Natori

Josie (1947). Stilista americana di origini filippine di biancheria intima ultra glamourous, i suoi capi possono essere portati indifferentemente sopra o sotto gli abiti. Tra i punti forti sono famosi i vestitini sottoveste e i reggiseni ricamati esclusivamente nelle Filippine. Da qualche tempo ha avviato anche una linea maschile. Laureata in economia, ha iniziato la carriera come agente di cambio e consulente a Wall Street. Ma nel 1977, dopo nove anni di alta finanza, ha creato una sua attività puntando tutto sulla biancheria intima di lusso. Possiede due importanti boutique, una a New York e l’altra a Manila. Il presidente Clinton l’ha chiamata a far parte del Small Business Trade Council. Negli anni ’90 ha lanciato anche il profumo Natori riscuotendo un discreto successo. Si aggiudica la prestigiosa Ellis Island Medal of Honour. In collaborazione con l’Asia Society d’America e il Fashion Institute of Technology, tiene un corso di sartoria tradizionale filippina, in cui insegna a utilizzare stoffe come la pina (fibra ricavata dall’ananas) o l’abaca (ottenuta dalla banana). I migliori lavori degli studenti vengono esposti a “Philippine style 2000”. &Quad;2002. Il volume Josie Natori, scritto da Victoria Fung, celebra i 25 anni di carriera della designer. Nel 2008 viene insignita del premio Order of Lakandula, la massima onorificenza civile delle Filippine. Una curiosità: il termine “natori” in giapponese significa “la più alta forma d’arte”.