Molyneux

Edward (1894-1974). Stilista londinese di origine irlandese, attivo in Francia fino ai tardi anni ’70, denominato “il Capitano”, grado raggiunto combattendo nella prima guerra mondiale. Giovanissimo, mentre seguiva studi d’arte (fu pittore e continuò a periodi alterni a dipingere: suoi quadri figurano alla National Gallery di Washington), si guadagna da vivere con disegni per la pubblicità e i periodici. Il primo premio vinto a 17 anni in un concorso, organizzato dalla succursale inglese della casa di moda Lucille, muta la sua vita. Impara il mestiere di sarto e diventa assistente della fondatrice Lady Duff Gordon. Apre a Parigi la propria maison d’alta moda nel 1919. Immediato e straordinario è il successo che gli assicurano, da un lato, i suoi modelli classici dal taglio perfetto, capaci di sfidare il tempo, dall’altro la sua brillante presenza mondana, le sue feste e l’attività di disegnatore di costumi, come quelli per la commedia Les Barret de Wimpole Street, che rilanciarono la crinolina (’22). Chiusa come molte altre case di moda, durante l’occupazione tedesca della Francia nel ’40, la maison si riapre a conflitto concluso, pressoché parallelamente alla più brillante Chanel. Lo scarso successo induce Molyneux a ritirarsi nel ’54 passando l’atelier a Jacques Griffe. Fece scalpore, dopo un’assenza di 10 anni, il suo ritorno in un mondo che ormai non somigliava più alla grazia aristocratica dei suoi completi, dei suoi piccoli abiti neri, amati, negli anni ’30, dalle dive del cinema come dalle signore dell’alta società.