Pierre et Gilles

La coppia di artisti francesi è conosciuta dal 1977. Si incontrano l’anno prima a un party a Parigi e diventano inseparabili nella vita e nel lavoro così che i loro nomi creano un vero e proprio marchio composto da due elementi collegati, il mondo del fotografo Pierre e quello del pittore Gilles. Il loro è un paradiso naïve, innocente come tutto ciò che va oltre la colpa e sembra non curarsene: l’estetica del Kitsch è voluta, sottolineata, ricercata fino alla teatralità plateale ma non volgare, mentre le espressioni dei soggetti ritratti (donne trasformate in dee, cantanti che cavalcano improbabili cigni da luna park, ufficiali dell’Armata Rossa piangenti) sono volutamente convenzionali. Le loro immagini sono pubblicate su Marie Claire, Faµade, Actuel, Playboy, Samurai, ma lavorano anche per l’industria discografica realizzando copertine di dischi e, soprattutto, nel campo del ritratto, sono richiestissimi, come dimostrano le immagini con cui hanno trasformato Madonna, Björk, Catherine Deneuve, Johnny Halliday in icone coloratissime. La raffinatezza di Pierre et Gilles si pone a un livello a tutti comprensibile, quasi fosse una riproposizione ad alto livello dei calendarietti profumati dei barbieri di una volta: si sente che vogliono intingere la realtà in un cattivo profumo dozzinale. La loro “pericolosità” non sta nel messaggio ma nel mélange mediatico: cambiano il senso estetico senza ostentazione, militanza o senso di appartenenza e gli osservatori si sentono come zii di fronte a due nipoti scapestrati. Fra le mostre più significative vi è l’ampia personale esposta alla Maison de la Photographie di Parigi nel ’99.