Pinko

Pinko. Linea di prêt-à-porter femminile della Cris Conf Spa, creata alla fine degli anni Ottanta da Pietro Negra e Cristina Rubini è un brand giovane, fashion che veste una donna molto femminile e sensuale. Il marchio ha raggiunto un posizionamento alquanto singolare, quanto inconsueto, un posizionamento coraggioso conseguito grazie a tre elementi su cui l’azienda si è concentrata negli ultimi cinque anni: prodotto, comunicazione e posizionamento strategico all’interno dei migliori negozi multimarca in Italia e all’estero. La crescita del fatturato è costante e nel 2008 ha superato i 148 milioni di euro. A livello di comunicazione Pinko si è distinta in passato per importanti collaborazioni con Naomi Campbell, Eva Herzigova, Elle McPherson, Mariah Carey, Steven Klein che proseguono ora con Terry Richardson ed Erin Wasson. Pinko ha deciso inoltre di creare una solida struttura di ufficio stampa, in sinergia totale con la sede di Fidenza. Il tutto supportato da notevoli investimenti pubblicitari sui più importanti quotidiani e testate di moda in Italia e all’estero.

Nel 2009 l’azienda italiana, in licenza con Zeis Excelsa, la ncia la sua prima collezione di calzature per donna e bimba. La collezione autunno/inverno 2009-10 comprende sneakers di tendenza e calzature per la città.

Anche per Pinko giunge il momento di stringere collaborazioni con designer esterni come nel caso della capsule collection, lanciata nel 2010, firmata dal giovane stilista Mark Fast, laureatosi al celebre Central Saint Martin College di Londra. La mossa consente al marchio di crescere anche all’estero e di conferma il trend positivo degli ultimi due anni, che si attesta a 148 milioni di euro di fatturato. Così, nel 2010, Pinko è pronta a lanciare il primo orologio della griffe, prodotto grazie ad una licenza firmata con Altanus Geneve, casa di orologeria con sede a Ginevra. Il segnatempo, chiamato Pianoforte, è in realtà un vecchio prototipo degli anni Ottanta.

Pinko ADV SS17

Una nuova partnership porta la griffe sulle passerelle parigine. Si tratta della partnership con la stilista Alessandra Facchinetti, ex Miu Miu, Moncler e Valentino. Uniqueness, questo è il nome del marchio, non ha però un prosieguo. La Facchinetti lascia la guida nel 2013.

Come spesso accade nel settore moda, il valzer di nomine è incessante. Non è immune l’azienda emiliana che, nel 2013 registra la nomina di Roberta Carrubi come amministratore delegato del gruppo Cris Conf

Il successo di Pinko è in forte crescita, a dimostralo è il fatturato che, trimestre dopo trimestre annota segno positivo. Il Gruppo Cris Conf, cui fa capo il brand, chiude il 2014 con un fatturato netto consolidato di 172 milioni di euro in crescita del 7% rispetto al 2013. L’ebitda si è attestato a  27,4 milioni. Questo permette alla griffe di entrare in Elite, il programma di Borsa Italiana che sostiene piccole e medie imprese potenzialmente interessate alla quotazione. Il periodo florido della griffe è confermato dal fatturato del 2016, chiuso con ricavi in crescita del 12% a 195 milioni di euro. Trend confermato nel 2018 chiuso  a 210 milioni di ricavi, con una crescita single digit e un  ebitda di 40 milioni  (65% del business proviene dall’estero).

Come spesso accade nel settore moda, il valzer di nomine è incessante. Non è immune l’azienda emiliana che, nel 2013 registra la nomina di Roberta Carrubi come amministratore delegato del gruppo Cris Conf.

Nel 2019 Manifatture Daddato (in portfolio marchi del calibro di portafoglio brand in licenza composto da Msgm Kids, Neil Barrett Kids, Gcds Mini, Diadora e Alberta Ferretti Junior) acquisisce la licenza Pinko Up, la collezione dedicata alle più giovani. Nello stesso anno, il gruppo Cris Conf annuncia la nomina di Federico Bonelli nel ruolo di general manager di Pinko affiancando, così, Pietro Negra.

Leggi anche

Pinko Forever denim, la capsule 2019-20 

Uniqueness, è la volta di Milano