Modellista

Termine col quale, nel settore dell’abbigliamento, veniva definito chi disegnava e curava la realizzazione di abiti, cappelli, biancheria, scarpe, altri accessori in genere: oppure, l’operaio che preparava il prototipo ed eseguiva i modelli. Poi, si è chiamato così soprattutto il tecnico di un laboratorio di confezioni che, avvalendosi anche di nuove tecnologie, è preposto alla preparazione di cartamodelli e ai loro collaudi, attraverso la realizzazione del prototipo da collezione. Prototipo che, quindi, può essere riprodotto in più “copie”. Subito dopo le sfilate dell’alta moda a Parigi, ad esempio, i modelli delle collezioni delle grandi griffe vengono presentati dai distributori, che li hanno scelti in esclusiva per il loro paese, ai sarti, alle sarte. Questi rivedono i capi sugli stand, li toccano con mano, scelgono a loro volta quelli che ritengono più adatti alla propria clientela e acquistano il cartamodello che, a volte, serve come base per la realizzazione (soprattutto il taglio) di più abiti. I cartamodelli non sono venduti in esclusiva. Alle presentazioni del dopo sfilata, possono essere presenti anche più sarti delle medesime città e possono anche acquistare i medesimi numeri. Oltre ai cartamodelli che vengono riprodotti dai modellisti, i sarti possono trovare tutte le referenze per bottoni e ricami. Ma queste referenze rappresentano un ulteriore costo. Alcuni sarti per signora, dopo aver frequentato le apposite scuole, si sono specializzati nella costruzione di cartamodelli così da realizzare creazioni proprie, esclusive, per le quali prendono lo spunto dalle tendenze del momento, modificandole e personalizzandole a seconda dei desideri e delle esigenze della clientela. Fra le grandi firme di questo particolare mestiere, Rina Pedrini, Rivella, Zenobia e Naide di Torino, le sorelle Guidi.