Puma

Industria tedesca di scarpe e abbigliamento sportivo. Ha accompagnato Pelé nelle finali di Coppa del Mondo, Becker sull’erba di Wimbledon e Linford Cristie verso l’oro olimpico. È stato Rudolf Dassler a crearla nel 1948 a Herzogenaurach, in diretta concorrenza con suo fratello Adolf, che stava intanto portando avanti l’azienda di famiglia, fondata nel ’24. Oggi, è una società internazionale con più di 70 fabbriche e sedi collocate in oltre 57 paesi. La filiale in Italia è stata varata nel ’97. Anno da record per la multinazionale tedesca, che chiude a 598,1 milioni di euro con un balzo in avanti del 29 per cento. La Futurenet di Padova ottiene l’accordo per la licenza quinquennale di produzione e distribuzione di una nuova linea di casualwear. La ditta veneta già gestisce il marchio Puma Black Station, per il quale produce le linee Nuala e Platinum. La nuova linea va in distribuzione a primavera in circa 200 negozi europei e statunitensi. Per la primavera-estate 2003 arriva anche la scarpa unisex pensata dallo stilista Neil Barrett. Il modello, “fashion oriented” di pelle nuova cucita con pelle invecchiata e canvas, viene presentato a Milano Moda Uomo e sarà il primo atto di una partnership destinata a protrarsi nel tempo. Apre a Francoforte il primo concept store della storia di Puma. L’anno si conclude con il lancio di Feline, indirizzato alle ragazze dai 15 ai 20 anni: camicie, canottiere, magliette, short e pantaloni sportivi che portano stampato il numero 48, anno di fondazione della casa tedesca. L’anno chiude oltre ogni più rosea aspettativa. Il fatturato consolidato raggiunge i 909,8 milioni di euro, che significano un più 52 per cento e un utile pre-tasse di 124,4 milioni di euro. Tandem a lunga percorrenza tra Puma e Schiesser Lifestyle GmbH, che produce un intimo con il marchio Puma Bodywear Man&Woman, a partire dall’autunno-inverno. I cosmetici e i profumi Puma sono oggi affidati alla Muelhens, l'”eyewear” a Licefa, gli orologi a Iom e le calze a Dobotex. Oscar dell’industria della moda per Puma. Il Forum Award viene consegnato annualmente dalla rivista tedesca TextilWirtschaft alle case che maggiormente si sono distinte nel settore dell’abbigliamento. &Quad;A giugno inizia una fase nuova nella storia dell’azienda con sede centrale ad Herzogenaurach. Monarchy Enterprises, società olandese entrata progressivamente in Puma a partire dal 1996, mette sul mercato tutto il 40 per cento delle azioni in suo possesso, corrispondente a un valore stimato di 580 milioni di euro. La pratese Le Bonitas si aggiudica la produzione dell’underwear e dello swimwear per uomo, donna e bambino, per i mercati italiano, francese e inglese. &Quad;La conclusione del primo semestre 2003 fa registrare l’ennesimo primato, con ricavi di metà anno che schizzano a 644 milioni di euro: per la prima volta nella storia della casa, i ricavi dell’abbigliamento surclassano quelli delle calzature.” Nel 2003 Neil Barrett assume la direzione creativa del marchio, mentre vengono concesse all’italiana Le Bonitas le licenze per l’underwear e lo swimwear. L’anno successivo Puma diventa sponsor del team Ferrari, e lancia una collezione “a tema”, mentre nel 2006 debutta con una collezione di occhiali (in collaborazione con Charmant), nel jeanswear (grazie a una partnership con Evisu) e nel bodywear (in collaborazione con Philippe Starck). Nel 2007 Ppr acquisisce il brand, e Franµois-Henri Pinault ne diventa presidente: vengono intensificate le collaborazioni con diversi designer, tra cui Alexander McQueen, Yves Saint-Laurent e Hussein Chalayan. Quest’ultimo viene arruolato come direttore creativo nel 2008, mentre Puma acquisisce il controllo della griffe fondata dallo stilista turco-cipriota.