Ppr

Il Gruppo Pinault-Printemps-Redoute compete in due aree strategiche d’affari differenti, la distribuzione organizzata e, nel lusso, attraverso la controllata Gucci. È presente in 65 paesi nel mondo. Fondato nel 1963 da Franµois Pinault, (ha cominciato occupandosi di legname), Ppr è diventato, a metà degli anni ’90, uno dei leader europei nella distribuzione organizzata. La sua strategia è fondata sul possesso di alcuni brand leader e dalla molteplicità dei canali commerciali: vendita per corrispondenza, commercio elettronico, grandi magazzini, per rispondere ai differenti bisogni dei clienti. Nel 1988 Pinault Sa, specializzata nel commercio e distribuzione, trasformazione del legno, si è quota al Second Marché della Borsa di Parigi. Due anni dopo entra in scuderia la Cfao, specializzata nella distribuzione di materiale elettrico e nel commercio con l’Africa. Nel ’91 vengono acquisite Conforama e Au Printemps. Successivamente, è il turno di La Redoute. Nel ’94 viene fondato il Gruppo Ppr. Nello stesso anno viene acquisita anche Fnac. Nel ’95, il gruppo si quota alla Borsa di Parigi, nell’indice Cac 40. Nel ’96 compra Scoa, principale distributore farmaceutico in Africa, attraverso la sua filiale Eurapharma. Inoltre, vengono lanciati Orcanta, catena d’intimo femminile, e Fnac Direct. Nel ’97 acquista il controllo, attraverso Redcats, di Ellos, leader della vendita a distanza in Scandinavia. Nel ’98 è il turno di Guilbert, leader europeo della distribuzione di mobili per ufficio e del 49,9 per cento di Brylane, quarta società nella classifica della vendita a distanza negli Stati Uniti. Nel ’99, il Gruppo diversifica nel business del lusso, acquisendo il 42 per cento del Gruppo Gucci che, nello stesso anno, rileva Sergio Rossi e Yves Saint-Laurent. Nel 2000 Conforama penetra nel mercato italiano comprando il 60 per cento di Emmezeta, mentre la casa madre, compra Surcouf, il più grande punto vendita di prodotti micro-informatici in Europa. Prosegue la campagna acquisti di Gucci: entrano in scuderia Boucheron, Bottega Veneta, Balenciaga e, attraverso accordi di collaborazione, Stella McCartney e Alexander McQueen. Nel settembre del 2001 finisce la querelle legale per Gucci con il ritiro di Lvmh. In Ppr la quota del lusso sale al 53,2 per cento. Nel 2002 al 54,4. Il Gruppo, nel 2002, ha focalizzato le proprie strategie nella grande distribuzione organizzata e nel lusso, vendendo le attività non strategiche. Inoltre si è preoccupata della redditività, perseguendo la strada dell’efficienza (riduzione dei costi). Ha conseguito un fatturato di 27,4 miliardi di euro, un utile operativo di 1,82 miliardi di euro e un utile netto di 1,58 miliardi. Negli anni continua la focalizzazione del gruppo sul polo del lusso: sono incrementate le quote in Gucci (fino ad arrivare al 99,4% nel 2004), mentre vengono vendute le divisioni che non fanno parte di questo nuovo core business: sono cedute la Pinault Bois & Matériaux (materiali edili), Rexel (materiali elettrici), Mobile Planet (telefonia) e le quote residue di Finaref (servizi finanziari). Nel 2005, anno record che si chiude con un fatturato di 17,7 miliardi di euro, il gruppo Pinault-Printemps-Redoute cambia il suo nome in Ppr. L’anno seguente il gruppo continua ad alleggerirsi, con la cessione dei grandi magazzini Printemps, acquisiti da una cordata italiana guidata da Maurizio Borletti, presidente de La Rinascente, e dei negozi di intimo Orcanta, ceduti al gruppo Chantelle. Il disimpegno dai settori “non lusso” continua anche nel 2007, con la cessione ad Accor della divisione Kadeos, attiva nel settore dei buoni regalo. Nello stesso anno viene invece acquisito il marchio sportivo Puma, di cui Franµois-Henri Pinault diventa presidente, mentre Claude Chirac, la figlia dell’ex presidente della Repubblica francese Jacques Chirac, è nominata responsabile della comunicazione del gruppo. Nel 2008 vengono cedute YSL Beauté (acquisita da L’Oréal) e Conforama Poland, mentre Ppr diventa azionista, con una quota del 23%, di Sowind Group, la holding svizzera a cui fanno capo gli orologi Girard-Perregaux.