Pellini

Emma (1900-1966). Stilista di bigiotteria. Iniziò a Milano nel 1947 la produzione di bijoux in vetro veneziano per l’alta moda francese e italiana. Nel 1951, partecipò al debutto della moda italiana organizzata da Bista Giorgini. Da quel momento il mercato americano s’interessò alle sue creazioni. Nel ’52, prese parte alla New York Fair of Italian Manufactures. L’apertura della prima boutique milanese, in via Morigi, risale al ’62, per iniziativa della figlia Carla (1925). Nel ’72, entrano nella società i nipoti della fondatrice, Donatella ed Ernesto, che rispettivamente si dedicano all’aspetto creativo e amministrativo dell’attività. Donatella Pellini dà vita alla fase più vivace della storia dell’azienda: la collaborazione con le giovani firme del prêt-à-porter, Mugler, Lacroix, Gigli, Fendi. Oggi, usa vetro e resine, con inclusioni di materiali naturali come erbe, fiori e polveri di minerali, per modelli che rivisitano lo stile etnico con gusto personalissimo. Molto apprezzati, in Giappone in modo particolare, i bijoux Pellini sono distribuiti nel mondo. &quad;I bijoux di Donatella Pellini sono stati esposti in mostra al Victoria&Albert Museum e alla Triennale di Milano, e sono stati scelti scelti da celebrities come Patti Smith, Aretha Franklin e Sabrina Ferilli. La lavorazione rimane però artigianale: la stilista crea i bozzetti che vengono interamente realizzati nel suo atelier milanese, che occupa venti artigiane. La distribuzione, su scala mondiale, si appoggia a tre negozi a Milano, uno a Parigi e la presenza nei più prestigiosi department stores. Nel 2008 si festeggia il sessantesimo anniversario del marchio con un evento in Giappone, paese che da solo assorbe il 30% dell’export. Il brand fattura in quell’anno cinque milioni di euro, con una previsione di crescita del 20% per l’anno successivo.