Next

Catena di negozi inglesi: “luoghi di vendita luoghi di vita”, come indica il suo slogan. Nel 1981, Hepworths, erede di una dinastia di sarti, acquista la catena Kendalls per impiantarvi punti vendita al dettaglio di moda femminile. L’anno successivo, i Next sono 70; nell’84 si aggiungono i 52 per uomo e, in seguito, quelli per le linee bimbo e gli arredi per la casa. Una concezione innovativa: nei minidepartment stores, oltre agli spazi per l’abbigliamento, vi sono coffee shops, fioristi, edicole di giornali. Nell’86 la J. Hepworth & Son cambia nome in Next e i suoi prodotti sono diffusi capillarmente grazie al catalogo di vendita per corrispondenza. Dal ’94 i punti vendita sono 300, sparsi in 16 Paesi. Ogni pezzo di vestiario è creato individualmente da un team di designer interni. Nel 1999 viene introdotta la vendita on line dei prodotti commercializzati dalla Next, con la pubblicazione su internet dell’intero catalogo, che per la primavera-estate 2002 raggiunge le 833 pagine. Dal 2000 è attivo il servizio “Next day delivery” la consegna a domicilio per il giorno seguente, se si ordina via internet entro le ore 17. Esiste un archivio delle collezioni Next dal 1982 a oggi, conservato dal Dipartimento musei, arti e musica del Leicestershire County Council. La raccolta è visitabile su appuntamento. Sono circa 330 i negozi Next in tutta la Gran Bretagna e una cinquantina quelli al di là della Manica.