Pescucci

Gabriella (1943). Costumista italiana. Vincitrice del premio Oscar ’94 per L’età dell’innocenza di Scorsese, autrice di 2 mila costumi per Le avventure del Barone di Munchausen di Gilliam, Gabriella Pescucci è, con Milena Canonero e Franca Squarciapino, la costumista italiana più richiesta dal cinema internazionale. Studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, apprendistato alla sartoria Tirelli (“Sono cresciuta tra gli abiti di Morte a Venezia“, dice di se stessa), di cui è oggi anche socia, assistente di Piero Tosi e Pierluigi Pizzi, nel corso della carriera, ha legato il proprio nome a film d’autore e kolossal di grande successo: dai felliniani Prova d’orchestra e La città delle donne al cinema di Scola (Passione d’amore, Il mondo nuovo, Che ora è), da C’era una volta in America di Leone a grosse produzioni come Il nome della rosa o La lettera scarlatta. Il suo eclettismo le permette di attraversare con disinvoltura epoche diverse, vestendo Maria e San Giuseppe in Per amore, solo per amore o disegnando i costumi settecenteschi della Notte e il momento. Alterna all’attività cinematografica quella teatrale: nel ’72, ad esempio, ha lavorato a una Norma scaligera con la regia di Bolognini e, nel ’92, alla Traviata firmata, per la regia, da Liliana Cavani. In occasione del Palio straordinario del Giubileo, il comune di Siena le affida il rifacimento dei 360 costumi per i figuranti e per le 17 contrade che prendono parte al corteo storico. La costumista prende spunto dai bozzetti ispirati al periodo storico tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500, già utilizzati come modello da Olla, Manichelli e Pollai per la versione precedente, del 1981. Presso il Museo del Tessuto di Prato, in mostra il mantello di pelliccia di talpa color fango indossato da Michelle Pfeiffer ne L’età dell’innocenza, il film con cui la costumista ha vinto l’Oscar ’93. La rassegna è dedicata al lavoro della Sartoria Teatrale Tirelli per il cinema. Nel 2006 vince il Nastro d’Argento per i costumi de La fabbrica di cioccolato, film di Tim Burton interpretato da Johnny Depp. Nel 2009 alcune delle sue creazioni sono esposte nella mostra “L’atelier degli Oscar” a Gorizia, dedicata ai costumi della sartoria Tirelli per il grande cinema.