Rauschenberg

Robert (1925-2008). Artista americano. Esponente di primo piano del New Dada e della Pop Art, riprende nel suo lavoro le suggestioni del collage dadaista e, in particolare, il gusto di inserire oggetti reali nell’opera d’arte. È del 1974 una camicia con impressi pezzi di giornale. I suoi studi di fotografia, che risalgono al biennio 1948-1949 al Black Mountains College, non sono del tutto dimenticati perché, se Rauschenberg privilegia la pittura, il suo è uno stile sincretico che si ritrova nella combine painting come nelle tele serigrafiche dove ricompaiono, opportunamente manipolate e sovraimpresse, fotografie tratte dalla quotidianità della cronaca. Rappresenta in questo modo un momento di riflessione critica sull’uso dell’immagine nella nostra società come anche il tentativo di rompere la barriera che divide l’arte dalla vita: in quest’ottica vanno viste opere come Letto del ’55 dove un autentico letto disfatto viene esposto in parete.  Alla fine dell’anno il Guggenheim Museum di New York gli ha dedicato un’importante retrospettiva, esponendo le opere che lo resero celebre negli anni ’60. Christian Marinotti Edizioni pubblica Anagrams (A Pun), un saggio introduttivo firmato da Gillo Dorfles dedicato ai 17 grandi dipinti espressamente realizzati in occasione del ritorno di Rauschenberg in Italia, dopo trent’anni di assenza.