Polignac

(de) Ghislaine. Pioniera del prêt-à-porter, per idee, senso dello stile a misura delle possibilità tecnologiche che offriva l’industria di confezioni negli anni ’50 e fantasia. Principessa, cliente e amica di grandi protagonisti dell’alta moda parigina, accetta di collaborare, come consulente stilistica, al rinnovamento delle proposte di abbigliamento dei grandi magazzini Galeries Lafayette. Era il 1952. Le confezioni erano allora di scarsa qualità estetica: tessuti che dovevano allettare la clientela per la resistenza all’usura più che per la bellezza, colori troppo tradizionali e monotoni, scimmiottatura dell’alta moda. Non fu un’impresa facile convincere i dirigenti delle Galeries Lafayette che l’arma stilistica più funzionale era la semplicità, ravvivata da una tavolozza più allegra e da tessuti (la principessa stilista fu pioniera anche nella scoperta dell’industria tessile italiana) dalla trama meno pesante. Vinse la battaglia indossando lei stessa le sue creazioni, facendole indossare persino a Wally Simpson, duchessa di Windsor, e usando il proprio titolo per attirare l’attenzione delle riviste femminili. La sua avventura è durata vent’anni. Nel ’72, ha preferito ritirarsi.