Rive Gauche

C’è voluta la crisi dell’haute couture, che per un secolo aveva trionfato sulla riva destra della Senna, per incitare alcuni dei suoi creatori a varcare il fiume e tentare una nuova avventura sulla riva sinistra. Qui il nuovo centro di gravità della moda si situa fra la piazza di Saint-Germain-des-Prés e quella di Saint Sulpice, dominata da una chiesa omonima che rappresenta il più vieto tradizionalismo ottocentesco (nel gergo parigino sulpicien è sinonimo di cattivo gusto). Eppure è proprio qui che, nel 1966, il celebre Laurent, già installato nell’avenue Georges V, sulla riva destra, decide di creare la succursale Saint Laurent-Rive Gauche. La sua iniziativa farà molti proseliti: anche Féraud, Castelbajac aprono loro boutique a Saint Sulpice, e Rykiel, Givenchy, Kenzo, Rabanne nelle strade adiacenti. Ma l’avvenimento più clamoroso avviene nel ’97 con l’apertura simultanea, sulla piazza di Saint-Germain-des-Prés, di una succursale di Christian Dior e di un negozio Armani. Invano una petizione promossa da intellettuali ha cercato d’impedire l’invasione della moda in quel che fu dagli anni ’40 agli anni ’60 il quartiere generale di Sartre e degli scrittori e artisti più in voga. Battaglia persa. È fitta la presenza di italiani come Versace o Romeo Gigli e di giapponesi come Yamamoto, Kawabuko, Miyake. In pratica, la moda, a Parigi, ha ormai abolito la vecchia frontiera sociale fra rive droite e rive gauche.