Pomellato

Gioielleria italiana. Dal cavallino pomellato, scelto come marchio del prodotto, prese nome l’azienda milanese nata nel 1948 e, una ventina d’anni più tardi (’67), trasformata in griffe dall’incontro di Luigi Signori e Pino Rabolini. Dalla catena classica si passò negli anni ’70 alla produzione di gioielli destinati a divenire i simboli di Pomellato: il Re e l’Orso, ciondoli articolati in oro e brillanti. A partire dalla metà degli anni ’80, l’azienda, che dall’82 ha la sua boutique milanese in via San Pietro all’Orto, ha aperto negozi in tutto il mondo. Nell’83 nacquero gli argenti, nell’89 l’orologio. Negli anni ’90, hanno fatto la loro comparsa da protagoniste le pietre: i diamanti e soprattutto le gemme di colore di alta caratura tagliate a cabochon e composte in gioielli di intensa suggestione formale. Sponsor di WWF Italia, l’azienda ha lanciato il progetto La terra può salvare l’uomo a favore della salvaguardia delle 100 ecoregioni più a rischio del mondo. Madrina dell’iniziativa la regina Raina di Giordania. All’autunno dello stesso anno risale la messa a punto di Stress, orologio femminile a tiratura limitata, uno dei più recenti successi della griffe. Nel ’94 Pomellato aveva già dichiarato il proprio “impegno nei confronti della tutela del patrimonio naturale”, creando DoDo, una linea di gioielli componibili capaci di raccontare una storia e di lanciare messaggi universali. Le creazioni DoDo devono, infatti, il loro nome all’omonimo uccello da tempo estinto. Arriva la terza apertura commerciale in Giappone, la seconda a Tokyo nel quartiere di Ginza. L’ottimo riscontro del brand giovane DoDo spinge la proprietà a provare con il primo flagship a esso riservato. Area test è Napoli, con un’apertura in via Filangieri. La chiusura dell’esercizio 2002 vede il fatturato assestarsi a 67,3 milioni di euro, con una crescita del 22,5 per cento rispetto al 2001 e del 47 per cento per il brand DoDo, che all’estero raggiunge un più 32 per cento. Il mercato che maggiormente ha risposto è stato quello giapponese, con un incremento dei ricavi complessivi pari quasi al 50 per cento. Una mostra da Sotheby’s sancisce l’esordio di Pomellato Usa, che prevede di affiancare alla iniziale diffusione nei department store Bergdorf Goodman e Sacks Fifth Avenue di New York, Greenwich, Boston, San Francisco, Aspen, l’apertura di 60 nuovi concessionari e del primo flagship entro due anni. Dopo il buon risultato dell’esperimento napoletano, DoDo apre alle Galeries Lafayette di Parigi e da Bloomingdale’s a New York. Nel 2005 Pomellato entra a far parte di Altagamma, l’associazione delle imprese del lusso che portano lo stile e la cultura italiana nel mondo. Nello stesso anno viene riaperto dopo un radicale restyling il flagship store di Milano, mentre l’anno successivo si inaugurano un punto vendita a Dubai e il primo monomarca degli Usa, a New York. Nel 2007 viene creata la linea Pom Pom, una serie di anelli-scultura realizzati in esemplare unico; al 2008 risale invece il lancio di una collezione maschile, battezzata “Pour un homme” che comprende principalmente gemelli. A inizio 2009 Pomellato inaugura il secondo store americano, a Miami.