Robilant

(di) Gabriella (1900-1999). Stilista. Aprì, nel 1936-37, un atelier-negozio a Milano in via Santo Spirito e lo chiamò Gabriella Sport. Faceva appunto una moda sportiva o, come si sarebbe detto gergalmente più tardi, casual: pullover, sottane, doposci e i larghi pantaloni da donna che stavano attecchendo in quegli anni. Gabriella de Bosdari era stata moglie di Andrea di Robilant e, con lui, aveva, fra Venezia e Parigi, vissuto intensamente la mondanità, i piaceri, la spensieratezza dell’alta società di quel tempo. Divorziata, era approdata a Milano, con i figli, e s’era messa a lavorare, anticipando, forse per necessità, la stagione delle donne che bastano a se stesse, tirano avanti la famiglia e si “realizzano”. Gabriella Sport ebbe successo, tanto da resistere, come fama, alle tempeste del secondo conflitto mondiale. Quando, nell’immediato dopoguerra a Roma (vi si era trasferita per fuggire dai bombardamenti su Milano), decise, finanziata da alcuni amici, di rilevare la sede romana della sartoria Ventura in piazza di Spagna, tenne quella firma pur dedicandosi all’alta moda. L’aiutava professionalmente madame Anna, che era stata la volitiva, intelligente direttrice della maison Ventura. Fu una breve avventura. Nel ’49, Gabriella si risposò con il principe siciliano Giardinelli. Per qualche anno fece la spola fra Palermo e Roma, tenendo aperta la sartoria. Agli inizi del decennio ’50, si ritirò. Più tardi, divenne presidentessa nazionale delle Soroptimist e scrisse il libro Una gran bella vita (Mondadori). È morta quasi centenaria.