Intuì molto presto l’importanza che, nella presentazione della moda, ha l’immagine e valorizzò l’apporto dei fotografi, avviando, per esempio, alla foto di moda il grande Ugo Mulas. Il suo prestigio e la stima che godeva anche negli ambienti editoriali stranieri (durante le collezioni parigine, nei parterre delle Fashion Editors, sedeva tra Hélène Lazareff ed Eugenia Sheppard, tra Bettina Ballard e Franµoise Giroud) furono i presupposti per i successivi sviluppi della rivista, dopo la sua scomparsa nel ’58.