Ravasi

Guido (1877-1946). Industriale serico e designer. Dopo un periodo di apprendistato in Austria, Germania, Cecoslovacchia, Svizzera e Francia avvia un’impresa individuale con tessitura localizzata a San Mamette (Como), rivitalizzando l’azienda di famiglia e svecchiandola nello stile dei prodotti. Detiene meno del 50 per cento del capitale sociale della ditta, affiancato dalla banca ambrosiana Bellinzaghi e da un gruppo di industriali milanesi. Si occupa personalmente del disegno dei tessuti. La produzione, che ha luogo in gran parte nella tessitura di Oltrona e nei due opifici di Binago e Como, verte principalmente sulla fabbricazione di tessuti in seta per cravatte, stoffe “artistiche”, fazzoletti e sciarpe. Negli anni ’20, proprio la produzione “d’arte”, commercializzata in una specie di museo-bottega comasco dalla Sar (Società Anonima Ravasi), riscuote unanimi consensi in occasione di esposizioni nazionali e internazionali. Il settore dedicato alle cravatte si avvale di una rete dettagliatissima per la diffusione in tutta Europa, Medio Oriente, Giappone, Africa, America e Australia. Dal 1923 fino agli inizi degli anni ’30, Ravasi partecipa al Consiglio artistico dell’Esposizione Internazionale delle Arti che al tempo si svolgeva a Monza. Nel 1972, dopo la morte del fondatore, diversi passaggi di mano e cambi di ragione sociale, la ditta passa sotto il controllo definitivo della Ratti. Lo stesso anno le Seterie Ravasi giungono al capolinea.