Orbace

Antico tessuto ottenuto con lana grezza e spessa. Di aspetto denso e compatto, molto pesante, è originario della Sardegna e, fino a tempi recenti, era realizzato dalle donne dell’isola con lane del gregge, filate e tinte con colori vegetali, soprattutto in nero ma anche in rosso per i costumi tradizionali del luogo, sia maschili sia femminili. Il termine orbace (trasposizione nel dialetto sardo dell’antico vocabolo italiano albagio, dall’arabo al-baz) oggi suona come emblema del ventennio fascista: in orbace erano le uniformi dei gerarchi e dei maggiorenti. Il rustico tessuto conobbe quindi, all’epoca, in obbedienza all’autarchia, un’inedita fortuna. Debitamente alleggerito, fece tuttavia una sporadica ricomparsa in alternativa al loden, negli anni di piombo, gli anni ’70, quando era di moda eclissare di sera le pellicce e indossare mantelli o mantelle. Sul finire di quel decennio lo ripropose anche la moda maschile per il ruggente sportswear.